Programma Elettorale

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Studenti di Sinistra
Universit degli Studi di Firenze
info@studentidisinistra.org
http://www.studentidisinistra.org
Elezioni Universitarie
Biennio 2009/2011

Indice:

1 Chi siamo
2 Perch e per cosa si vota?
3 Didattica
3.1 Applicazione della 270 nel nostro Ateneo
3.2 Le nostre conquiste
3.3 Prospettive
3.4 Studenti Lavoratori e Studenti Part-Time
3.5 Come diventare insegnanti
3.6 Regolamento Didattico di Ateneo
4 Laccesso
4.1 . . . didattico!
4.2 . . . economico!
4.3 . . . sico!
4.3.1 La situazione attuale
4.3.2 Cosa cera
4.3.3 Ad oggi
5 Il Bilancio di Ateneo
5.1 Solo tagli
5.1.1 Lettori di Scambio
5.1.2 Dottorato di Ricerca
6 Diritto allo Studio
6.1 Ununica Azienda Regionale per il Diritto allo Studio per tutta la Toscana
6.2 Borse di Studio e Prestito duciario
6.3 Mense e Case dello Studente
6.4 Gli studenti e la citt
6.5 Vivere la citt
6.6 I trasporti
6.7 Il mercato della casa
6.8 Il Costo della Didattica
6.9 Studenti Stranieri
7 La Mobilitazione contro la Legge 133
8 I nostri spazi
8.1 Le biblioteche
8.2 Tutto in appalto!
9 Le nostre iniziative
10 I candidati
10.1 In Ateneo
10.1.1 Consiglio di Amministrazione di Ateneo
10.1.2 Senato Accademico
10.1.3 Consiglio di Amministrazione dellARDSU
10.1.4 Comitato Pari Opportunit
10.1.5 Comitato Universitario Sportivo
10.2 Le Facolt
10.2.1 Agraria
10.2.2 Architettura
10.2.3 Economia
10.2.4 Farmacia
10.2.5 Giurisprudenza
10.2.6 Ingegneria
10.2.7 Medicina
10.2.8 Psicologia
10.2.9 Scienze della Formazione
10.2.10 Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
10.2.11 Scienze Politiche

Capitolo1
Chi siamo

Studenti di Sinistra un gruppo politico formato da studenti provenienti dalle diverse Facolt dellAteneo fiorentino che lavorano nei relativi Collettivi e che si rifanno ai pi svariati ambiti della sinistra. Il lavoro che facciamo composto, da una parte, dallattivit che i nostri rappresentanti svolgono nei vari organi di governo e di controllo dellAteneo, e, dallaltra, da un lavoro di analisi delle problematiche e di elaborazione di possibili soluzioni ad esse che hanno sempre come punto di partenza gli studenti.

Lo scopo del nostro impegno sia di dar voce allinterno degli organi di Ateneo alle esigenze degli studenti, sia di stimolare studenti e docenti ad interrogarsi su temi riguardanti lUniversit e, pi in generale, questioni di politica nazionale ed internazionale e problemi culturali. Sono note le nostre battaglie su temi come la riforma della didattica, il diritto allo studio, il numero chiuso, le tasse studentesche, cos come noto limpegno che, nel nostro piccolo, cerchiamo di mettere sulle questioni dei diritti delle persone, contro ogni tipo di razzismo, intolleranza e discriminazione.

Cerchiamo di raggiungere tali obiettivi organizzando svariate attivit: manifestazioni ed assemblee su temi politici ed universitari, seminari e convegni, cineforum, attivit teatrali, rassegne musicali e cos via. Tutto questo non viene fatto in unottica di pura rivendicazione di tipo sindacale, in cui si richiedono solo miglioramenti delle "condizioni di vita" degli studenti nel nostro Ateneo, bens con lintento di allargare il dibattito allinterno dellUniversit, per riportare questultima alla sua funzione primaria: essere fonte di Cultura, nel senso pi lato del termine, e luogo di elaborazione e diffusione di una conoscenza che non un semplice "guazzabuglio" di nozioni ma una base da cui partire per affrontare i problemi che ci si pongono di fronte.

La nostra attivit pertanto politica anche se siamo un soggetto completamente svincolato dai partiti. Questa caratteristica di unitariet allinterno della sinistra per noi essenziale. Riteniamo, infatti, che tale peculiarit sia un elemento di forza, che permetta di affrontare le questioni in modo pi ricco e completo. La nostra volont quella di portare avanti le idee che sono alla base di un agire politico "di sinistra" nella sua interezza, senza dover sottostare a interessi o a posizioni elaborate da altri.

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Capitolo2
Perch e per cosa si vota?

Il 25 e 26 Marzo prossimi ci saranno le Elezioni Universitarie. Siamo convinti che questo momento sia di fondamentale importanza per la partecipazione di tutti gli studenti alla vita dellUniversit. Negli ultimi tre mesi si sviluppato un movimento di protesta contro la Legge 133 e contro lattacco allIstruzione e allUniversit pubblica, che ha rappresentato per migliaia di studenti un momento di grande partecipazione. Durante tutta la mobilitazione, che ancora continua, ci siamo sempre riconosciuti nella dimensione collettiva di movimento, nonch in quella comune di gruppo politico, non relegata ad interessi di lista, ma piuttosto ad un forte legame con la nostra idea di fare politica.

Il movimento ha dimostrato la forte volont di vivere attivamente lUniversit e ripensare totalmente lintero sistema universitario, in cui gli studenti abbiano un effettivo peso nelle decisioni. Da anni noi lavoriamo proprio in questo senso, portando sempre una voce critica negli organi. Il coinvolgimento diretto su temi come lorganizzazione della didattica, il diritto allo studio, lapplicazione delle riforme, lefficienza delle strutture e le tasse universitarie - solo per citarne alcuni - danno un peso non trascurabile alle posizioni che rappresentiamo. Per questo ci candideremo alle Elezioni, per continuare il nostro lavoro fuori e dentro gli Organi.

Si vota poi per eleggere 4 studenti nel Comitato Pari Opportunit (CPO) ed i 2 nel Comitato Sportivo Universitario (CUS).

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Capitolo3
Didattica

Nellanno accademico in corso (2008/09) nel nostro Ateneo stato introdotto il <<nuovissimo ordinamento>>, la Riforma 270/04, entrata in vigore a seguito dei Decreti attuativi emanati dal Ministro Mussi. La 270 lennesima riforma dellUniversit calata dallalto e si inserisce perfettamente nel solco tracciato dal processo di Bologna, avviato nel 1999 e che port in Italia al famigerato DM 509/99, ovvero il 3+2 dellallora ministro Berlinguer. I corsi fino ad allora previsti su ciclo unico vennero riadattati su due livelli, tralasciando una revisione dei contenuti e prediligendo un frazionamento del sapere e listituzione di nuove cattedre, arrivando allassurdo di Corsi di Laurea che al termine del +2 prevedevano per lo studente il superamento nellarco dei 5 anni di quasi 60 esami. Da allora, complice anche la legge Ruberti, sullautonomia didattica e finanziaria, si iniziato a smantellare il fondamento stesso di Universit pubblica come luogo di Cultura, per trasformarla in un esamificio a servizio dei privati.

Il Ministro Moratti, nellelaborazione della Riforma 270, prefer non tenere conto del reale stato in cui versava (e versa!) la didattica degli Atenei italiani, non introducendo dei reali cambiamenti positivi e non modificando le evidenti storture della 509, ma svincolando la Laurea di secondo livello da quella Triennale, introducendo una differenziazione dei percorsi al termine del primo anno e aprendo le porte a selezioni degli studenti ad ogni livello, come se gli esami non fossero gi di per s uno strumento di verifica. I Decreti Mussi, attuativi della 270, promulgati dallomonimo Ministro nel 2007, non hanno invertito la tendenza di svilimento del ruolo dellUniversit pubblica. Noi siamo convinti che la soluzione per lUniversit non pu essere firmare ogni tre anni una nuova Riforma della Didattica che continui a non incidere sui problemi reali ormai palesi a tutti gli studenti dopo sei anni di 3+2.

Cosa prevedono i Decreti?

  1. I corsi di laurea dovranno prevedere un massimo di 20 esami alla triennale e 12 alla Magistrale, che permetterebbero un bilanciamento tra carico didattico e CFU.
  2. Un rapporto adeguato tra docenti e studenti di ciascun Corso di Laurea, per evitare casi (fino ad ora molto presenti!) di corsi con centinaia o migliaia di studenti e pochissimi docenti.
  3. Viene ribadito lingresso dei privati nellUniversit, dando loro la possibilit di mettere mano ai contenuti dei corsi e di indirizzare la Ricerca, portando gli Atenei a formare laureati con profili culturali limitati, adatti solo alle mutabili esigenze del mercato.
  4. Un blocco allaccesso alle Lauree Magistrali che pu essere interpretato come un vero e proprio test di ammissione o come un elenco di requisiti (esami precedentemente sostenuti) che vincolano liscrizione.
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3.1Applicazione della 270 nel nostro Ateneo

Nonostante la Riforma 270 presenti forti criticit, la sua applicazione avrebbe potuto rappresentare uninversione di tendenza, ma questa occasione non stata colta dal nostro Ateneo. Innanzitutto, i lavori per la revisione dei Regolamenti sono stati molto affrettati, non per la volont di migliorare la qualit della didattica, ma piuttosto per la speranza di un maggior finanziamento ministeriale da utilizzare per ripianare un bilancio fallimentare. Infatti, il nostro Ateneo ha ritenuto che razionalizzando i corsi, introducendo i test, riorganizzando gli esami, avrebbe raggiunto standard di maggiore qualit e dunque, ipoteticamente, un FFO pi consistente, poich il FFO viene erogato dal Ministero ogni anno proprio sulla base di alcuni parametri che stabiliscono la qualit degli Atenei. Nella scrittura dei Regolamenti, poi, la tendenza comune delle Facolt stata quella di mantenere intatta la situazione attuale, difendendo solo privilegi baronali.

In molti Corsi di Laurea non stato fatto un serio lavoro di revisione della didattica, ma sono stati perlopi accorpati gli esami previsti nei piani di studi secondo la 509, per poter cos rientrare nei vincoli di legge. Lobbligo di un adeguato rapporto studenti/docenti avrebbe potuto portare ad una netta riduzione dei Corsi di Laurea, nati dopo la riforma del 3+2, senza un adeguato supporto di docenza, e spesso anche senza un reale fondamento culturale, ma in alcune Facolt, per adempiere a tale obbligo, stato ulteriormente ridotto il numero di immatricolazioni! Per le matricole, poi, stato introdotto un test di valutazione obbligatorio, ma dal risultato non vincolante per liscrizione. Una delle assurdit del test riguarda il fatto che a pagamento: ogni studente deve pagare 15 euro, per fantomatici oneri amministrativi. Inoltre, il test di valutazione stato reso obbligatorio anche per liscrizione ai Corsi di Laurea Magistrale.

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3.2Le nostre conquiste

Durante il lavoro di revisione dei Regolamenti noi abbiamo lavorato negli organi centrali, in particolare in Senato Accademico e nella Commissione Didattica dAteneo, con la ferma intenzione di far prevalere gli interessi degli studenti a quelli di docenti e presidi alla ricerca del prestigio accademico o a quelli di chi governa e amministra il nostro Ateneo, che per esigenze di Bilancio spinto pi che altro al mero risparmio economico, o addirittura al guadagno. Grazie al nostro lavoro, molte evidenti storture sono state corrette; riportiamo, a titolo di esempio, solo alcune tra le pi gravi:

Uno degli aspetti peggiori della 270 che con questa nuova Riforma il percorso universitario viene effettivamente diviso in due tronconi, quello della Triennale e quello della Magistrale. La Legge, perci, prevede che al momento delliscrizione ad un Corso di Laurea (Triennale o Magistrale), lo studente non debba avere debiti. Ci significa che scompare definitivamente liscrizione con riserva: per potersi iscrivere alla Magistrale bisogna aver gi conseguito la Laurea Triennale ed aver estinto eventuali debiti previsti per laccesso. Altrimenti bisognerebbe attendere un intero anno accademico per iscriversi! Tutto ci davvero assurdo, ancor pi se si considera che la percentuale dei laureati con riserva altissima.

Dopo un anno di lavoro, siamo riusciti ad ottenere una norma, contenuta nel Manifesto degli Studi, che di fatto ripristina la riserva, ma solamente per chi si iscrive ad una Laurea Magistrale in continuit con la Triennale di provenienza. Per questi studenti, i termini dellimmatricolazione alla Laurea Magistrale sono stati spostati al 30 aprile, con il pagamento delle tasse universitarie solo al momento dellimmatricolazione e per loro la verifica della preparazione individuale si considera virtualmente assolta. Per chi si iscrive ad un Corso di Laurea Magistrale non in continuit, invece, il termine dellimmatricolazione il 30 dicembre. Inoltre, le procedure saranno pi complicate, perch, prima di immatricolarsi, questi studenti dovranno presentare una domanda di valutazione alla competente Commissione didattica di Corso di Laurea.

Questa commissione valuta il curriculum presentato e delibera lammissibilit al Corso di Laurea, rilasciando il nulla osta, oppure riconoscendo un debito formativo, indicando specifici corsi singoli che lo studente potr sostenere per acquisire i crediti necessari a colmare tale debito. I corsi singoli sono, a nostro avviso, lemblema della mercificazione del sapere: sono attivit formative, attivate nellambito di un corso di studio, per le quali si paga singolarmente. Il costo di ciascun corso singolo fissato per 182 di tassa fissa, a cui si sommano 11 per ogni credito che si intende acquisire (ad esempio: per sostenere un corso singolo di 9 CFU si paga [182 + (11 × 9) ] = 281 ). CՏ solo un modo, a nostro avviso, per evitare o attenuare questa spesa: presentare quanto prima la domanda di valutazione alla Commissione didattica del Corso di Laurea Magistrale non in continuit al quale ci si vuole iscrivere e aggiungere al Piano di Studi (tra gli esami a scelta o esami da sostenere fuori piano), gli esami indicati dalla Commissione come carenze da recuperare. In questo modo, al momento delliscrizione si posseggono gi le competenze per il Corso non in continuit.

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3.3Prospettive

Per quanto riguarda lapplicazione della 270 ci sono molte criticit di ordine generale, comuni a diverse Facolt dellAteneo. I requisiti allaccesso, ovvero le conoscenze che un Corso di Laurea Magistrale pretende che lo studente abbia al momento delliscrizione, possono trasformarsi in un vero e proprio vincolo allaccesso: baster provenire da un curriculum piuttosto che da un altro per vedersi negata la possibilit di accedere ad una Laurea Magistrale.

Rimangono forti dubbi a proposito dellorganizzazione di alcuni Corsi: un esempio su tutti quello del Corso di Laurea in Sviluppo Economico, Cooperazione Internazionale e Gestione dei Conflitti (SECI - OP), che pur essendo un Corso interfacolt tra Economia, Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Medicina (che la Facolt con il pi alto numero di docenti dellAteneo: oltre 400!), non raggiunge neppure i minimi di docenza, ovvero non ha un numero sufficiente di docenti per garantire agli studenti una didattica di qualit.

Inoltre, si verifica con sconcerto la crisi che sta investendo i corsi storici, per cos dire istituzionali (ad es. Storia, Lettere Classiche ecc...), che perdono vertiginosamente iscritti, tanto da rischiare di scomparire. Questo rappresenta, a nostro avviso, una delle gravissime conseguenze dello stravolgimento del sistema universitario, in cui sono state attivati dei percorsi didattici con nomi accattivanti, ma, spesso, dalle finalit formative abbastanza oscure, con lintento di attrarre studenti, fornendo loro lauree apparentemente spendibili subito sul mercato.

Il nostro impegno sul tema della Didattica continuer nei prossimi anni, proseguendo nel lavoro di riorganizzazione dei Corsi, allinterno degli Organi preposti a farlo. Nei prossimi anni sar molto importante svolgere una funzione di controllo dellapplicazione della Riforma secondo dei criteri che rispondano sempre allimperativo di mettere gli studenti al centro. Inoltre, ci impegneremo affinch cambi la norma sui test allaccesso, e che i test assumano il significato che, secondo legge, dovrebbero avere, infatti il test non pu in alcun modo rappresentare un blocco allaccesso. Ci impegneremo, infine, a fare in modo che il test di autovalutazione diventi uno strumento per gli studenti totalmente gratuito.

Infatti, gi in una seduta del Senato del 13 giugno 2007, noi Studenti di Sinistra eravamo riusciti ad eliminare il costo del test per gli studenti. Lo scorso anno, poi, il Consiglio di Amministrazione prese la decisione di introdurre un costo per i test di autovalutazione (15 per ogni studente), senza alcuna considerazione della decisione della Commissione Didattica dAteneo, che aveva deliberato il contrario, e di quella del Senato dellanno precedente. Non possiamo accettare questi squallidi e palesi tentativi da parte di chi gestisce e amministra lAteneo di trafugare un po di denaro agli studenti, per tentare di appianare i vertiginosi buchi di Bilancio. Gli studenti non devono pagare per la scellerata gestione dellAteneo!


Per maggiori approfondimenti: http://elezioni.studentidisinistra.org/

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3.4Studenti Lavoratori e Studenti Part-Time

Senza dubbio le condizioni che si sono create con i ritmi frenetici imposti dal Nuovo Ordinamento hanno contribuito pesantemente a rendere la vita difficile a tutti gli studenti, e in misura maggiore agli studenti lavoratori, ovvero agli studenti che, per poter sostenere le ingenti spese che lUniversit e la vita fiorentina comportano, non si possono permettere solamente di studiare.

In seguito alle nostre richieste di tutela per gli studenti lavoratori, che portiamo avanti da molti anni, lAteneo ha risposto, lo scorso anno, introducendo nel Manifesto degli Studi la nuova figura dello studente part-time; questo status assegnato a tutti coloro che scelgono, al momento delliscrizione o dellimmatricolazione, senza la necessit di motivare particolarmente questa scelta, di accumulare un numero di crediti compreso tra 9 e 30, pagando il 50% delle tasse (calcolate sempre in base al reddito ISEE posseduto). Coloro che non dovessero rispettare tali limiti (e quindi dovessero accumulare un numero di CFU inferiore a 9 o maggiore di 30), dovranno versare lintera somma delle tasse universitarie. Liscrizione come studente part-time ha validit un anno; la richiesta pu essere ripetuta ogni anno ed effettuata soltanto da coloro che risultano ancora "in corso". Con lacquisizione della qualifica di studente part-time, si ottiene il prolungamento dello status di studente in corso, di un numero di anni pari al numero delle domande annualmente presentate.

Di fatto, per, lo status di studente part-time non una risposta completa a quanto noi chiedevamo: questo status non risponde alle esigenze dei lavoratori, poich non contempla tutta una serie di problematiche proprie dello studente lavoratore, che rappresentano i punti su cui intendiamo continuare ad impegnarci nei prossimi anni:

  1. la previsione di un piano di lezioni in orario serale, dalle 18 alle 22, ripetute ad hoc, per permettere anche ai lavoratori di seguire le lezioni che normalmente si tengono in orario lavorativo
  2. la ricostituzione delle sessioni straordinarie di esame. A questo proposito, richiederemo allAteneo che diventino obbligatori i due appelli straordinari che nel Regolamento Didattico di Ateneo sono previsti come facoltativi. La struttura didattica rende noto agli studenti il calendario degli appelli di esame allinizio dellattivit didattica, prevedendo almeno due appelli distanziati di almeno quattordici giorni al termine di ognuno dei periodi didattici nei quali articolato lanno accademico, e garantendo almeno due appelli di recupero.
  3. labolizione, per gli studenti lavoratori, dellobbligo di frequenza ai corsi, laddove prevista.

Inoltre, lo status di studente part-time non stato introdotto con lintenzione di tutelare gli studenti lavoratori, ma essenzialmente per il peso che ogni studente part-time (considerato in corso anche se impiega 2 anni per accumulare 60 CFU) ha nel calcolo del FFO (finanziamento che ogni Ateneo riceve dal Ministero). Infatti un parametro su cui si basa la distribuzione del FFO proprio il numero di studenti in corso. Cos come definita, la figura dello studente part-time non garantisce allo studente lavoratore laccesso ai servizi fondamentali, ma mette ancora una volta in evidenza come il 3+2 svilisce il ruolo dellUniversit come luogo di cultura, alta formazione e ricerca. Finch sar in vigore il sistema dei CFU, lUniversit continuer ad essere considerata pi un luogo di produzione e di "acquisto" di crediti formativi e di mercificazione del sapere.

Nei prossimi anni continueremo, perci, a portare il nostro contributo alla profonda critica allattuale sistema universitario e alla lotta per veder tutelato il diritto allo studio di tutti gli studenti, contro ogni discriminazione.

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3.5Come diventare insegnanti

Tra Universit e scuola cՏ uno strettissimo legame, perch gli studenti medi frequenteranno in futuro lUniversit e perch nelle Facolt universitarie si formano i futuri docenti delle Scuole superiori. Oggi diventare insegnante praticamente impossibile. Nel Novembre 2007 le graduatorie ministeriali sono state chiuse (passando da permanenti ad a esaurimento), impedendo laccesso ad unintera classe di abilitandi SSIS (11.380 studenti, lintero IX ciclo). Inoltre, non esiste pi un iter formativo che dia labilitazione allinsegnamento.

Per diventare insegnanti, fino al 2003, bisognava dopo la laurea, sostenere e superare il Concorso Nazionale. Nel 2003 fu resa obbligatoria la Scuola di Specializzazione per lInsegnamento Secondario (SSIS), della durata di due anni, dal costo complessivo di circa 4000 , alla cui uscita si otteneva labilitazione. Alla SSIS ci si poteva iscrivere, previo superamento dellesame di ammissione e dopo aver conseguito la Laurea a ciclo unico (vecchio ordinamento) o la Laurea Specialistica (nuovo ordinamento). Lo scorso Agosto, per, la SSIS stata sospesa da una legge del Parlamento ed il X ciclo, che sarebbe dovuto partire a settembre, stato bloccato.

Noi abbiamo sempre ritenuto che questa scuola fosse ingiusta, sia per i costi che rappresentava per gli studenti, sia per linutile lunghezza (3+2+2) del percorso formativo dei nuovi insegnanti: questo meccanismo creava unulteriore diluizione dellaccesso degli studenti al mondo del lavoro, obbligandoli a rimanere studenti per periodi sempre pi lunghi, per poi gettarli per anni nella voragine del precariato. Il precariato nel lavoro comporta anche precariato nella vita: siamo perci convinti che questo sistema di filtri al mondo del lavoro abbia solo effetti negativi e debba essere eliminato.

Siamo, inoltre, convinti che questo meccanismo sia ad oggi favorito dal sistema universitario: 3+2 non fa mai 5! Con lintroduzione del DM 509 prima e del DM 270 poi, i percorsi universitari si sono tutti allungati rispetto al passato, costringendo gli studenti a permanere pi a lungo allUniversit, e non certo perch somari! Tuttavia, crediamo che sia assurdo ed inconcepibile decidere di non attivare pi la SSIS senza proporre una alternativa, chiudendo, cos, ogni porta a chi aspira a divenire insegnante!

Cos come lUniversit, la Scuola una delle basi della nostra societ. Tutto il settore dellistruzione vive, da tempo, una profonda crisi, che si accentuata con gli ultimi provvedimenti governativi (Legge 133, Legge169, DL180 ). Tutta la mobilitazione che si sviluppata negli ultimi mesi nellUniversit, infatti, andata affiancandosi a quella che si sviluppata nella Scuola, dalle elementari, alle medie, alle superiori. Durante tutta la mobilitazione abbiamo continuato a sottolineare come secondo noi lIstruzione, nel suo complesso, debba assumere un ruolo ben maggiore nel dibattito politico e non essere considerata un settore da cui si pu togliere, senza dare nulla.

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3.6Regolamento Didattico di Ateneo

Il Regolamento didattico di Ateneo il testo fondamentale che disciplina i diritti e i doveri degli studenti e dei docenti, vale per tutte le facolt e al suo interno contiene i compiti delle strutture didattiche. utile conoscere questo testo, perch i diritti di noi studenti sono pochi e spesso vengono calpestati ma ci sono, ed il regolamento pu essere impugnato ogni volta che vengono violati. In seguito allapplicazione della riforma 270/04 emanata dal Ministro Moratti e promulgata dal Ministro Mussi stato modificato il Regolamento Didattico di Ateneo e come Studenti di Sinistra ci siamo battuti per apportare alcune modifiche ottenendo importanti risultati.

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Capitolo4
Laccesso

Come Studenti di Sinistra, da sempre crediamo e lottiamo per unUniversit pubblica, libera e di massa. Riteniamo che qualsiasi limitazione del numero degli accessi, sia di tipo finanziario (con il tentativo di innalzare il tetto della contribuzione studentesca), o di tipo didattico (con lintroduzione prima dei numeri chiusi, poi dei test di accesso e di autovalutazione), o di tipo strutturale (con la presenza di barriere architettoniche che impediscono di fatto agli studenti disabili di poter accedere senza alcuna difficolt ai servizi universitari) sia contraria al diritto allo studio, riconosciuto e garantito dallarticolo 34 della Costituzione. fondamentale che ognuno possa scegliere il proprio futuro professionale, senza limitazioni alle proprie inclinazioni culturali.

In un contesto europeo, in cui prevale la tendenza alla distruzione dello stato sociale, attuata sia da governi di centro-destra che di centro-sinistra, non possiamo far altro che ribadire limportanza di tutelare tutti i diritti fondamentali del cittadino, tra i quali, appunto, il libero accesso alla cultura e alla formazione. Siamo convinti che lo studente sia una risorsa per la citt e per il Paese tutto, su cui lo Stato dovrebbe investire per potersi sviluppare. Nellultimo ventennio, invece, le politiche dei governi che si sono susseguiti hanno avviato un progressivo smantellamento dellUniversit pubblica, fino ad arrivare al colpo di grazia rappresentato dagli ultimi provvedimenti di questo Governo, contro i quali ci siamo mobilitati negli ultimi tre mesi e ancora lo stiamo facendo.

Lattacco del Governo un palese tentativo di colpire i fondamenti dellUniversit pubblica e di sancirne il definitivo declino, reintroducendo un forte classismo nellistruzione in base al censo. Infatti, nella futura Universit si verrebbe a determinare una netta distinzione tra Atenei di serie A e Atenei di serie B, con differente valore del titolo di studio, ovvero Atenei in cui vi sar una didattica di qualit legata alla Ricerca, con costi molto elevati per gli studenti e altri Atenei caratterizzati da didattica di qualit inferiore, che avranno lunico scopo di sfornare laureati.

Siamo per unUniversit pubblica, libera e di massa, che dovrebbe essere completamente gratuita perch sostenuta dagli investimenti dello Stato (investimenti che gli ultimi Governi hanno progressivamente ridotto). Tuttavia, a causa della Legge sullAutonomia Finanziaria degli Atenei prevista una contribuzione degli studenti, la quale, per, deve rimanere tale e non trasformarsi nellunico rimedio per chiudere un bilancio fallimentare o un ostacolo per laccesso allo studio.

Da sempre lottiamo per questo e continueremo su questa strada, come abbiamo fatto con le ultime due grandi mobilitazioni: quella sulle tasse (che ha portato ad una grande vittoria), e quella contro le leggi 133, 137 e DL 180 (che ancora in corso!).

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4.1didattico!

Nel settembre 2008, il nostro Ateneo - il primo in Italia ha applicato il D.M 270/04, entrato in vigore a seguito dei decreti attuativi Mussi, peggiorando di fatto la situazione preesistente, in tema di accesso didattico. La Legge 264/99 vincola il numero chiuso nazionale per ben cinque Facolt (Medicina, Veterinaria, Odontoiatria, Architettura e Scienze della Formazione Primaria). Inoltre, la Legge permette agli Atenei, qualora lo ritenessero opportuno, di stabilire un numero programmato su base locale per alcune Facolt, come ad esempio accaduto a Firenze per la Facolt di Psicologia. In questo modo i corsi a selezione sono passati dai 242 del 2001 ai 1060 nel 2006, con un aumento del 330 per cento.

Inoltre, in alcune Facolt, come Ingegneria, previsto un test il cui mancato superamento comporta per lo studente limpossibilit di sostenere gli esami di base e conseguentemente gli esami che hanno essi come propedeutici, finch non si sia superato il test (sono i cosiddetti OFA: Obblighi Formativi Aggiuntivi). Riteniamo sia assurdo che uno studente regolarmente iscritto non abbia la possibilit di sostenere svariati esami! Siamo sempre stati contrari al meccanismo e al principio del numero chiuso e crediamo che tutti i numeri chiusi per laccesso allUniversit debbano essere aboliti, perch rappresentano, di fatto, una negazione del diritto allo studio.

Alcuni numeri chiusi sembrano proteggere dei meccanismi corporativi, nascosti dietro alla questione del fabbisogno lavorativo nazionale (come se chi si laurea in questi settori, avesse un lavoro assicurato!); altri si fondano esclusivamente su giustificazioni poco credibili, come la mancanza di strutture e mezzi per consentire un buon livello di insegnamento, che comunque non sono assicurati; inoltre, il sistema del numero chiuso alimenta il mercato degli aiuti e delle raccomandazioni, figlio del nepotismo dilagante allinterno dellUniversit italiana che pi volte abbiamo denunciato. Riguardo al tema dellaccesso, le principali novit introdotte da questultima Riforma sono:

Pi che <<investire>> il proprio tempo nei test, fondamentale che le Facolt si impegnino per un miglioramento della qualit della didattica. Le Universit italiane, lAteneo fiorentino per primo, rischiano la bancarotta; per la loro sopravvivenza necessario investire davvero sulla Didattica e la Ricerca, permettendo oltretutto a ognuno di seguire le proprie pulsioni intellettuali. Una buona qualit della didattica non si basa sulla "selezione allingresso" degli studenti, bens sul controllo della proliferazione dei corsi, su adeguati strumenti di supporto alla docenza, su progetti formativi pianificati seriamente, con il coinvolgimento dei docenti e degli studenti. ridicolo mascherare il test allaccesso come GARANZIA di qualit!

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4.2economico!

LUniversit degli Studi di Firenze rappresenta una delle maggiori risorse della citt. Lo , innanzitutto, da un punto di vista culturale e sociale, ma anche economico, con un Bilancio totale pari a circa 550 milioni di euro. Pi di 66.000 sono gli studenti iscritti nelle dodici Facolt dellAteneo, e di questi, pi di un terzo sono fuori sede. Quello che enti come lUniversit stessa, lAzienda Regionale per il Diritto allo Studio e le Amministrazioni locali dimenticano troppo spesso di garantire un reale diritto allo studio, tutelare e valorizzare la figura dello studente e riconoscere limportanza che un Ateneo riveste in un contesto cittadino. Da anni lUniversit di Firenze vive una profonda crisi e la citt sembra non accorgersene: siamo un Ateneo completamente paralizzato, senza prospettive di forte sviluppo.

LAteneo ha un buco di bilancio strutturale di oltre 30 milioni di euro, generato da una pessima gestione finanziaria, perpetrata negli anni dai Rettori che si sono succeduti, mirata solamente a perseguire interessi personali e baronali. Da questanno, inoltre, stato previsto il pagamento di una quota aggiuntiva alle Tasse Universitarie, per sostenere il Test di autovalutazione in ingresso (propedeutico ad ogni immatricolazione) e un aumento consistente della Tassa di Laurea. Lennesima conferma del principio secondo cui lo studente una buona fonte di guadagno; basti pensare che le more per ritardi nella consegna di moduli o per pratiche di segreteria, infatti, arrivano facilmente oltre i cento euro.

Il contesto giuridico che ha permesso e continua a permettere che le Universit, e tra queste il nostro Ateneo, vengano gestite come aziende la Legge sullAutonomia Finanziaria agli Atenei, che permette loro una gestione indipendente delle risorse finanziarie. Lunico vincolo che tutela noi studenti da patetiche speculazioni a nostro carico il ben noto vincolo del 20% : per legge, infatti, gli studenti non possono contribuire alla vita economica dellUniversit in misura maggiore del 20% dei fondi ministeriali concessi agli Atenei (FFO).

Nella primavera del 2007, insieme a molti studenti abbiamo dato vita ad unampia mobilitazione, contro la proposta di una nuova fasciazione per la contribuzione studentesca che, a nostro avviso, avrebbe aumentato le tasse alla quasi totalit degli studenti, portando lAteneo ad un evidente e notevole superamento del tetto massimo del 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario. Nonostante la nostra mobilitazione, nel maggio 2007 il Consiglio di Amministrazione dellAteneo approvava la proposta, con il solo nostro voto contrario. Anche Lista Aperta appoggiava la nuova fasciazione, votando favorevolmente a tale proposta, con la giustificazione che ci non avrebbe comportato nessun aumento delle tasse.

Successivamente, nellaprile del 2008, al momento del pagamento della seconda rata, stato confermato ci che noi avevamo previsto: molti studenti, senza aver avuto alcun cambio nella propria situazione familiare e finanziaria, si sono trovati a dover pagare fino a 1000 euro in pi rispetto allanno precedente. Ci ha generato una lunga mobilitazione studentesca, assieme a noi Studenti di Sinistra hanno partecipato moltissimi studenti e i Collettivi di Facolt. Dopo diversi mesi e loccupazione di ben sette Facolt, la nostra mobilitazione ha costretto lAteneo ad ammettere i propri errori, a proporre una nuova fasciazione per lanno successivo e, soprattutto, a restituire i soldi presi in pi agli studenti. La nuova fasciazione elaborata dal Tavolo Tecnico dAteneo sicuramente migliore rispetto alla precedente, ma continua a prevedere tasse troppo elevate per liscrizione ad unUniversit che si dichiara pubblica.

Malgrado questo, siamo riusciti ad ottenere importanti risultati: stata creata una Fascia Zero (0 17.500 ISEE), che prevede il pagamento del minimo imposto dalla Legge (200 ); questa rappresenta per noi una grandissima vittoria, perch chiedevamo da anni lintroduzione della Fascia Zero, ed inoltre la soglia utilizzata superiore alla Soglia di povert nazionale (15.000 ), che noi ritenevamo e riteniamo troppo bassa. Siamo riusciti ad ottenere, inoltre, che la contribuzione sia totalmente progressiva, che tuteli le fasce pi basse e che le fasce intermedie paghino importi notevolmente inferiori. Abbiamo ottenuto una maggiore fasciazione verso lalto: il tetto massimo stato infatti innalzato da 50.000 a 75.000 di reddito ISEE.

La restituzione che chiedevamo stata effettuata, per tutti gli studenti iscritti allAteneo Fiorentino, al momento del pagamento della Prima Rata delle Tasse Universitarie, che stata ridotta di circa l80% proporzionalmente alla fascia di appartenenza (da 150 a 650 di risparmio, a seconda della fascia). Nel processo di restituzione non sono stati considerati, per, gli studenti che hanno conseguito o conseguiranno la Laurea durante questanno (entro Aprile); ci siamo opposti fortemente a questo provvedimento, la cui motivazione incomprensibile visto che anche questi studenti, come gli altri, hanno subito gli effetti dellirragionevole fasciazione dello scorso anno. La mobilitazione sulle tasse ha rappresentato per noi e per tutti gli studenti una grande vittoria: in uno scenario nazionale in cui lUniversit italiana continuamente sotto attacco, vittima di distruttive azioni di Governo, di pericolose limitazioni dei diritti fondamentali e di assurde politiche di gestione degli Atenei, nel quadro di una continua mercificazione del sapere e di fantomatiche Riforme della Didattica, siamo riusciti ad ottenere un risultato importantissimo, grazie alla partecipazione attiva di tutti coloro che hanno sostenuto la nostra lunga mobilitazione.


Per maggiori approfondimenti: http://elezioni.studentidisinistra.org/tasse

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4.3fisico!

Come dei diritti fondamentali siano passati sotto silenzio

4.3.1La situazione attuale

Ad oggi la situazione degli studenti diversamente abili iscritti nelle facolt dellAteneo fiorentino oltremodo preoccupante. Nonostante un relativo controllo da parte del CE.S.P.D. (Centro Sulle Problematiche della Disabilit), in questo momento gli studenti diversamente abili sono abbandonati a loro stessi allinterno delle varie facolt in quanto non dispongono della possibilit di accedere n ad un servizio di orientamento, n possono usufruire dei tutor specialistici, di una seria e professionale collaborazione didattica per lo studio e di un accompagnamento presso le sedi universitarie.

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4.3.2Cosa cera

Orientamento

Il servizio orientamento che fino allo scorso anno accademico era garantito e presente in ogni facolt dellAteneo dava un valido supporto agli studenti diversamente abili nei momenti di maggior attenzione e impegno per il disbrigo delle scelte relative ai piani di studio e allindirizzo che lo studente voleva seguire, consigliandolo e aiutandolo nel soppesare le problematiche e le difficolt a cui sarebbe andato incontro in relazione alle scelte effettuate. Si pu senza dubbio affermare che il servizio di orientamento era il primo approccio (ma forse sarebbe pi giusto definirlo appiglio) che lo studente diversamente abile aveva al suo ingresso in una delle facolt dellAteneo.

Tutor Specialistici

Il tutor specialistico, presente almeno 2 volte alla settimana in ogni facolt dellAteneo, svolgeva varie funzioni tra cui il raccordo tra i vari collaboratori della facolt di afferenza, il disbrigo delle pratiche burocratiche degli studenti, il mantenimento dei rapporti tra il CE.S.P.D. e i collaboratori individuali, il reclutamento dei collaboratori stessi e un iniziale contatto tra gli studenti diversamente abili che dovevano sostenere lesame e i professori delle varie discipline.

Collaboratori individuali

Il collaboratore individuale senza dubbio la figura di cui lo studente diversamente abile ha pi specificatamente bisogno per affrontare il percorso a ostacoli (fisici, burocratici e didattici) per il raggiungimento del titolo di laurea. Le funzioni formali del collaboratore individuale prevedevano principalmente laccompagnare lo studente a lezione, la riorganizzazione di appunti, riassunti e sintesi del materiale desame, lintessere rapporti con il docente, il disbrigo delle pratiche universitarie, la ricerca dei testi desame e la compilazione delle pratiche burocratiche necessarie al proseguimento della carriera universitaria. Il rapporto che veniva instaurandosi con i collaboratori individuali arrivava ad un piano personale e spesso andava creandosi una notevole e lodabile empatia tra il collaboratore e lo studente, unempatia utile ad affrontare le piccole e grandi barriere che quotidianamente questultimo si trovava ad affrontare.

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4.3.3Ad oggi

Da alcuni anni, lAteneo fiorentino ha ridotto progressivamente il numero dei Collaboratori individuali, nonch le ore del loro impiego, fino ad arrivare a questanno con lassurda decisione di affidare uno studente diversamente abile ad uno studente con contratto 150 ore, che non ha le necessarie competenze per lassistenza e il supporto. necessario sottolineare che la mancanza di queste figure e di questi servizi va nettamente a discapito della possibilit per lo studente diversamente abile di sviluppare un sano e proficuo rapporto con listituzione universitaria e nega oltremodo la possibilit per questi studenti di affrontare il periodo di permanenza alluniversit in modo sereno e produttivo, dove per produttivit non si vuole intendere solo il raggiungimento di un certo numero di CFU annui, ma anche lintessere a rapporti sociali stimolanti. Un altro problema che gli studenti disabili si trovano a dover affrontare in diverse facolt dellAteneo riguarda la presenza di vergognose barriere architettoniche che impediscono laccesso a strutture fondamentali (biblioteche, sale lettura, segreterie, ecc.) per lo svolgimento delle attivit didattiche previste dai vari piani di studio. Nonostante la legge italiana (art. 34 della Costituzione, 1 Gennaio 1948) e il manifesto degli studi vigente attualmente nellAteneo fiorentino sanciscano il diritto allo studio in tutte le sue forme, tale diritto attualmente violato sia per quanto riguarda le esigenze e le necessit didattiche, sia per la mancata risoluzione delle problematiche sopracitate inerenti le barriere architettoniche.


Per maggiori approfondimenti: http://elezioni.studentidisinistra.org/fisico

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Capitolo5
Il Bilancio di Ateneo

La situazione finanziaria dellAteneo fiorentino disastrosa. Il mancato stanziamento di fondi adeguati da parte di questo e dei precedenti Governi sicuramente tra le cause principali; tuttavia, ci che ha portato il nostro Ateneo ad essere tra i pochi in Italia a rischiare il fallimento, sicuramente la gestione degli ultimi Rettori. Il buco di bilancio strutturale dellAteneo, che supera i 30 milioni di euro stato determinato principalmente da speculazioni edilizie per cui sono stati accesi mutui enormi e da una disarticolata politica del personale che ha preferito scatti interni di carriera senza copertura e previsione; ad oggi, infatti, pi del 90% del FFO utilizzato per gli stipendi dei docenti (e la previsione per gli anni successivi, fa salire questo dato di 15 punti percentuali). Tutto ci una diretta conseguenza delle leggi sullautonomia didattica e finanziaria degli Atenei, che hanno dato il via a questa gestione dissennata dellUniversit e alla proliferazione di numerosi Corsi di Laurea.

Infatti, gi dal dicembre 2002 si parla di bancarotta dellAteneo: puntualmente viene presentato un preventivo per lanno successivo, il cui buco di bilancio aumenta sempre di pi. Senza alcuna sorpresa, infatti, Mercoled 17 Dicembre, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Bilancio di Previsione per lanno 2009 e il Piano Triennale. Come Studenti di Sinistra abbiamo votato contro al Bilancio di Previsione per lanno 2009 e sul Piano Triennale, sia in Consiglio di Amministrazione che in Senato Accademico. Il Bilancio ripropone logiche ormai assodate: coprire lo scoperto con misure palliative, senza cercare mai di invertire una tendenza strutturale. In pi, il Piano Triennale si rivela ancora un puro esercizio accademico, in cui ogni voce di entrata e di spesa si ripete senza variazioni. Lesempio pi assurdo sul Fondo di Finanziamento Ordinario che, sul Bilancio Triennale, rimane totalmente invariato, nonostante quanto previsto dalla Legge 133/08, la stessa legge contro cui, per pi di tre mesi, numerosi studenti dellAteneo si sono mobilitati, che prevede un taglio al Fondo di Finanziamento Ordinario di circa 90 milioni di euro nei prossimi tre anni. Questo rimane dei tanti documenti scritti dallAteneo Fiorentino contro i recenti provvedimenti del Governo? Sembra solo un gioco delle parti. In pi, la staticit delle cifre, testimonia, ancora una volta, come lAteneo sia in una situazione preoccupante, senza prospettive per il personale, senza soluzioni di lunga durata per ricercatori e precari della docenza. Siamo un Ateneo completamente paralizzato. E di tutto questo ce ne rendiamo conto noi studenti, ma non tutta la classe docente, attaccata al telefono o alle porte di Rettore e Prorettori per implorare che questo o quel dipartimento non venga accorpato, che questo o quel corso di laurea non venga tagliato. Il commissariamento sarebbe una soluzione reale, con queste premesse.

Negli ultimi anni abbiamo votato contro questo bilancio: infatti latto con cui il Rettore mette in chiaro il suo progetto politico per lAteneo, sempre volto a mantenere alcuni privilegi e prassi ormai assodate, mai attento alla realt della vita allinterno delle strutture dellUniversit di Firenze. Chiediamo che cambi lordine delle priorit secondo cui viene costruito il bilancio: i pochi fondi a disposizione devono prima essere destinati ai servizi agli studenti, alla didattica e alla ricerca di base, allassunzione dei precari sia dei servizi che della didattica. Congressi, spese di rappresentanza, mantenimento degli organi, consulenze, stanziamenti per la costruzione di nuove sedi dovrebbero essere coperti solo se ci fossero fondi aggiuntivi rispetto alle necessit delle voci prioritarie. Il nostro voto di studenti contro il bilancio non il voto di quelli sempre contro: necessario non rinunciare ad alcuna occasione utile per ricordare che la nostra visione dellAteneo diversa dalla situazione attuale, in cui poche volte si pensa agli studenti come al centro dellattivit universitaria, in cui raro che chi sta tutti i giorni in Rettorato si accorga del fatto che noi studenti da tempo viviamo e subiamo lo stato emergenziale in cui si ritrova lAteneo fiorentino.

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5.1Solo tagli

Il Bilancio Triennale di Previsione annovera, inoltre, una <<manovra finanziaria>> che prevede esclusivamente tagli, per un importo pari a quasi 13 milioni di euro. Questa manovra che produce tagli su capitoli di bilancio del tutto fondamentali, stata da noi fortemente contestata, convinti del fatto che lAteneo non possa risparmiare sui servizi necessari alla nostra formazione, dopo anni di sprechi e cattiva gestione, dopo anni di elargizioni continue a dipartimenti, docenti e enti esterni. La manovra, tra le altre voci, taglia violentemente fondi ai servizi di supporto alla didattica e per gli studenti (200 mila euro in meno), necessari per il corretto funzionamento di segreterie e sportelli didattici; si tagliano fondi alle borse per i contratti <<150 ore>> di lavoro part-time (200 mila euro in meno), senza riconoscere il fatto che molti servizi, in Ateneo, sono attualmente gestiti e possibili proprio grazie a queste tipologie di contratto; lAteneo ha avviato, cos un regime di austerity, tirando la cinghia su luce elettrica e riscaldamento, non erogati durante la settimana nel tardo pomeriggio e il sabato, andando a colpire soltanto noi studenti, di fatto privati di biblioteche, aule studio, luoghi per la didattica (soprattutto in Facolt come Lettere, Scienze della Formazione o le Facolt del Polo delle Scienze Sociali, il Sabato era un giorno necessario al completamento del carico didattico); infine, si tagliano i fondi per la mobilit, per le supplenze e i contratti di docenza, 800 mila euro in meno alla ricerca (400 mila euro dalla ricerca finanziata dallAteneo e 400 mila euro dalla ricerca di interesse nazionale), fino ad arrivare alle risorse necessarie al mantenimento dei lettorati di scambio, che interessano prevalentemente la Facolt di Lettere.

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5.1.1Lettori di Scambio

Nel ribadire limportanza culturale che i lettori di scambio assumono nella struttura complessiva del nostro Ateneo, e sottolineando limpagabile contributo che viene fornito, non solo nello svolgimento dellattivit didattica ordinaria ma soprattutto nel facilitare e promuovere scambi e confronti di tipo culturale, in un momento in cui sempre pi necessario che i rapporti fra i popoli siano promossi e sostenuti, come Studenti di Sinistra, sia in Consiglio di Amministrazione che in Senato Accademico, abbiamo sostenuto la mobilitazione dei lettori di scambio e di tutti gli studenti; durante la seduta del Consiglio abbiamo presentato le oltre 600 firme raccolte in appena un giorno dagli studenti della Facolt di Lettere, ben consci che la mancata presenza di queste figure particolari e al tempo stesso specializzate provocherebbe un forte ridimensionamento dellofferta formativa dellUniversit di Firenze.

Il Consiglio di Amministrazione, grazie alla nostra mobilitazione, ha cos confermato la copertura finanziaria per lanno 2009 per i lettori di scambio e ha rilanciato, su nostro impulso, limpegno a garantire il normale svolgimento dellattivit didattica per chi ha gi intrapreso questa tipologia di corso di studio, in modo da riuscire, nei primi mesi del 2009, a trovare adeguati finanziamenti adeguati per il mantenimento e la salvaguardia di queste figure professionali, risorse culturali per il nostro Ateneo.

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5.1.2Dottorato di Ricerca

Come testimoniano interventi in sedute ufficiali e uscite pubbliche, in ogni occasione possibile nel corso di questultimo anno di lavoro, abbiamo contestato fortemente la scelta dellAteneo di non voler adeguare le Borse di Dottorato a termini di legge. Infatti, poche settimane dopo il suo insediamento, lattuale Ministro dellUniversit ha aumentato le Borse di Dottorato, con diritto retroattivo, ovvero imponendo agli Atenei di trovare la copertura finanziaria necessaria alladeguamento delle Borse gi attive, oltre che per quelle future. Nel Settembre 2008, gli Organi di Governo dellAteneo hanno votato (con il nostro SOLO voto contrario) un provvedimento che non autorizzava ladeguamento delle Borse di Dottorato attualmente attive per mancanza di fondi; al contempo, per le medesime motivazioni, ritardava lapertura del Bando di Concorso per le nuove Borse. Da quel momento la nostra attivit negli organi stata continuativa, promuovendo una riflessione degli Organi di Governo dellAteneo sulla questione e trovando raccordo con la mobilitazione che gli studenti del Dottorato stavano mettendo in piedi. Alla fine il risultato stato positivo; sostenendo la mobilitazione dei Dottorandi, siamo riusciti a portare gli Organi ad una decisione necessaria: ladeguamento delle Borse e lapertura dei nuovi Bandi di Concorso.

Tuttavia, con mosse subdole, cՏ chi vuole prendersi il merito politico di questa nostra importante vittoria. Infatti, abbiamo appreso che Comunione e Liberazione alias Lista Aperta, ha sfruttato poche righe di una mail, indirizzata a tutti i dottorandi, per descrivere la situazione delle Borse di Dottorato e provare a prendersi meriti che assolutamente non ha. Sembra alquanto strano che, proprio nel momento in cui, come Studenti di Sinistra abbiamo proposto ed ottenuto la possibilit di far votare, per ogni Organo, gli studenti del Dottorato di Ricerca in seno alle Elezioni Universitarie (Commissione Elettorale del 4 Dicembre u.s.) i CLini facciano finta di interessarsi al tema, rivendicandolo addirittura.

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Capitolo6
Diritto allo Studio

Come Studenti di Sinistra pensiamo che sia importante difendere il diritto allo studio in tutte le sue forme, in quanto riteniamo che essere uno studente universitario comporti non solo rispettare fredde scadenze didattiche ma anche avere la possibilit di formare la propria persona da tutti i punti di vista e poter godere di alcuni diritti, per noi fondamentali. Prima di tutto diritto allo studio il diritto di potersi informare e di conseguenza significa aver accesso gratuito ai saperi, cio ad esempio libert di accedere alle biblioteche e ai luoghi di studio, ma anche ai dipartimenti e alle facolt, i cui locali spesso sono chiusi la sera o il fine settimana. Questi luoghi secondo noi devono essere aperti totalmente agli studenti, ed anche per questo che negli ultimi mesi, in totale continuit con le istanze della mobilitazione contro la legge 133, abbiamo intrapreso insieme ai collettivi delle varie facolt una campagna di apertura dei luoghi di studio.

Insieme a questo, pensiamo che sia coerente rivendicare laccesso ai servizi quali i trasporti, essenziali per garantire una vita universitaria sostenibile (da notare che gli abbonamenti per studenti sono sempre pi onerosi, e che le tratte pendolari dei treni vengono spesso trascurate per quanto riguarda qualit e frequenza), il diritto alla casa e alla mensa universitaria. Spesso gli alloggi nelle case dello studente sono pochi e gli incentivi per gli studenti che ne sono esclusi sono bassi e non bastano per potersi permettere un alloggio. Tutto ci quindi strettamente connesso anche alle politiche giovanili delle amministrazioni comunali e provinciali, che per adesso non sono riuscite a migliorare quella situazione di emarginazione di noi studenti in una citt come Firenze, privata di molti centri di cultura. Secondo noi, infine, necessario che lo studente sia messo nella condizione di non gravare sulla famiglia dal punto di vista economico. Linsieme di queste rivendicazioni lespressione pratica di un concetto generale: quello della necessit che venga riconosciuta la condizione sociale dello studente, che per adesso sembra soltanto una voce nella nostra carta di identit, e non si traduce in agevolazioni effettive.

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6.1Ununica Azienda Regionale per il Diritto allo Studio per tutta la Toscana

Lo scorso anno il Presidente della Regione Claudio Martini e lAssessore regionale con delega al diritto allo studio Gianfranco Simoncini hanno elaborato una proposta di legge regionale che prevedeva laccorpamento delle tre Aziende per il Diritto allo Studio di Firenze, Pisa e Siena, in ununica azienda regionale. Lo scopo dichiarato della Regione stato quello della razionalizzazione delle risorse e dello snellimento burocratico delle procedure, fine, questo, non perseguito affatto.

Tale proposta, divenuta ormai legge, ha creato fin da subito molte perplessit a tutti i livelli; infatti, per raggiungere lobiettivo di una razionalizzazione delle spese regionali tramite laccorpamento delle proprie aziende, si deciso di operare su un tema sensibile ed indispensabile come il diritto allo studio, senza aver predisposto un piano economico che evidenziasse i risparmi reali che ne sarebbero derivati. Ci chiediamo quindi, ancora, se la volont non sia stata quella di vantare politiche razionali sulla carta piuttosto che perseguirle realmente.

Lintero iter che ha portato a questa approvazione non ha mai visto il reale coinvolgimento delle parti. Anzi, le uniche consultazioni ufficiali fatte hanno evidenziato contrariet al progetto non solo da parte degli studenti ma anche da parte degli Organi Dirigenziali delle tre Aziende e dai Sindacati. Contrariet dovute in particolare ai tempi di attuazione che avrebbero dovuto essere sicuramente pi diluiti; lunico rallentamento subito dal testo di legge avvenuto per via della campagna elettorale delle ultime elezioni politiche.

Le preoccupazioni da noi denunciate, che riguardavano la mancanza di un piano economico dettagliato che andasse effettivamente a chiarire quali sarebbero stati i risparmi delloperazione, si sono infine dimostrate vere. Infatti, laccorpamento si verificato esclusivamente negli organi dirigenziali, con un unico direttore generale pi i tre direttori (stipendiati) delle articolazioni territoriali; abbiamo inoltre un unico Consiglio di Amministrazione, che gi rivela la propria distanza dalle problematiche trattate in quanto non pi direttamente collegato alla realt locali, anche questa una preoccupazione da noi denunciata e dimostratasi purtroppo vera. A conferma della nostra preoccupazione, esempi di accorpamenti simili di altre aziende regionali in Italia (come lazienda sanitaria del Lazio) denunciano come una non corretta programmazione del lavoro ha portato ad un peggioramento dei servizi ed ad un aumento delle spese, andando cos contro allobiettivo principale.

Sono stati creati tre Consigli territoriali, uno per ogni Ateneo toscano, composti da sette studenti; per questi che gli studenti sono chiamati a votare i prossimi 25 e 26 Marzo. Inoltre, stato istituito un Consiglio regionale composto dai tre Consigli territoriali. Si tratta di organi meramente consultivi che non hanno la possibilit di mostrarsi incisivi in quanto non sono organi politici. In pi, in Consiglio di Amministrazione, lorgano che decide la linea politica dellAzienda, possono partecipare solo tre studenti, uno per ogni Ateneo (Firenze, Pisa, Siena), e questi tre studenti verranno eletti dai rispettivi Consigli territoriali, invece che, come fino allanno scorso, dagli studenti tutti. Da subito ci siamo mostrati molto contrari a questo tentativo di allontanare gli studenti dalla rappresentanza; a nostro avviso la scelta migliore sarebbe stata quella di mantenere le elezioni dei rappresentanti in Consiglio di Amministrazione in primo grado. Troppo spesso, infatti, abbiamo assistito a risultati falsati a causa delle elezioni in secondo grado, assistendo a scambi di voti tra liste per assicurarsi un posto che con lelezione diretta non gli sarebbe toccato.

Infine, il bilancio di previsione per il 2009 approvato lo scorso 9 Dicembre, con unico voto contrario quello degli studenti (Studenti di Sinistra di Firenze, oltre ai due studenti di Pisa e Siena), ha dimostrato che le profonde criticit denunciate dagli studenti erano, e purtroppo sono, quanto di pi attuale. Infatti, lassenza nella legge che ha portato allunificazione di un piano finanziario e strutturale reale in grado di definire la nuova organizzazione dellAzienda "del risparmio" ha fatto s che il bilancio di previsione 2009 altro non fosse se non una somma aritmetica dei bilanci delle tre vecchie aziende.

E non avrebbe potuto essere altrimenti. Infatti, nella fretta di attuare il suo progetto, la Regione non ha considerato che tutti i contratti sottoscritti dalle tre vecchie aziende sarebbero dovuti essere comunque estinti (e si parla anche di contratti trentennali!) e che quindi, se veramente si fosse voluto operare in modo da razionalizzare le risorse, sarebbe bastato intervenire con pi attenzione ai fatti, invece che vantarsi di grandi innovazioni che si sono dimostrate tali solo sulla carta, come noi gi dal principio abbiamo denunciato. Tuttavia, della fretta di cui si diceva, la Regione se nՏ dimenticata in modo imbarazzante nellautunno appena trascorso! Sono stati impiegati, infatti, pi di tre mesi per nominare i Sindaci Revisori e il Direttore e fare in modo, quindi, che la nuova Azienda potesse essere operativa, palesando la difficolt nellaccontentare per queste "nuove" cariche i tanti richiedenti.

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6.2Borse di Studio e Prestito fiduciario

I benefici di natura economica e i servizi che la Regione Toscana tramite lAzienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario mette a disposizione degli studenti Universitari, sono la borsa di studio che, consiste in un contributo economico suddiviso in due rate semestrali, diversi posti alloggio in residenze universitarie, ed il Prestito fiduciario, che una forma di finanziamento monetario erogato dalla Regione che lo studente qualora ne faccia richiesta riceve ed tenuto a rimborsare al termine del percorso degli studi. Questulteriore strumento di sostentamento erogabile a tutti gli studenti non vincitori di borsa di studio, in possesso di particolari requisiti economici e di merito. Attualmente, le borse di studio erogate dallAzienda sono corrisposte con una copertura completa degli aventi diritto ossia tutti quegli studenti che nelle graduatorie risultano essere vincitori di borsa, ma non cos, anche se solo per pochi posti, per quanto riguarda le graduatorie degli alloggiati. Di contro per, vi un fattore molto importante, ovvero che la soglia per poter usufruire di questi servizi di 15000 calcolato secondo lIndicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) sotto la quale uno studente pu far richiesta di Borsa di studio. Questa soglia reddituale risulta da tempo poco realistica come indicatore di povert: basti pensare che addirittura lUniversit, grazie alla grande mobilitazione che abbiamo portato avanti insieme a molti altri studenti contro laumento delle tasse universitarie, ha deciso di alzare la fascia pi bassa delle tassazione studentesca da 15000 a 17000 euro ISEE. Infatti, il progressivo aumento del costo della vita per le famiglie insieme allattuale crisi economica stanno di fatto costringendo molte famiglie a considerare come un lusso listruzione di livello universitario per i propri figli.

In questo senso, sarebbe opportuno, a nostro avviso, che anche la Regione Toscana si impegni per una revisione della soglia per accedere alla borsa di studio, prendendo atto della inadeguatezza rispetto alla realt economica italiana. da qualche anno ormai che si sta parlando di potenziare il prestito fiduciario, A nostro avviso, rivela una logica di svilimento dellUniversit come motore Culturale ed Intellettuale della societ, a fronte di una visione di Universit come centro di produzione di figure professionali e della produzione di una giovent che si prepara solo allinserimento nel mondo del lavoro; siamo convinti che la crescita, anche economica di questo paese, passi inevitabilmente da una crescita Culturale della nostra societ. Di conseguenza pensiamo e riteniamo che sia doveroso invertire questa tendenza, e potenziare gli strumenti atti a ridurre le differenze di censo per il libero accesso allo studio universitario. Per questo, e non solo, ci batteremo affinch sia sempre fornito un reale supporto allo studio per tutti quegli studenti, che sprovvisti di mezzi necessari per potersi permettere una carriera universitaria, hanno intenzione di studiare.

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6.3Mense e Case dello Studente

Come sopra citato, lAzienda Regionale per il Diritto allo Studio fornisce a tutti coloro che hanno difficolt economiche, gli alloggi nelle diverse case dello studente. Tuttavia, a differenza delle borse di studio, questo servizio il pi penalizzato del Diritto allo Studio, vista la non disponibilit di alloggi per la totalit degli aventi diritto. Attualmente, sono sette le Case dello Studente aperte: Casa dello Studente P. Calamandrei (Viale Morgagni), Casa dello Studente M. Luzi (Via Maragliano), Casa dello Studente A. Caponnetto (Polo di Novoli), Casa dello Studente Il Cipressino (Via Panciatichi), Casa dello Studente Palazzo dei Diavoli (Via Palazzo dei Diavoli), Casa dello Studente Varlungo (Via Varlungo), gli Appartamenti San Gallo (Via San Gallo) e Villino Bianca (Via Pisana). La Casa dello Studente Gaetano Salvemini (Piazza Indipendenza) da tempo in ristrutturazione. Tuttavia, non sono sufficienti per assicurare la totalit del servizio. Il problema comporta diverse complicazioni: tutti coloro che non riescono ad ottenere subito lalloggio hanno la possibilit di richiedere un esiguo contributo per sostenere le spese di affitto in citt. Questo aiuto di circa 100 euro al mese e risulta naturalmente insufficiente per sostenere gli affitti che si trovano a Firenze: pensate che la media di circa 250 euro per una doppia e sopra i 300 per una singola. Inoltre per beneficiare di tale contributo necessario presentare regolare contratto di affitto: inutile ricordare che la stragrande maggioranza degli affitti in questa citt sono al nero e che nessuna istituzione fa nulla per contrastare tale fenomeno.

Pi di 66.000 sono gli studenti che ogni giorno vivono a Firenze, di questi quasi un terzo (circa 20.000) fuori sede. Per queste ragioni vorremmo oggi impegnarci ad esigere una seria collaborazione con lamministrazione comunale per trovare soluzione ai problemi che gli studenti devono quotidianamente affrontare. Quello che enti come lUniversit, lAzienda Regionale per il Diritto allo Studio, la Regione, le Amministrazioni comunali dimenticano troppo spesso, di garantire concretamente a tutti noi un reale diritto allo studio, come sancito dalla Costituzione: questo dovrebbe diventare lobiettivo di tutti al di l delle singole competenze assegnate. Una rapida riflessione sulla condizione media degli studenti a Firenze, ci pu gi far capire come la citt non intenda riconoscere il nostro status di studenti e non applichi strumenti specifici per tutelarci pi di quanto non faccia con altre categorie, come i turisti o i professionisti che si trovano a soggiornare in citt per poco tempo. Gravosi risultano essere, soprattutto, i problemi legati al campo dellofferta abitativa, ai trasporti ed allinserimento nella vita cittadina.

Il mercato degli affitti a Firenze , oggi, pi che mai feroce: sono rarissimi i casi in cui vengono rispettate la Legge 431 del 9 dicembre 1998, le convenzioni nazionali e quelle locali, che insieme regolamentano gli affitti, individuando tra laltro i prezzi massimi e minimi di locazione per gli studenti; le ultime indagini parlano chiaro: la maggior parte degli studenti dichiara di non avere un contratto o di pagare una cifra superiore a quella registrata. Tutto ci mette in difficolt molte famiglie, che a stento riescono a mantenere gli studi del proprio figlio. Da anni ci battiamo perch il Comune, in accordo con altre istituzioni, costituisca unAgenzia della Casa per tenere sotto controllo il mercato degli affitti, non solo universitari, e agisca in maniera tale da assicurare un limite alla speculazione compiuta ai danni degli studenti.

Per trovare soluzioni realistiche e adeguate, crediamo che lo strumento principale sia il monitoraggio periodico, costante e attendibile del mercato degli affitti. Su 20.000 fuorisede, circa 1200 sono alloggiati presso Case dello Studente, mentre i restanti sono abbandonati a tale mercato. Sulla base di questi rilevamenti, il Comune potrebbe attuare dei seri interventi (dai controlli agli incentivi) per la calmierazione del mercato. A questo punto, richiamiamo lattenzione sulle attuali strutture abitative dellArdsu, in particolar modo sulla residenza <<A. Caponnetto>> presso il Polo delle Scienze Sociali di Novoli. A soli due anni di distanza, la Casa dello Studente <<fa acqua da tutte le parti>> (attenzione: ma non calda). Gi ai tempi dellinaugurazione, noi Studenti di Sinistra avevamo lanciato lallarme sui gravi problemi strutturali della nuovissima residenza: pareti crepate, facciate danneggiate dalla pioggia, incuria nella manutenzione, infiltrazioni.

La nostra non era stata lunica voce nel deserto delle amministrazioni: lingegnere responsabile di una perizia sulla nuova Casa dello Studente riportava allARDSU gravi mancanze strutturali e, nella relazione, ne sconsigliava lapertura al pubblico per via di "una lunga sequela di problematiche", che tutti noi possiamo constatare. Citiamone solo alcune: il calcestruzzo, che era stato previsto a facciavista, non ha i requisiti per esserlo ed quindi "facilmente aggredibile nel tempo"; tutte le coperture piane presentano ristagno di acqua dovuto allassenza delle corrette pendenze e del corretto impianto di smaltimento delle piogge; gli enormi problemi riscontrati dagli studenti alloggiati riguardo limpianto idrico, che ha pi di una difficolt sia nellerogazione dellacqua (puntualmente manca ogni finesettimana) sia nel riscaldamento. Sono gi due anni che la fornitura dacqua non continuativa nellarco della settimana mancando anche per intere giornate. La situazione attuale assolutamente invivibile per ovvie ragioni. Gi nel marzo 2006 noi Studenti di Sinistra riportavamo questa situazione. La struttura abitativa ospita ora 250 studenti borsisti fuori sede. Adesso tutti questi problemi arrivano al capolinea e si sommano a molti altri: i muri cadono a pezzi e, inoltre, dato che le tubature perdono acqua sono coperti di muffa, il pavimento dei ballatoi presente vistose crepe.

Tutti questi problemi hanno cominciato a verificarsi fin dai primissimi mesi di apertura. Gli studenti alloggiati lamentano problemi con il servizio internet, il cui impianto di propriet dellARDSU ma che viene fatto pagare come servizio aggiuntivo. Tuttavia impossibile non notare come la Casa dello Studente sia ubicata allinterno del Polo di Novoli, in cui attiva linfrastruttura internet dellAteneo, sulla quale sarebbe possibile - e auspicabile - appoggiarsi a costo zero. Non ultime segnaliamo gravi negligenze per quanto riguarda laccesso ai disabili con ascensori spesso fuori uso e porte prive di sistemi di apertura idonei. Non che quello di Novoli sia lunico caso di negligenza e speculazione nellinsieme delle residenze universitarie fiorentine da poco costruite: bene non dimenticarsi della residenza <<M. Luzi>>, situata in via Maragliano. Tale Casa dello Studente venne costruita dallEvergreen Immobiliare su terreno destinato appositamente dal Comune alla realizzazione di strutture residenziali per studenti. Senonch lEvergreen, in totale spregio degli accordi da essa stessa sottoscritti, affitt gli appartamenti a prezzi di mercato, il mercato per studenti, sintenda: con prezzi decisamente inaccettabili. Soltanto nel 2006, grazie alla mobilitazione che noi Studenti di Sinistra, insieme agli studenti residenti e le associazioni degli inquilini, siamo riusciti a costringere lEvergreen (e il Comune) a riconoscere le proprie responsabilit ed a riportare gli affitti allinterno dei limiti imposti dalla legge.

Tutto questo sintomo di una politica portata avanti in maniera assolutamente poco lungimirante: non solo non si trovano gli spazi necessari, ma le strutture vengono per di pi progettate in modo da costare il meno possibile in fase iniziale di progettazione e realizzazione, cosa che per si ripercuote sullefficienza e il risparmio energetico. Le case presentano spesso gravi problemi sin da pochi mesi dopo lapertura e sopratutto non viene considerato laspetto ecologico, che include il basso impatto ambientale delle strutture e la possibilit che questi edifici siano allavanguardia nell uso razionale delle risorse naturali. Se cos fosse infatti tutti i costi di manutenzione e ristrutturazione sarebbero molto pi bassi rispetto a quelli attuali con una notevole convenienza per gli alloggiati, che si troverebbero ad abitare in luoghi idonei ed attrezzati, e per lARDSU, che risparmierebbe nella gestione e nella manutenzione delle strutture.

Noi Studenti di Sinistra sosteniamo e difendiamo con forza le rivendicazioni degli studenti alloggiati di tutte le strutture e lavoreremo perch queste non rimangano inascoltate. Sar nostra intenzione impegnarci nelle sedi opportune affinch non venga ulteriormente leso il diritto degli studenti alloggiati di godere dei benefici a loro spettanti.

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6.4Gli studenti e la citt

Quella dello studente una categoria cos particolare, che non nemmeno riconosciuta come tale. Infatti gli universitari, per condurre uno stile di vita normale, devono o lavorare, sottraendo tempo ai propri studi, o gravare sulle tasche delle proprie famiglie. Per queste ragioni, da sempre, richiediamo che la condizione dello studente venga riconosciuta: per un accesso a basso costo, o ancor meglio gratuito, a tutti quei servizi e a quei diritti di cui gli studenti devono fruire, dalla casa alle biblioteche, dai trasporti alla cultura.

Questa condizione resa ancor pi grave dalla vera e propria emarginazione degli studenti dalla citt di Firenze, invasa dai turisti e privata di ogni centro di cultura, come testimoniano la chiusura dei cinema, di molte biblioteche e librerie. Ci siamo sempre battuti per il libero accesso alla cultura e allarte. Siamo contrari a quegli astrusi meccanismi, di cui sono emblematiche espressioni la SIAE e la legislazione sul diritto dautore, che spesso impediscono materialmente di accedere a quel bagaglio culturale che invece deve rimanere un patrimonio disponibile alla collettivit.

Con questo spirito ci siamo sempre concretamente attivati per liberare il pi possibile le espressioni artistiche e per fornire agli studenti accessi facilitati alla cultura. Ecce Pizze, Ecce Theatre, il Sinistrock, il Forum Nazionale contro la Mafia sono solo alcune delle iniziative culturali che si propongono di svincolare dalle logiche del mercato aspetti formativi indispensabili per tutti gli studenti. Certamente non sono che soluzioni parziali ma puntano ad essere lalternativa possibile che affianchi e rinforzi la nostra critica.

Gi da due anni ci stiamo impegnando affinch il comune di Firenze riconosca questi diritti agli studenti. In questo periodo abbiamo incontrato pi volte lassessore alle politiche giovanili portando avanti la nostra proposta di una Carta dello Studente, che preveda un accesso facilitato per cinema, teatri, musei, concerti, parchi e monumenti e riduzioni per centri sportivi, librerie e negozi di materiale tecnico ed artistico. Allinterno dellUniversit ci stiamo battendo per una diffusione libera del materiale didattico (dispense, libri, ), sfruttando le nuove tecnologie, internet in primis, ma anche per ladozione di free-software o software open source, in sostituzione di costosissimi programmi per computer.

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6.5Vivere la citt

Firenze sempre meno una citt per studenti o per i fiorentini stessi, non una citt per chi la vive, ma solo per chi la vede di sfuggita, attraverso i gioielli luccicanti delle vetrine, o attraverso locchio di una macchina fotografica. Lo studente, in pratica, una categoria invisibile, senza cittadinanza. Lo slogan del Social Forum Europeo del 2002 <<Firenze Citt Aperta>> non si purtroppo trasformato in realt. Solo i commercianti e i turisti trovano fortuna in una citt chiusa e ripiegata sul suo passato. Lo sviluppo e il progresso della cultura sono purtroppo bloccati ripetutamente da cieche politiche amministrative. La chiusura di molti cinema negli ultimi anni (Alfieri Atelier, Ariston, Astra, Ciak Alter, Eolo, Excelsior, Gambrinus, Goldoni, Ideale, Supercinema, Teatro della Compagnia, Vittoria , a rischio cՏ pure lOdeon) testimone del processo di commercializzazione della citt, che passa attraverso la costruzione di grandi poli di attrazione gestiti da grandi aziende (ad esempio il Warner Village e il nuovo multiplex in costruzione a Novoli), la cui unica logica il profitto, e non la diversificazione dellofferta culturale o della tutela di un pubblico non attratto dalle grandi produzioni.

Una dimostrazione ulteriore della validit di questo principio la vicenda del nuovo Parco della musica, destinato al Maggio Musicale Fiorentino, che sorger sul terreno delle Officine FS di Porta al Prato, fra la stazione Leopolda e il piazzale Vittorio Veneto. Massicci investimenti sono stati sostenuti da Comune e Ministero dei Beni Culturali, per la realizzazione di questo vasto complesso anche se, allo stesso tempo, si sta puntando ad una forte riduzione dellorganico del Maggio Musicale, riducendo ancora le gi ridotte spese per il personale. Giova ricordare che la citt di Firenze non priva di grandi e prestigiosi teatri e lo stesso Maggio Musicale dispone attualmente del pi grande teatro di Firenze, il Teatro Comunale. In seguito alla costruzione del nuovo Parco della Musica, il Comune di Firenze intende, inoltre, cambiare la destinazione dellarea attualmente occupata dal Teatro per farla diventare residenziale, preludio allabbattimento del Teatro e alla successiva realizzazione di nuovi edifici a carattere residenziale.

Lo stesso ragionamento valido per le librerie: le pi piccole, e le storiche, sono sparite a vantaggio delle grandi catene (Edison e Feltrinelli su tutte ). Oltre alla scarsit di offerta culturale, un altro tasto dolente laccessibilit alle poche iniziative allestite a Firenze; mostre, musei, cinema, concerti hanno tutti un prezzo spesso troppo elevato per una categoria senza reddito come quella studentesca. Altro storico problema, mai risolto dalle amministrazioni comunali e regionali, quello della casa. Per uno studente sempre pi difficile trovare alloggio nel centro della citt o in prossimit delle sedi universitarie, e ancor pi difficile non finire nella rete del mercato nero e delle speculazioni degli affitti, ed quindi costretto a sistemarsi in luoghi spesso lontani dalle facolt o dai luoghi di ritrovo studenteschi, oltretutto non collegati adeguatamente dai mezzi di trasporto. Gli autobus sono rari, affollati, costosi e restano inglobati dal traffico, ma soprattutto dopo una certa ora termina il servizio. Infatti anche le linee notturne (solo 5 in tutta la citt) sono disponibili solo fino alluna di notte.

Lennesimo colpo, recentemente inflitto alla vita studentesca, rappresentato dal nuovo regolamento comunale. Le nuove norme prevedono infatti la chiusura anticipata dei locali, luogo di aggregazione per i giovani, e multe salate in caso di comportamenti non consoni al pubblico decoro. In centro oltre le ore 24 sono vietati rumori di alcun genere e consumare anche solo un panino in piazza passibile di multa. questa una serie di provvedimenti di censura per i quali non si pu intravedere altro scopo se non quello di limitare i liberi comportamenti. Lobiettivo che traspare dal regolamento chiaramente quello di rendere la citt un luogo chiuso ed inadatto alla socializzazione. Una nuova discriminazione rappresentata dalla diversa considerazione delle varie zone della citt. Le norme infatti sono vigenti solo allinterno della cerchia dei viali, mentre non sono valide nelle zone periferiche della citt. Queste norme, contrariamente a quanto espresso nellarticolo 38 del regolamento, non favoriscono lintegrazione sociale, specie delle minoranze della cittadinanza.

Il fallimento delle politiche comunali e la conseguente morte dei quartieri, involutisi in spazi sempre pi chiusi e cementificati, passa anche dallabbandono di molti edifici che potrebbero essere recuperati e riutilizzati come ambienti culturali o per giovani, anche per risaldare quello scollamento tra gli studenti e il resto della cittadinanza. Infatti tra propriet del comune, della provincia, della regione o del demanio, per non citare quelle dellesercito e dei corpi di polizia, si contano una moltitudine di teatri, cinema, palazzi in stato di abbandono o destinati a speculazioni edilizie. Negli ultimi anni lAteneo si prestato a giochi di scambio di edifici con altri enti pubblici. Noi invece chiediamo uninversione di tendenza: lAteneo si faccia carico di convocare un tavolo politico con gli altri enti locali per ristudiare e progettare un serio piano edilizio per la restituzione di questi spazi abbandonati allusufrutto della cittadinanza. LUniversit e gli studenti devono essere considerati, dalle amministrazioni cittadine e regionali, non un peso, ma una risorsa su cui investire in strutture e servizi.

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6.6I trasporti

La nuova tendenza, che si attua nel situare le sedi universitarie in zone periferiche, prevede un aumento del bisogno di mobilit degli studenti. Dopo anni di utilizzo del Polo delle Scienze Sociali di Novoli e del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, le linee realizzate per facilitare gli studenti nel raggiungere le Facolt sono sempre 2: la linea 18 che passa da Agraria, Novoli, la casa dello studente Mario Luzzi e Viale Morgagni e la linea 57, che prosegue oltre Novoli verso Sesto. Ben pi gravi sono i problemi per raggiungere le sedi di Calenzano e Scandicci. Durante gli ultimi anni abbiamo inoltre assistito ad un progressivo aumento del costo dellabbonamento studenti mensile Ataf, che oggi ha raggiunto i 23 euro. Senza contare i 9 euro di tessera necessaria per dimostrare il proprio status di studente. Tale abbonamento utilizzabile fino ai 26 anni, escludendo cos da questa agevolazione, gli studenti regolarmente iscritti alluniversit che hanno superato questo limite di et.

Ci impegneremo affinch questo limite venga eliminato e che la condizione di studente venga riconosciuta indipendentemente dallet. Altro elemento deficitario del servizio di trasporto pubblico la scarsit dei bus diretti verso i Poli universitari. La frequenza media delle corse di 20 minuti. In previsione della realizzazione della linea 1 della tramvia fiorentina, pretenderemo inoltre che siano previsti prezzi adeguati per il biglietto per gli studenti. Riteniamo fondamentale che siano garantiti agli studenti i diritti fondamentali come unimportante agevolazione a studiare a Firenze, tramite anche forti riduzioni delle tariffe degli abbonamenti dei trasporti pubblici. Oltre al deficitario trasporto urbano, un altro problema che tocca un consistente numero di studenti universitari come raggiungere la citt. Molti infatti sono gli studenti pendolari che si spostano tutti i giorni dalle loro case ai luoghi di studio. Al di l del costo, sempre in aumento, dipendente dalla fascia chilometrica di residenza, per chi sceglie di usare il trasporto pubblico per raggiungere Firenze e poi il proprio luogo di studio, si presentano molti problemi da affrontare.

Dal 2002 stato introdotto Pegaso, l abbonamento integrato per treni e bus della Regione Toscana che valido a Firenze e in tutti i 44 comuni della sua Provincia, per tutte le destinazioni. Lintento quello di spronare i pendolari ad utilizzare mezzi pubblici e non le automobili per raggiungere universit e luoghi di lavoro per non intasare ancora di pi la rete stradale extraurbana ed urbana e soprattutto per ridurre linquinamento ambientale. Da questanno per la Regione Toscana non ha rinnovato le ulteriori agevolazioni tariffarie legate a questa Carta soprattutto quelle attivate a favore di studenti e pendolari appartenenti alla stessa famiglia. Infatti nel 2008 per gli studenti era prevista una campagna promozionale con uno sconto del 20% e soprattutto per il secondo studente abbonato in famiglia era previsto uno sconto del 50%.

Per una famiglia con due studenti pendolari dal Mugello verso Firenze si trattava di un risparmio notevole di circa 40 euro al mese, quindi quasi 400 euro allanno. Da parte della Regione non previsto attualmente altro tipo di agevolazioni per studenti e il servizio offerto non sufficiente e adeguato. Chi infatti ha provato almeno una volta a raggiungere Firenze in treno al mattino, si sar reso conto della mancata puntualit, delle precarie condizioni di viaggio, spesso (per non dire sempre) in piedi con pi persone di quante ce ne potrebbero entrare, in carrozze che spesso sono sprovviste di impianto di condizionamento funzionante, in cui le condizioni igieniche non sono delle migliori e con bagni spesso non funzionanti.

A questo va aggiunta la politica di trasporto portata avanti da Trenitalia: lAlta Velocit, sulla quale le ferrovie puntano per rilanciarsi, verr fatta transitare con un maggior numero di treni sulle linee veloci, a scapito dei treni regionali che adesso ne percorrono parti, facendo s che tutti i regionali siano costretti a percorrere unaltra e unica tratta, pi lenta e che causer sicuramente un aumento della durata dei viaggi. Un altro fatto che va a scalfire le esigenze degli studenti sono gli orari dei treni. Molti studenti che rimangono a Firenze per studiare o per seguire lezioni sono costretti ad anticipare il ritorno a casa, in quanto per alcune fasce orarie non sono previsti treni. Il servizio di trasporti notturno insufficiente e dalle 24 in poi, addirittura inesistente, fatto che costringe, chi volesse permanere a Firenze anche la sera, a non farlo o, per chi ne ha la possibilt, a utilizzare lauto.

Firenze inoltre ha ben 9 stazioni urbane (Santa Maria Novella, Campo di Marte, Rifredi, Statuto, Castello, Rovezzano, S.Marco Vecchio, Cascine, le Piagge e a breve anche Porta al Prato) oltre a quelle di Sesto Fiorentino (Sesto, Zambra) e delle citt e dei paesi limitrofi. Non sarebbe difficile potenziare lo sfruttamento delle linee ferroviarie metropolitane. Ci impegneremo quindi a richiedere un tavolo tecnico tra lAteneo, gli enti locali e le aziende per il trasporto pubblico (ferroviario e automobilistico) per discutere di un nuovo piano di mobilit che sia tale, per tutto lhinterland fiorentino e sullarco dellintera giornata.

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6.7Il mercato della casa

Attualmente esiste una condizione di disagio abitativo, che incide significativamente sulla qualit della vita di un non trascurabile segmento di popolazione residente in Italia, riconducibile spesso a condizioni di vita di precariet assoluta o di persone che comunque non sono in grado di sostenere lattuale mercato della casa. Di fronte ad un problema cos vasto e complesso necessario, a nostro avviso, mettere in campo una pluralit di interventi ed azioni di edilizia sociale da attuare sia a livello centrale che a livello locale con accordi tra enti locali.

Per esempio si potrebbe metter in campo un recupero di tutti gli edifici pubblici, ormai abbandonati a se stessi, da poter utilizzare proprio a questo scopo sociale. CՏ da dire per che enti locali, anche sotto richieste esplicite, non hanno mai dimostrato un interesse tale da affrontare la questione con seriet.

Noi crediamo che sia necessario smontare il meccanismo del libero mercato della casa: le strade possono essere molte; per quanto riguarda gli studenti la cosa migliore quella di toglierli completamente dal mercato realizzando un meccanismo che trovi un numero di alloggi per studenti pari alla domanda, da destinare gratuitamente ai borsisti o in affitto calmierato per gli altri. Gli studenti universitari fanno parte di quelle categorie particolarmente svantaggiate nel reperimento di un alloggio in affitto e, loro malgrado, contribuiscono al mantenimento di questa situazione. Infatti, se la media dei costi per laffitto a Firenze di circa 14 a mq al mese, a uno studente si chiedono pi di 20 a mq al mese (es. appartamento di 50 mq in cui vivono 4 persone a 250 a testa). Questo dato (oltre a alzare la media) incentiva i proprietari delle case a affittare a studenti, che possono pagare di pi. Infatti, mentre affittando un appartamento ad una famiglia il prezzo dellaffitto deve sommariamente essere alla portata di detta famiglia, lo stesso non vale quando si affitta separatamente ogni posto letto, raggiungendo cos un prezzo complessivo per lappartamento nettamente superiore.

Una strada da percorrere per cercare soluzioni a questo grave problema sicuramente quella di smontare il meccanismo del libero (che libero non nelle mani dei proprietari e dei costruttori) mercato della casa. Si tratterebbe quindi, da parte dello stato (nel senso lato del termine), di intervenire direttamente regolamentando questo mercato in maniera tale da poter aiutare coloro che si trovano in palese svantaggio. Per quanto riguarda gli studenti, la cosa migliore sarebbe quella di toglierli completamente dal mercato realizzando un numero di alloggi per studenti pari alla domanda (circa 20000 fuori sede), da destinare gratuitamente o in affitto calmierato. Oggi gli alloggi dellARDSU sono 1256 e ovviamente non si arriver mai in un prossimo futuro a colmare la domanda.

Dunque, una prima soluzione per tamponare il problema, secondo noi, quella di istituire una AGENZIA DELLA CASA, un ente pubblico (comunale) che si sostituisca alle agenzie immobiliari private, al fine di fare anche da tramite tra i locatori privati e gli studenti, oltre che da calmiere. Ovviamente non si tratterebbe solo di fare da tramite, anzi; il progetto dovrebbe prevedere che le case affittate dal comune agli studenti siano assegnate a prezzi calmierati e che gli stessi prezzi siano pagati dallagenzia ai privati locatori. Per intendersi, oggi la media di 14 a mq al mese, un prezzo calmierato almeno la met, 7 a mq al mese; CՏ da dire, infatti, che esistono degli accordi territoriali che dovrebbero servire proprio a calmierare il prezzo del mattone, e quindi a non far salire sopra un determinata cifra il prezzo delle case. Per un appartamento di 50 mq significherebbe un totale di 350 al mese che, se divisi in 4 persone, sarebbero 90 a posto letto!

Lincentivo per il privato a ricorrere a questa agenzia e non al mercato libero, dovrebbe stare in particolari condizioni offerte dal Comune, senza dimenticare il fatto che lagenzia della casa prenderebbe gli appartamenti in affitto per lunghi periodi di tempo (dellordine di 5, 10 o 15 anni) durante i quali il padrone di casa non deve preoccuparsi di stare dietro al proprio immobile. innegabile, quindi, che uno strumento del genere servirebbe per combattere anche tutte quelle situazioni di affitto in nero che molti studenti sono costretti a tacere. Se un tale progetto prendesse piede e funzionasse sarebbe anche un ottimo strumento nelle mani del Comune per intervenire sul mercato cittadino della casa e non solo sulla condizione degli studenti.

Nello scorso anno abbiamo presentato il progetto dellAgenzia della Casa al Comune, Provincia e Regione. La comune risposta stata: <<non ci sono i fondi!>>. In seguito poi uscito un bando nazionale, di nome Universicitt, che finanziava progetti di questo carattere, a cui ha partecipato anche il nostro progetto; che dopo aver passato le prime selezioni si per arenato per via del ritiro del bando a livello nazionale. Nonostante questo, a nostro avviso fondamentale che il Comune, in primis, prenda atto della problematicit della situazione e decida di intervenire per salvaguardare i pi di 20000 studenti fuorisede che, pur non potendo votare alle elezioni comunali, vivono quotidianamente nella citt di Firenze.

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6.8Il Costo della Didattica

Oltre alle esose tasse universitarie, noi studenti, siamo costretti a farci carico anche della spesa per il materiale didattico necessario ai nostri studi, dai libri alla cartolibreria. In ogni corso di laurea lo studente deve dotarsi di alcuni libri di testo; libri che in alcuni casi possono comportare una grossa spesa (come ad esempio nelle Facolt di Giurisprudenza, Medicina e Scienze). Inoltre, in alcune Facolt (come per esempio Architettura e Ingegneria) necessario acquistare ulteriori materiali per poter seguire un corso e sostenere il relativo esame. Non dimenticando, infine, i Corsi di Laurea in Cultura e Stilismo della Moda e in Odontoiatria che prevedono una tassa aggiuntiva di pi di 1000 euro destinata specificamente alla fornitura di materiale didattico.

Il cosiddetto "costo della didattica", per molti corsi di laurea, non si limita allacquisto dei libri indispensabili allo studio ed arriva ad essere molto elevato per ogni singolo esame. Questo provoca una distinzione economica tra le spese da sostenere a seconda del percorso di studi seguito. Di conseguenza abbiamo degli studenti appartenenti ad alcuni corsi di laurea che sono costretti ad una spesa maggiore di altri, cosa alla quale siamo fermamente contrari. Inoltre, allinterno dello stesso corso gli studenti sono divisi tra coloro che non hanno difficolt a sostenere le spese aggiuntive della didattica, e quelli per i quali questo pu rappresentare un ostacolo, negando cos un uguale accesso allistruzione per tutti.

A differenza di molte universit in Europa, in Italia ed in particolare a Firenze gli studenti non sono favoriti in alcun modo. Uno studente iscritto ad una Facolt dovrebbe poter usufruire senza spese aggiuntive di tutto il materiale necessario per la didattica frontale e per lo studio a casa. Inoltre, per quanto riguarda lelaborazione di progetti che prevedono lutilizzo di materiali costosi ed ingombranti quali plastici e modelli, sarebbe a nostro avviso dovuto che lAteneo se ne interessasse facendosi carico sia delle spese sia degli spazi necessari alla loro realizzazione, ad esempio tenendo aperte le Facolt. Potrebbe rappresentare una prima soluzione la disponibilit dei materiali didattici on-line e la diffusione dei programmi open source. I testi e le dispense necessarie per un esame potrebbero cos essere messe a disposizione degli studenti, ma anche di tutti gli interessati, in maniera totalmente gratuita.

Potenziare i laboratori informatici, inoltre, consentirebbe agli studenti di poter usufruire pi facilmente del materiale on-line, senza essere costretti a procurarselo presso strutture esterne a pagamento. Gli accessi web disponibili attualmente allinterno dellAteneo non sono infatti sufficienti a soddisfare la totalit della domanda degli iscritti. Il diritto allo studio deve essere garantito anche in questo senso e riguarda anche questi problemi.

Ogni studente infatti, oltre a dover vedere garantita la possibilit di accesso alluniversit, al di l del suo stato sociale (come recita la costituzione italiana), deve anche non essere discriminato durante gli stessi studi, e poter usufruire di tutto il necessario per la didattica e lo studio, a spese delluniversit.

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6.9Studenti Stranieri

La condizione dello studente straniero risulta essere ancora pi precaria di quella del suo corrispettivo italiano. Considerando le difficolt burocratiche nella richiesta e nel rinnovo del permesso di soggiorno, i ritardi e le inefficienze della Pubblica Amministrazione in questo campo e, in questo periodo storico, un certo atteggiamento ostile a priori da parte delle Istituzioni nei confronti degli stranieri, riteniamo scandaloso il comportamento dellAteneo, che sembra disinteressarsi completamente allargomento.

In un mondo sempre pi interconnesso, dove lo scambio di conoscenze mira a sostituire il commercio di beni materiali, crediamo che fra i compiti del sistema universitario ci sia quello di incentivare la mobilit studentesca nei due sensi, non solo quindi dallItalia verso lestero ma anche dallestero in Italia. Cosa che invece non accade facilmente: basti pensare che, per ottenere una borsa Erasmus, necessario essere residenti nel Paese di partenza, impossibile per uno studente che deve aspettare sette anni per ottenere la residenza (contro un corso di studi che - si spera - dura in genere cinque anni). Continueremo a lavorare secondo queste idee negli organi dAteneo, affinch siano realmente garantite condizioni di pari opportunit.

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Capitolo7
La Mobilitazione contro la Legge 133

Durante lEstate: I provvedimenti del Governo - Approfittando dellEstate, lattuale Governo ha approvato il DL 112, poi convertito in Legge 133 del 6 Agosto. Il decreto contiene una serie di misure economiche che vanno a colpire duramente il settore pubblico. Ma chi ne risentir maggiormente sar proprio lUniversit statale, vittima di tagli indiscriminati che raggiungono 1 miliardo e 500 milioni di euro in 5 anni. Inoltre, la Legge contempla la possibilit per gli Atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato.

Ci comporterebbe una serie di conseguenze negative, per tutto il mondo dellUniversit e non solo: potrebbe scomparire il tetto massimo del 20% del FFO per le tasse universitarie, che raggiungerebbero livelli altissimi, trasformandosi da contribuzione a reale fonte di sostentamento per la gestione economica dellAteneo; si verrebbe a determinare una netta distinzione tra Atenei di serie A e Atenei di serie B, con differente valore del titolo di studio. Questa legge sancirebbe lingresso dei privati negli organi di governo degli Atenei, condizionandone, non solo la gestione economica, ma soprattutto i due cardini fondamentali: la Ricerca e la Didattica, che verrebbero completamente sottomesse alle perverse logiche di mercato. In questo modo alcuni settori, in particolare quelli dellarea tecnico - scientifica e medica, potranno fare Ricerca, non pi libera, ma solo alle condizioni dettate dagli enti privati che le finanziano (gi ci immaginiamo le Banche, le lobby delle armi e della produzione militare, le potenti case farmaceutiche, ecc.); altri, quelli dellarea umanistico - sociale, non avrebbero alcun futuro di Ricerca, perch non producono nulla di "vendibile". Lattacco del Governo mirato a colpire i fondamenti dellUniversit pubblica e a sancirne il definitivo declino, reintroducendo un forte classismo nellistruzione in base al censo. Da parte di un governo autoritario come lattuale, attaccare cos duramente listituzione universitaria il modo migliore per tentare di reprimere ogni sviluppo di una coscienza critica e di ogni forma di dissenso. Secondo noi le linee di Ricerca seguite allUniversit devono essere dettate esclusivamente da logiche culturali e svincolate da interessi commerciali: solo cos possibile una Ricerca libera, su cui si basa il progresso di una societ.


Dopo lEstate: La situazione dellAteneo - I provvedimenti governativi non fanno altro che accentuare la profonda crisi finanziaria in cui da anni versa lAteneo fiorentino. La responsabilit di questa crisi ricade sulle scellerate politiche dei Rettori che si sono succeduti negli ultimi trentanni (Scaramuzzi, Blasi, Marinelli). Il buco di bilancio strutturale dellAteneo, che supera i 30 milioni di euro (con previsione per il 2009 di oltre 50 milioni), stato determinato principalmente da speculazioni edilizie (per citare due esempi Novoli e Sesto), per cui sono stati accesi mutui enormi e da una politica che ha preferito gli scatti di carriera dei docenti rispetto alle nuove assunzioni. Ad oggi, infatti, pi del 90% del FFO utilizzato per gli stipendi dei docenti (e la previsione per gli anni successivi fa salire questo dato di 15 punti percentuali). Tutto ci una diretta conseguenza delle leggi sullautonomia didattica e finanziaria degli Atenei che hanno dato il via a questa gestione dissennata dellUniversit e alla proliferazione di numerosi Corsi di Laurea. Tra le ultime vicende, quella delle Borse di Dottorato, che verranno bandite in misura ridotta rispetto agli scorsi anni per una carenza di fondi. Questo un chiaro esempio della situazione disastrosa del nostro Ateneo. Molto presto lAteneo di Firenze si trover di fronte ad un bivio: o il commissariamento o la trasformazione in Fondazione.


La mobilitazione (un po di storia): Lo scorso 6 ottobre abbiamo convocato una assemblea studentesca nel cortile della facolt di Agraria, alla quale hanno partecipato pi di 2000 persone, per lanciare la mobilitazione contro la legge 133. Da quel momento, a partire dal Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, siamo stati parte attiva nelle occupazioni delle facolt.

La prima manifestazione dimostrativa avvenuta l8 ottobre, nella quale molti studenti hanno steso degli striscioni in segno di protesta sul ponte Santa Trinita e distribuito volantini per cercare di sensibilizzare la cittadinanza riguardo alla questione. Due giorni pi tardi siamo scesi in piazza a Firenze insieme agli studenti medi e il 21 ottobre ha avuto luogo, sempre a Firenze, la manifestazione regionale alla quale hanno partecipato 60000 persone. Il 30 ottobre come Studenti di Sinistra abbiamo portato a Roma pi di 1600 universitari in 31 pullman in occasione della manifestazione nazionale alla quale hanno partecipato pi di un milione di persone, con un grande corteo studentesco che ha sfilato per le vie della citt.

A Firenze, l8 novembre, si svolto il primo Incontro Nazionale del movimento studentesco, che ha visto la presenza di studenti provenienti da molte delle universit italiane, per confrontarsi e rilanciare lappuntamento della manifestazione universitaria del 14 novembre a Roma, anchessa molto partecipata, e delle successive giornate di assemblea del 15 e 16: durante questa due giorni svoltasi presso luniversit La Sapienza sono stati affrontati temi come il diritto allo studio e la didattica. La due giorni ha rilanciato la mobilitazione spostandola anche su altri piani, come quello dellautoriforma e del confronto con il mondo del lavoro.

Infatti il 12 dicembre siamo scesi in piazza insieme ai lavoratori e agli studenti delle assemblee occupanti in occasione dello Sciopero Generale Nazionale dei lavoratori, con un corteo studentesco che si unito alle altre realt in protesta.

Oltre ai momenti di piazza abbiamo organizzato molte iniziative, tra cui le lezioni allaperto svoltesi contemporaneamente da tutte le facolt nelle piazze di Firenze il 16 ottobre che sono state ripetute poi durante il corso della mobilitazione, sempre con grande partecipazione e interesse, non solo da parte degli studenti. Due delle pi grandi iniziative rivolte alla cittadinanza sono stati gli incontri con lastrofisica Margherita Hack e con lattrice Sabina Guzzanti, entrambe in Piazza della Signoria.

Il movimento studentesco che si sviluppato ha fatto della creativit e dellautorganizzazione i suoi paradigmi fondamentali; un movimento che sempre si dimostrato festoso, non violento e antifascista, aperto alle sollecitazioni esterne e alle parole dei lavoratori; un movimento totalmente irrappresentabile e non circoscrivibile a logiche verticali; soprattutto un movimento di tutti gli studenti, che vive e si alimenta della piazza.

Da sempre ci battiamo per la riappropriazione degli spazi e con la mobilitazione abbiamo dimostrato che questa una necessit reale e soprattutto che siamo in grado di gestire tali spazi e di renderli disponibili per gli studenti. Infatti, i locali delle nostre facolt sono chiusi la sera e il fine settimana, quando invece gli studenti hanno bisogno di un luogo dove ritrovarsi per studiare.

per questo che insieme ai collettivi delle facolt abbiamo elaborato un progetto di autogestione studentesca degli spazi delluniversit.

Durante tutta la mobilitazione, che ancora continua, ci siamo sempre riconosciuti nella dimensione collettiva di movimento, nonch in quella comune di gruppo politico, non relegata ad interessi di lista, ma piuttosto ad un forte legame con la nostra idea di fare politica.

Il movimento ha dimostrato la forte volont di vivere attivamente lUniversit e ripensare totalmente lintero sistema universitario, in cui gli studenti abbiano un effettivo peso nelle decisioni. Da anni noi lavoriamo proprio in questo senso, portando sempre una voce critica negli organi. Il coinvolgimento diretto su temi come lorganizzazione della didattica, il diritto allo studio, lapplicazione delle riforme, lefficienza delle strutture e le tasse universitarie - solo per citarne alcuni - danno un peso non trascurabile alle posizioni che rappresentiamo.

Come Studenti di Sinistra dellUniversit di Firenze siamo in mobilitazione a fianco di tutti coloro che credono, come noi, in ununiversit pubblica, libera e di massa. La mobilitazione ha rilanciato e dato risalto a molti dei temi su cui da anni lavoriamo e continueremo a lavorare.

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Capitolo8
I nostri spazi

Sempre pi spesso ci troviamo a vivere i nostri luoghi di studio tra corsi ed esami, senza avere lopportunit di renderci conto che i ritmi di studio fagocitano i nostri tempi di vita; lorganizzazione attuale della didattica e degli spazi dellUniversit non permette momenti di confronto e di incontro, di opportunit culturali o di studio ed elaborazione. Rivendichiamo il ruolo degli studenti allinterno delluniversit come protagonisti attivi della vita politica e culturale, per unelaborazione critica dei saperi, che sempre pi vengono propinati sottoforma di puro nozionismo e che vengono resi merce dai tempi sempre pi alienanti e veloci che ci vengono imposti.

Dopo questo lungo periodo di mobilitazione contro la Legge 133/08 e il progressivo smantellamento dellistruzione pubblica, rimane sempre attuale la necessit di avviare un serio progetto di autoriforma dellintero sistema universitario, che parta dagli studenti. Vogliamo aprire lUniversit allesterno, al mondo della cultura, a quello del lavoro. Crediamo in unUniversit che sappia essere luogo di cultura e approfondimento, formazione e confronto. Per raggiungere questi obiettivi per necessario che gli studenti dispongano di spazi in cui poter studiare, utilizzare servizi informatici, socializzare. Ecco perch troviamo inconcepibile la scelta fatta dagli Organi di Governo dellAteneo di ridurre lorario di apertura delle sedi universitarie, delle aule studio, delle biblioteche, nonch delle segreterie didattiche. assurdo che per chiudere il Bilancio finanziario si ricorra al taglio di servizi fondamentali, senza un piano di riorganizzazione reale delle risorse che tenga presente le necessit imprescindibili degli studenti ed eliminare evidenti sprechi.

CՏ poi una dimensione tutta cittadina del problema, che porta ad evidenziare una lampante assenza di spazi, che siano di confronto, di socialit, di aggregazione e di incontro, di opportunit culturali o di luoghi di studio. necessario, dal nostro punto di vista, che la politica realizzi o metta realmente a disposizione nuovi spazi che rispondano alle esigenze espresse degli studenti.

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8.1Le biblioteche

La situazione fiorentina per quel che riguarda i luoghi di studio in Facolt preoccupante, e lo diventer ancora di pi nei prossimi mesi a causa dei tagli previsti dalla Legge 133/08. In tutta larea cittadina difficile trovare una biblioteca aperta oltre le 18:00 o il sabato pomeriggio e la domenica, o durante le vacanze. Durante le sessioni di esame quei pochi spazi disponibili si affollano di persone, costretti alla vana ricerca di un tavolo, di una connessione a internet e di un po di silenzio. A questo si va ad aggiungere la grave situazione delle biblioteche universitarie, che, come previsto dagli Organi di Governo dellAteneo, con il nostro solo voto contrario, rimarranno chiuse tutti i sabati e durante le feste per risparmiare su riscaldamento e stipendi del personale; quindi, oltre agli spazi, verr ridotto fortemente il fondamentale servizio di prestito dei libri.

Osservando e mettendo a confronto il servizio offerto dalle biblioteche universitarie e comunali abbastanza lampante che le fasce orarie di accesso sono molto limitate (la maggior parte resta aperta solo dal luned al venerd dalle 9:00 alle 18:00) e che durante il fine settimana e la sera non possibile trovare un luogo pubblico che offra questo servizio agli studenti. La situazione economica attuale delle biblioteche di ateneo non presenta un quadro rassicurante; il contributo che viene dato non sufficiente per sostenere i bisogni basilari che queste strutture richiedono. Una biblioteca, infatti, per continuare ad essere un luogo di ricerca ha bisogno di comprare nuovi libri, di poter conservare il patrimonio gi esistente, e rinnovare i propri abbonamenti alle riviste scientifiche, per poter essere per eccellenza un punto di riferimento per gli studenti per lo studio e la ricerca. Siamo consapevoli della grave crisi in cui si trova il nostro Ateneo, ma siamo convinti del fatto che possibile attuare dei tagli e ridurre gli sprechi nella ordinaria gestione che potrebbero risolvere o quantomeno salvare la condizione di bisogno delle biblioteche.

Durante lautunno, infatti, abbiamo notato come, tenendo aperte le strutture universitarie (dai primi di Ottobre fino a met Gennaio, la Mobilitazione Contro la Legge 133/08 ci ha visto partecipare alloccupazione di numerose sedi), molti studenti si sono mossi da ogni punto della citt e ad ogni ora del giorno e della notte per venire a studiare in una struttura che forniva, quantomeno, un tetto e la connessione gratuita ad Internet, giacch il riscaldamento era spento. Crediamo che per fronteggiare una situazione finanziaria critica la risposta non debba essere un taglio alle possibilit di studio, ma anzi che si debba andare in direzione contraria, offrendo agli studenti lo spazio per studiare, in una citt che sembra ignorarli. Ed in questo, ci attendiamo risposte concrete dalle Amministrazioni locali, poco avvezzi a considerare gli studenti come una ricchezza su cui investire, e troppo spesso pronte ad un trattamento turistico.

importante che nei prossimi due anni e in futuro ci sia una maggiore attenzione alla didattica e ai servizi per gli studenti cercando privilegiare veramente questi due argomenti, che troppo spesso vengono danneggiati in favore di altro. Sarebbe utile iniziare a servire un orario daccesso ai luoghi di studio pi vicino ai bisogni degli studenti, tenendo aperte in orario serale le biblioteche di Ateneo e le aule di lettura e di studio delle facolt, almeno a rotazione, nei fine settimana. Sosteniamo inoltre la necessit di investire nellampliamento e nel rinnovamento del fondo librario, oltre che degli abbonamenti a riviste scientifiche in modo da permettere un libero approfondimento e una attivit di ricerca e di studio.

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8.2Tutto in appalto!

I recenti provvedimenti governativi non fanno altro che accentuare la profonda crisi finanziaria in cui da anni versa lAteneo fiorentino. La responsabilit di questa crisi ricade sulle scellerate politiche dei Rettori che si sono succeduti negli ultimi trentanni. Il buco di bilancio strutturale dellAteneo, che supera i 30 milioni di euro stato determinato principalmente da speculazioni edilizie per cui sono stati accesi mutui enormi e da una sconsiderata politica sul personale. Ad oggi, infatti, pi del 90% del FFO utilizzato per gli stipendi del personale (e la previsione per gli anni successivi, fa salire questo dato di 15 punti percentuali). Tutto ci una diretta conseguenza delle leggi sullautonomia didattica e finanziaria degli Atenei, che hanno dato il via a questa gestione dellUniversit e alla proliferazione di numerosi Corsi di Laurea. La situazione peggiora drasticamente se teniamo conto delle ultime scelte dellAteneo in materia di <<tagli>> che avranno peso consistente sulla gestione di spazi studio e segreterie e ricordando che la Legge 180/09 prevede il blocco completo del turn over e limpossibilit di rinnovare i CO.CO.PRO.1 per tutti quegli Atenei che superano i limiti di spesa; gli effetti di questa <<congiuntura>> (chiusura anticipata degli spazi e delle segreterie) verranno, ove possibile, attenuati dallAteneo attraverso lesternalizzazione di diversi servizi. LAteneo aggira cos il vincolo di legge del blocco delle assunzioni e spesso e volentieri riesce a reintegrare al lavoro la stessa persona che in precedenza svolgeva quellincarico, ma senza lincombenza di doverla prima o poi stabilizzare. LUniversit paga alla ditta una somma, la ditta ne trattiene una buona percentuale e quel che resta arriva nelle tasche del neo-precario-a-vita. In tutto questo lAteneo non ha risparmiato nulla, anzi, ha speso molto di pi di quanto non avrebbe fatto se avesse potuto assumere direttamente la persona in questione.

Questo quello che succede in Italia negli ultimi anni. Da una parte cՏ il blocco della spesa del personale, dallaltra si assume in forma precaria e la spesa va sul capitolo di Bilancio beni e servizi. Questo capitolo - che significa appalti, esternalizzazioni, consulenze e tutto ci che non spesa corrente del personale - cresciuto in maniera mostruosa negli ultimi anni. Non sempre esternalizzare vuol dire qualit del servizio; quel che certo, il fatto che un lavoratore precario non si sente sereno e garantito. Partendo dallurgenza dei problemi e dalla gravit delle prospettive gi in atto, che coinvolgono realmente e pesantemente tutte le lavoratrici e i lavoratori ma anche noi studenti, siamo intenzionati a svolgere fino in fondo la nostra parte e da subito!

Siamo contrari a questa gestione del personale, ridotto a infernali contratti precari, a causa di scelte passate! Labbiamo sempre dimostrato votando CONTRO al Bilancio di Ateneo, CONTRO ad una logica di investimenti che privilegia docenti, pochi dipartimenti e centri deccellenza a svantaggio di tutti quei servizi necessari a noi studenti e vitali per tanta parte di personale, svilito da soluzioni mai definitive.


1
Il contratto a progetto, o meglio contratto di collaborazione per programma, o progetto o fase di esso disciplinato dal D. Lgs. n. 276/2003 (c.d. Legge Biagi), di attuazione della legge delega 30 del 2003. Il contratto di lavoro a progetto (co.pro.) ha sostituito il cosiddetto contratto di collaborazione coordinata e continuativa (altrimenti detto co.co.co.).
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Capitolo9
Le nostre iniziative

Da ormai quasi ventanni oltre alle note campagne in difesa dei diritti degli studenti e alla continua attivit negli Organi di Ateneo, proponiamo iniziative culturali e numerosi momenti di aggregazione.

Ogni anno vengono stanziati dal Ministero dei fondi vincolati esclusivamente alle iniziative di tipo culturale proposte dagli studenti. Questo fondo importantissimo, perch luniversit non pu essere solo lezioni ed esami e la creativit e le iniziative degli studenti devono essere sempre incoraggiate. Inoltre, il fondo per le iniziative non utilizzabile, a termini di legge, per altri scopi. Del tutto infondate e strumentali, quindi, le posizioni di chi sostiene che, risparmiando sulle iniziative, si potrebbe intervenire a soccorso di altri servizi offerti dallAteneo. Alle iniziative proposte viene concesso un budget che deve servire a coprire le spese (tutte adeguatamente documentate) necessarie per lorganizzazione: in questo modo, nessuno studente ne trae profitto.

Consideriamo prioritario laccesso gratuito alla cultura e la sua divulgazione; crediamo che continuare a svolgere iniziative di cos alto valore culturale sia fondamentale per una societ che si voglia definire civile; fin troppo spesso le iniziative culturali studentesche sono tra i pochi momenti di socializzazione e di approfondimento, soprattutto in un Ateneo come il nostro che non propone mai momenti di analisi, e in una citt come Firenze dove la cultura ha sempre contato molto ma che ultimamente troppo poco offre agli studenti.

Le nostre iniziative:

Tutti questi sono ormai appuntamenti storici e da anni riscuotono un successo evidente. Tuttavia sono spesso sotto attacco. Due anni fa le nostre iniziative hanno subito grossi tagli ai finanziamenti; dopo la nostra campagna <<Iniziative nel mirino>>, che stata sostenuta da migliaia di firme di studenti di ogni Facolt dellAteneo e da noti personaggi del mondo della cultura, lo scorso anno parte dei tagli sono stati eliminati. Inoltre, in queste settimane, in atto un nuovo processo di delegittimazione: infatti allo studio un nuovo Regolamento dAteneo con il solo obiettivo di screditare il nostro lavoro e quello di tutti i Collettivi delle Facolt. Nonostante questo, il nostro lavoro continua e lassidua partecipazione di tanti studenti ad ogni iniziativa il segno pi evidente dellimportanza reale di questi appuntamenti.

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Capitolo10
I candidati

10.1In Ateneo

10.1.1Consiglio di Amministrazione di Ateneo

  1. Caterina DISABATO detta Catia (Scienze MM.FF.NN.)
  2. Clarissa BIAGIONI (Scienze Politiche)
  3. Sandro CAPPELLI (Scienze della Formazione)
  4. Paola SERIO (Psicologia)
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10.1.2Senato Accademico

  1. Andrea PEZZATI (Ingegneria)
  2. Tommaso RICCI (Scienze MM.FF.NN.)
  3. Pietro GARLATTI (Medicina)
  4. Antonino TERRANA (Architettura)
  5. Olivia BRUNO (Economia)
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10.1.3Consiglio di Amministrazione dellARDSU

  1. Azzurra FELICIANI (Agraria)
  2. Luca POTENZA (Scienze Politiche)
  3. Benedetto Pietro CASU (Scienze MM.FF.NN.)
  4. Giovanni BERTI (Lettere e Filosofia)
  5. Paulo Juan Jos FRANCISCO (Economia)
  6. Aliaksandra PATAPAVA detta Sasha (Ingegneria)
  7. Laura MARCHI detta Remedios (Farmacia)
  8. Antea MAZZONI (Accademia BB.AA.)
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10.1.4Comitato Pari Opportunit

  1. Elena BARTOLOZZI (Giurisprudenza)
  2. Susanna ZAJOTTI (Psicologia)
  3. Arta NIKAJ (Farmacia)
  4. Enrica FEI (Lettere e Filosofia)
  5. Donatella CASALE (Economia)
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10.1.5Comitato Universitario Sportivo

  1. Camilla LIPPI (Medicina)
  2. Luca VACCARO (Scienze MM.FF.NN.)
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10.2Le Facolt

10.2.1Agraria

Collettivo dAgraria

  1. Azzurra FELICIANI
  2. Claudio SALVATI
  3. Nicol CAMPOLMI
  4. Gianni CASTELLANI
  5. Yoshi MARI
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10.2.2Architettura

Collettivo di Architettura <<Ark - Kostruendo a Sinistra>>

  1. Domenico MARRAZZO
  2. Stefano ORTENZI
  3. Marco FABBRI
  4. Alessandro SCHIAVONI
  5. Monica ROSSIN
  6. Antonio BAGNI
  7. Anna M. GIORDANO
  8. Valentina FUCITO
  9. Luciana BIZZINI
  10. Antonino TERRANA
  11. Carlotta ALBERTINI
  12. Elena BELLINI
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10.2.3Economia

Collettivo Rossomalpolo - Studenti di Sinistra

  1. Tommaso FRANGIONI
  2. Paulo Jos Joao FRANCISCO
  3. Donatella CASALE
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10.2.4Farmacia

FarmacoResistenza - Collettivo di Farmacia

  1. Laura MARCHI
  2. Eva CAPANNI
  3. Linda PESCATORE
  4. Francesco BIONDI
  5. Angelica FILIPPINI
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10.2.5Giurisprudenza

Collettivo Rossomalpolo - Studenti di Sinistra

  1. Roberto TODARO
  2. Giada FELICIANI
  3. Ivan NOCERA
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10.2.6Ingegneria

Collettivo <<Filo da Torcere>> - Ingegneria

  1. Andrea PEZZATI
  2. Francesco ZURLI
  3. Aliaksandra PATAPAVA detta Sasha
  4. Tiziano CARDUCCI
  5. Francesco BIGAZZI
  6. Giovanni CAFAGGI
  7. Dasara SHULLANI
  8. Mario MARCOVECCHIO detto Nos
  9. Laura MANSOLILLO
  10. Giulia RAVENNI
  11. Jacopo CERRETINI
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10.2.7Medicina

<<Codice Rosso>> - Collettivo di Medicina

  1. Pierpaolo DUCHINI
  2. Pietro GARLATTI
  3. Tommaso PENNACCHIO
  4. Antonio SILVERII
  5. Camilla LIPPI
  6. Lorenzo CECCHI
  7. Giovanni SMORLESI
  8. Argena NDONI
  9. Ambra CIAMPALINI
  10. Dario MANNINI
  11. Laura DEL MATTO
  12. Giulia CARDELLICCHIO
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10.2.8Psicologia

Laboratorio 15

  1. Paola SERIO
  2. Andrea BERETTA
  3. Susanna ZAJOTTI
  4. Stefano ROTI
  5. Giulia GALEONE
  6. Lucrezia SALUCCI
  7. Tiziano USAI
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10.2.9Scienze della Formazione

Collettivo NOSMET

  1. Chiara MEDORO
  2. Sandro CAPPELLI
  3. Giulia GONELLI
  4. Mattia FALLERI
  5. Giulia BRACCINI
  6. Tommaso MACCARI MALQUORI
  7. Elisa ANDREUCCETTI
  8. Lorenzo DONATI
  9. Marco OCCHIUTO
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10.2.10Scienze Matematiche Fisiche e Naturali

Collettivo di Scienze - Studenti di Sinistra

  1. Simone NALDI
  2. Elena BURACCHI
  3. Simone PISANO
  4. Sara MANCIGOTTI
  5. Alessandro VESSICHELLI detto Vessi
  6. Carolina BIAGI
  7. Caterina DISABATO detta Catia
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10.2.11Scienze Politiche

Collettivo Rossomalpolo - Studenti di Sinistra

  1. Clarissa BIAGIONI
  2. Damiano BUONAGUIDI
  3. Luca POTENZA
  4. Federico FANTECHI
  5. Silvia CARUSO
  6. Federico GIOVANNINI DE NARDO
  7. Lorenza DEMATA
  8. Mario VENTURELLA
  9. Alessio BERTI
  10. Claudia BARTOLINI
  11. Francesca SCIR
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