Giovedì 01 Settembre 2011
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Per una didattica di qualità e aperta a tutti

Numeri chiusi, OFA, limitazioni all'accesso alla laurea magistrale: i percorsi formativi diventano percorsi ad ostacoli.

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Per un reale diritto allo studio, no ai tagli!

Il Governo taglia sul Diritto allo Studio: aumentano i costi per gli studenti e diminuiranno servizi e borse di studio.

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Un'altra Università è possibile

Privati in CdA: nell'Università-azienda il sapere e la cultura diventano merce, gli studenti clienti.

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Indice

Chi siamo
Perchè e per cosa si vota
.....Perchè ci candidiamo e per cosa si vota
Un'altra Università è possibile
.....La mobilitazione contro la legge Gelmini
.....Contro l'attuale modello
.....Un'altra Università è possibile
.....Revisione statuto
Didattica
.....Un po' di storia: vent'anni di disastri
.....Prospettive: tagli all'offerta formativa e blocchi all'accesso
.....Numeri chiusi e programmati
.....Le nostre conquiste sul Manifesto degli Studi
.....Regolamento Didattico di Ateneo: le nostre proposte
Bilancio di Ateneo
.....Il bilancio di Ateneo
.....Tasse
.....Il costo della didattica
.....Edilizia universitaria
.....I nostri spazi
.....Tutto in appalto
.....Le biblioteche
.....Dottorato
.....Erasmus
.....Centro Linguistico di Ateneo
Diritto allo Studio
.....L'Ardsu
.......... Bilancio dell'Ardsu
.......... Aumento del costo della mensa
.......... Critica all'Azienda Unica
.......... Borse di studio e prestito fiduciario
.......... Case dello studente
.......... Internet nelle case dello studente
.......... Mense
.....Lo studente e la città
.......... Vivere la città
.......... Il mercato della Casa
.......... Trasporti
.......... Assistenza sanitaria
.......... La Carta dello studente
.......... Studenti stranieri
Le nostre Iniziative
I candidati

Chi siamo

Gli Studenti di Sinistra sono un collettivo di Ateneo, formato da studenti provenienti dalle diverse Facoltá dell’Ateneo fiorentino, che si rifanno a svariati ambiti della sinistra. Siamo una realtá dinamica, aperta alla partecipazione di ogni studente che voglia portare un contributo di analisi e discussione, che voglia proporre temi, campagne o iniziative.
La nostra attivitá é politica e siamo un soggetto completamente svincolato da partiti, sindacati o associazioni di vario genere. La caratteristica di autonomia del movimento e della soggettivitá studentesca é per noi essenziale. Riteniamo, infatti, che tale peculiaritá sia un elemento di forza, che permetta di affrontare le questioni in modo piú ricco e completo. La nostra volontá é quella di portare avanti le idee che sono alla base di un agire politico "di sinistra" nella sua interezza, senza dover sottostare a interessi o a posizioni elaborate da altri.

Il nostro gruppo nasce dal movimento della Pantera e riconosciamo le nostre basi politiche nel contrasto al processo di mercificazione della formazione e della cultura.

Portiamo avanti un costante lavoro di riflessione, di discussione e di analisi di diversi temi e problematiche, partendo da quelli universitari. Negli anni abbiamo dato corpo a numerose lotte, contro le varie riforme della didattica e della struttura universitaria (legge sull’autonomia didattica e finanziaria, Processo di Bologna, legge Berlinguer, legge Moratti, legge Gelmini) che si inseriscono in un progetto di destrutturazione dell’Universitá pubblica portato avanti da tutti i governi degli ultimi vent’anni, per il diritto allo studio, che riteniamo un diritto fondamentale, contro il numero chiuso e ogni limitazione all’accesso alla formazione universitaria, contro il ricorrente tentativo da parte dell’Ateneo di aumentare le tasse studentesche.
Parallelamente, partendo dall’opposizione alle politiche neoliberiste di privatizzazione e dalle lotte per la ripubblicizzazione dei beni comuni e contro l’attacco ai diritti sociali e civili, affrontiamo tematiche sociali e politiche piú ampie quali il razzismo, l’intolleranza e la discriminazione, le questioni di genere, la lotta alla mafia, la vivibilitá della cittá, questioni di politica nazionale, internazionale e di economia, problemi culturali.
Vogliamo riuscire a stimolare gli studenti e tutte le altre componenti dell’Universitá su temi che noi riteniamo fondamentali, anche attraverso iniziative culturali e di aggregazione, quali assemblee, dibattiti, seminari e convegni, cineforum, attivitá teatrali, rassegne musicali, nella convinzione che l’Universitá non puó essere solo un luogo di passaggio, ma un luogo da vivere realmente, da parte di studenti e di lavoratori.

Con i Collettivi delle diverse Facoltá abbiamo un rapporto di collaborazione e condivisione della visione generale dell’Universitá, cosí come di campagne, lotte e analisi su specifici temi, nella reciproca autonomia ed indipendenza.

L’altra componente fondamentale del nostro lavoro é legata alla nostra presenza nei vari organi di governo e di controllo dell’Ateneo e dell’Azienda regionale per il Diritto allo Studio, tramite i rappresentanti eletti nelle nostre liste. Il nostro obiettivo é quello portare all’interno degli organi in cui siamo presenti le posizioni e le rivendicazioni degli studenti elaborate in maniera indipendente e collettiva. Tutto questo non viene fatto peró in un’ottica di pura rivendicazione di tipo sindacale, in cui si richiedono solo miglioramenti delle "condizioni di vita" degli studenti nel nostro Ateneo, ma sempre in un inquadramento politico generale, con l’intento di allargare il dibattito all’interno dell’Universitá, per riportare quest’ultima alla sua funzione primaria.

L’Universitá deve tornare ad essere fonte di Cultura, nel senso piú lato del termine, deve essere il luogo in cui si ricrea un dibattito fondamentale per il progresso della societá tutta, e non un esamificio, sempre piú improntato a percorsi puramente professionalizzanti, che mira a formare serbatoi di precariato, e sempre piú disposto a svendere la propria didattica e la propria ricerca a finanziatori privati.

Rivendichiamo un’universitá realmente pubblica, libera e di massa!

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Perché e per cosa si vota

Il 6 e 7 aprile prossimi ci saranno le elezioni universitarie. Siamo convinti che questo momento sia di fondamentale importanza per la partecipazione di tutti gli studenti alla vita dell’Universitá.

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2.1 Perché ci candidiamo e per cosa si vota

Come nel 2009, anche quest’anno le elezioni universitarie seguono una mobilitazione che ha visto la partecipazione di moltissimi studenti.
Il movimento studentesco, da sempre, é stato animato dalla volontá di portare una visione critica e di cambiare l’Universitá e, piú in generale, la societá a tutti i livelli ed in ogni luogo, anche quelli nei quali si sviluppano processi decisionali.
In continuitá rispetto alla mobilitazione di questo autunno, abbiamo deciso di candidarci alle elezioni universitarie, per continuare a portare in tutti gli organi la forte contrarietá all’attuale modello di Universitá e alle logiche che ispirano e muovono fantomatici processi di riforma, che invece segnano la fine dell’Universitá pubblica e statale.

Grazie ad una mozione da noi presentata nel 2007 durante i lavori per la revisione dello statuto d’Ateneo, negli Organi é presente un numero di rappresentanti degli studenti proporzionale agli iscritti.

Tuttavia, riteniamo che gli studenti siano ancora troppo pochi e che pesino ancora poco nelle decizioni dei vari Organi.

Si vota per i seguenti Organi

  • Consiglio di Corso di Laurea: i suoi compiti vanno dall’attuazione delle linee guida di Facoltá (e quindi d’Ateneo) in relazione alle specificitá del singolo corso, alla stesura della guida dello studente (corsi attivati e loro struttura temporale, propedeuticitá, crediti etc.), fino all’approvazione dei piani di studi e delle domande Erasmus. Ne fanno parte tutti i docenti ed i ricercatori che svolgono attivitá didattica per quel Corso di Laurea e cinque Rappresentanti degli studenti.
  • Consiglio di Facoltá: é l’organo che ha potere decisionale per temi di carattere generale come l’organizzazione della didattica (attuazione delle riforme, approvazione dei manifesti dei corsi di laurea etc.), il bilancio di Facoltá, le nuove assunzioni e la programmazione didattica. Partecipano, o meglio dovrebbero farlo, tutti i docenti e i ricercatori; inoltre, sono presenti rappresentanti degli studenti.
  • Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo: é uno dei due organi centrali presieduti dal Rettore; vi prendono parte due rappresentanti dei docenti ordinari, due degli associati, due dei ricercatori, due del personale tecnico amministrativo e 3 rappresentanti degli studenti. é l’organo di indirizzo e di direzione in materia finanziaria, in cui si vota il bilancio, nonché i provvedimenti in materia di tasse universitarie.
  • Senato Accademico: é l’altro organo di governo dell’Ateneo. Presieduto dal Rettore, il Senato é composto da tutti i Presidi delle 12 Facoltá dell’Ateneo, da 5 docenti Rappresentanti delle Aree Scientifiche (Biomedica, Scientifica, Umanistica, Sociale, Tecnologica) e da 4 Rappresentanti degli Studenti. Il Senato coordina l’attivitá didattica e di ricerca e, come tale, prende decisioni che si ripercuotono sulla vita di tutti noi studenti. Dalle elezioni del 2009, grazie ad una mozione da noi presentata durante i lavori di revisione dello Statuto, anche i rappresentanti in Senato Accademico sono eletti direttamente da tutti gli studenti, mentre prima venivano eletti con un’elezione successiva, di "secondo grado", da e tra quelli eletti nei Consigli di Facoltá, cosa che favoriva accordi tra liste e stravolgimento della volontá degli studenti.
  • Consiglio Territoriale fiorentino dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio: é un organo costituito da 7 rappresentanti degli studenti, nato a seguito dell’accorpamento delle tre Aziende Regionali per il Diritto allo Studio (Firenze, Siena e Pisa). Attualmente, il regolamento del consiglio territoriale prevede che ognuno dei tre consigli (Firenze, Pisa, Siena) elegga un presidente che rappresenterá gli studenti all’interno del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Regionale Unica per il Diritto allo Studio. Questa é la sede di discussione dei temi legati al diritto allo studio, come mense, alloggi e borse di studio.

Ancora in "secondo grado" é l’elezione del rappresentante degli studenti in Consiglio di Amministrazione dell’Ardsu, eletto tra gli studenti del Consiglio territoriale. Sulla scia di quanto ottenuto due anni fa per il Senato Accademico, da tempo stiamo lavorando per riportare anche l’elezione del rappresentante degli studenti in CdA dell’Ardsu in "primo grado", in modo da scongiurare accordi tra liste che falsano la reale espressione del voto di tutti gli studenti. Questo dovrebbe concretizzarsi nei prossimi CdA.

Si vota anche per eleggere i 2 rappresentanti degli studenti nel Comitato Sportivo Universitario (CUS), e rimangono le elezioni in secondo grado per il Centro Linguistico di Ateneo (CLA), per il Centro Servizi Informatici dell’Ateneo Fiorentino (CSIAF) e per i Comitati delle Biblioteche (uno per ogni area tematica: scientifica, tecnologia, biomedica, umanistica e sociale).

Quest’anno non si voterá per i rappresentanti degli studenti all’interno del Comitato Pari Opportunitá: l’attuale composizione é stata prorogata fino all’istituzione del nuovo Organo che lo sostituirá, in applicazione della legge Brunetta n. 183/10.

Il nuovo Organo dovrebbe essere un "Comitato unico di garanzia", frutto della fusione dell’attuale CPO e di un Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing che avrebbe dovuto essere istituito negli Atenei in base a quanto stabilito nei contratti collettivi.

Non é stata ancora chiarita la presenza e, nel caso, le forme di partecipazione, della componente studentesca, che al momento si vede quindi sottratta un’organo di rappresentanza.

A nostro avviso si profila una sovrapposizione, anche parziale, con le attuali competenze del Garante dei Diritti degli studenti, perché questo nuovo organo, privato delle sue attuali funzioni deliberative, avrá sole funzioni propositive, consultive e di verifica.


Una postilla: quelli fino ad ora descritti sono gli Organi che governano e controllano l’Universitá di ora.

Con l’applicazione della legge Gelmini, l’intera governace dell’Ateneo verrá stravolta: cambieranno gli Organi e la loro composizione, e quindi anche la presenza di Rappresentanti degli studenti nei vari organi ne risentirá.

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Un’altra Universitá é possibile

3.1 La mobilitazione contro la legge Gelmini

Cosí come in tutta Italia, anche a Firenze per mesi gli studenti universitari e medi si sono ampiamente mobilitati per rispondere alle politiche di questo governo in materia di Scuola e Universitá, nella consapevolezza e nella convinzione che colpire cosí ferocemente la cultura e la formazione rientra nelle politiche neoliberiste di privatizzazione dei beni comuni, di distruzione dello stato sociale, di attacco pesante ai diritti dei lavoratori e di precarizzazione della societá.

In migliaia abbiamo occupato le nostre Facoltá, ci siamo ripresi strade e piazze, con manifestazioni spontanee e pacifiche, solcando anche luoghi simbolo della cultura. Il ddl, ormai legge, rappresenta forse la pietra tombale dell’Universitá pubblica; abbiamo sempre creduto che fosse fondamentale, al di lá di aspetti piú tecnici del provvedimento, provare a smascherare il vero progetto generale che ne sta alla base.
Con l’ingresso istituzionalizzato dei privati nei Consigli di Amministrazione e la cancellazione del peso politico del Senato Accademico, questa presunta riforma prefigura un’Universitá completamente asservita alla logica del profitto e della commercializzazione del sapere e della ricerca.

Vogliono trasformare il processo formativo rendendolo un percorso puramente professionalizzante che mira a sfornare precariato; consegnare la ricerca pubblica ai privati significa che questi possano sfruttare direttamente risorse statali per il proprio tornaconto economico, per non parlare della possibile scomparsa di quei settori della conoscenza che non rispondono a criteri di mercato spendibili nell’immediato: viceversa l’Universitá deve essere il luogo in cui si ricrea un dibattito fondamentale per il progresso della societá tutta.

Questa manovra favorisce e rafforza i giá radicati poteri baronali, in larga misura responsabili della disfatta finanziaria degli Atenei e della proliferazione indiscriminata dei corsi di laurea e degli insegnamenti, spesso sorti per soddisfare e alimentare piccoli potentati, senza un progetto didattico alla base.
Infine, per quanto riguarda il Diritto allo Studio, la legge prevede un sostanziale passaggio alla formula del prestito d’onore, un prestito vero e proprio che, come tale, prevede che lo studente, una volta laureato, saldi il proprio debito (interessi aggiunti) con lo Stato. L’attuale "borsa", quindi, si trasforma in un "debito a carico degli studenti", cessando di essere uno strumento attraverso il quale tentare di abbattere le barriere economiche e sociali e di rendere la cultura accessibile a tutti.

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3.2 Contro l’attuale modello

Da anni come Studenti di Sinistra lottiamo contro il modello attuale di Universitá: per questo anche durante questa mobilitazione abbiamo portato avanti la riflessione su un nuovo modello di formazione, all’interno di laboratori di protesta nati nelle Facoltá occupate e in mobilitazione.

Dal nostro punto di vista é necessario partire dalla questione dell’autonomia degli atenei: come collettivo degli Studenti di Sinistra, nato dal movimento della Pantera, é proprio nel contrasto al processo di mercificazione della formazione e della cultura che riconosciamo le nostre basi politiche.

L’origine della situazione disastrosa degli atenei italiani sta infatti nella legge sull’Autonomia Didattica e Finanziaria, con cui lo Stato ha delegato ai singoli atenei il potere decisionale in materia di didattica, di ricerca e di gestione delle risorse. In questo modo gli atenei sono usciti da una logica di pianificazione nazionale e sono stati messi su un piano di vicendevole competizione, per la quale é garantita la sopravvivenza solo a chi riesce a vendere meglio la propria offerta formativa: gli studenti da componente fondamentale diventano utenti che sfruttano un servizio in modo temporaneo per poi essere immessi in un universo di lavoro precario.

L’autonomia ha consentito ai Rettori, espressione di poteri baronali, di sperperare i fondi disponibili secondo logiche clientelari, favorendo gli scatti di carriera invece di nuove assunzioni, moltiplicando i corsi di studio e gli insegnamenti, conducendo speculazioni edilizie.

Un’altra caratteristica comune alla gestione dei vari atenei in questi anni é stata la progressiva esternalizzazione del personale e di alcuni servizi. Rigettiamo totalmente questo tipo di gestione delle risorse, in quanto favorisce il precariato, lo sfruttamento del lavoro e l’abbattimento dei minimi diritti sindacali: le societá a cui si affida l’Universitá per servizi quali portinerie, pulizie, segreterie lucrano sul lavoro dei dipendenti, annullando di fatto il loro potere contrattuale. Quello delle esternalizzazioni é un metodo che sta dilagando in tutto il settore pubblico, ed é inaccettabile che scuola e Universitá non lo rifiutino, ma anzi lo favoriscano.

In aggiunta all’autonomia, il secondo passo del percorso di destrutturazione dell’Universitá é l’applicazione della dichiarazione di Bologna, che rappresenta la proiezione sull’Universitá di politiche europee di stampo liberista, falsamente indirizzate a standardizzare i percorsi formativi dei vari paesi su un unico modello. Ci dicevano che tale modello avrebbe favorito la mobilitá studentesca e avrebbe semplificato il rapporto tra formazione e lavoro.

Quello che invece si é verificato é una dequalificazione della didattica, frutto di uno scellerato 3+2; gli atenei sono diventati degli esamifici sempre piú alla mercé dei privati e si sono imposti numerosi blocchi all’accesso dei corsi di laurea, propagandati come garanzia di qualitá della didattica e i finanziatori che invece sono l’emblema di un progetto classista che lede il nostro diritto allo studio.

Smascheriamo peró la falsa credenza che é propria di alcuni per cui ci sia una anomalia italiana nell’applicazione dell’autonomia e del Processo di Bologna: le linee guida di quest’ultimo provvedimento sono quelle effettivamente applicate, in Italia come negli altri paesi europei. Proprio per questo soprattutto negli ultimi due anni c’é stata una forte ondata di proteste studentesche in Europa a seguito della progressiva applicazione di quella dichiarazione negli altri paesi.
Anche se, come traspare da tutto questo, l’ultima manovra Tremonti-Gelmini segna definitivamente la devastazione dell’Universitá pubblica, é evidente che le responsabilitá sono da attribuirsi alle politiche di tutti i governi degli ultimi venti anni.

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3.3 Un’altra Universitá é possibile

Siamo convinti che sia necessario un totale ripensamento dell’attuale struttura e modello di Universitá, di una rivoluzione a tutti gli effetti, che non passi dalla svendita ai privati, dalla selezione all’accesso, dalla precarizzazione della ricerca e dalla retorica del merito, ma che invece punti verso una pianificazione nazionale delle linee di ricerca e dei piani didattici, la garanzia di una didattica di qualitá aperta a tutti, un piano di serio rifinanziamento dell’Universitá e della Ricerca, il concreto riconoscimento del Diritto allo Studio tramite, ad esempio, la copertura totale nazionale delle borse e verso un’Universitá totalmente gratuita per tutti perché sostenuta dalla fiscalitá generale.

Nell’ultima Finanziaria, invece di azzerare le spese militari (che aumentano) o di tassare le rendite finanziarie, si é preferito tagliare drasticamente i fondi per il Diritto allo Studio, oltre a quelli alla scuola e all’Universitá pubbliche giá contenuti nella legge 133/08 e confermati nelle successive manovre economiche.

Vogliamo un Diritto allo Studio uniforme per tutte le regioni, fuori da logiche federaliste e che sappia rispondere in maniera adeguata alle necessitá degli studenti, per quanto riguarda trasporti, alloggi, mensa e accesso alla cultura.

Siamo convinti che la soluzione ai problemi causati da anni di malgoverno locale non possa essere rifugiarsi dietro il finanziamento né di privati né di enti locali. Ad esempio, la logica dell’intervento emergenziale, che ha marcato alcuni atti normativi della Regione Toscana nel corso degli ultimi anni (protocolli d’intesa fra le Universitá e la Regione), non deve essere abbinata all’introduzione di soggetti esterni in seno al Consiglio d’Amministrazione.

é partendo da queste basi, dalla critica radicale ad un modello di Universitá che da anni ci viene imposta, dalle lotte e dalle analisi che il movimento studentesco negli ultimi vent’anni ha portato avanti che sono nati nuovi modelli di Universitá.

L’unico punto di partenza per una nuova Universitá non puó che essere il considerarla come luogo dove si fa cultura e dove si forma coscienza collettiva; il sapere e la conoscenza sono beni comuni e non merci: non devono essere vendibili ma frutto del lavoro comune e rivolto al progresso dell’intera societá.

Solo svincolando l’Universitá dalle logiche di mercato e di profitto che il processo di Bologna ha imposto, sará possibile aprire la strada ad un’Universitá diversa.

é necessario stravolgere l’attuale ordinamento didattico universitario. La legge Ruberti, seguita dalla legge Berlinguer, ha confinato la didattica universitaria in una posizione marginale, settorializzando il sapere. L’ottica con cui sono state concepite queste riforme era quella di costruire progetti formativi legati fortemente al territorio e alle realtá industriali, economiche e sociali presenti su di esso. Una didattica a progetto che mira esclusivamente ad impartire competenze professionali spendibili in un mondo del lavoro ristretto al panorama territoriale ed inevitabilmente precario.

E in tutto questo rientra il programma di conferire all’Universitá il ruolo di mercato delle conoscenza e delle competenze chiamato Life Long Learning in cui si vanno a mettere in vendita singoli pacchetti di conoscenza, quantificati in CFU, che l’Universitá eroga agli utenti e ne attesta l’acquisizione.

é necessario tornare a progetti culturali e formativi di piú ampi orizzonti, mettendo al centro dei percorsi il ragionamento critico e la formazione di base. Una formazione larga e con basi solide é il punto di partenza per l’attivitá di ricerca e sopratutto per una degna attivitá professionale, che dá al lavoratore la possibilitá di comprendere nuove conoscenze e di acquisire facilmente, nel corso della vita lavorativa, nuove competenze.

E a questo si puó arrivare solo cancellando l’autonomia didattica, il 3+2, la quantificazione in CFU del sapere, che hanno permesso, complice una classe accademica facilmente corruttibile, la dequalificazione della didattica. Bisogna tornare a politiche di programmazione della didattica nazionali, che cancellino la diversificazione totale dei corsi di laurea tra i diversi atenei, la creazione di corsi e insegnamenti legati a singole aziende o enti, la proliferazione di corsi "luccicanti" al solo scopo di attrarre matricole e finanziamenti, sottraendoli alla concorrenza.

La cultura, la conoscenza, cosí come l’acqua o la sanitá, sono beni comuni e come tali devono essere necessariamente pubblici. é necessario che la classe politica presti realmente ascolto alle istanze e alle rivendicazioni del movimento studentesco e torni a parlare dei reali problemi di Universitá, Ricerca e Lavoro. Siamo convinti che ora sia fondamentale continuare a mobilitarci e a portare nelle Facoltá, nelle strade e nelle piazze la nostra forte contrarietá al progetto di distruzione dell’Universitá pubblica. Rivendichiamo un’Universitá realmente pubblica, libera e di massa.

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3.4 Revisione statuto

Da qualche settimana é iniziato in tutti gli Atenei italiani il lavoro della commissione di riforma dello statuto a seguito dell’approvazione della legge Gelmini.

Riteniamo che in questo momento sia fondamentale continuare l’opposizione e la lotta che come movimento studentesco abbiamo portato avanti, contro i tagli del governo, attaccando il ddl Gelmini, manifestando con determinazione il dissenso verso un governo chiuso nei palazzi e incapace di rispondere al paese.

Come Studenti di Sinistra, crediamo che la discussione in merito allo Statuto non possa e non debba essere esclusivamente interna alla Commissione o agli Organi, ma debba esprimere tutte quelle istanze che le varie componenti dell’Ateneo che negli scorsi mesi si sono mobilitate contro la legge Gelmini hanno portato nelle Facoltá, nelle strade e nelle piazze. Soprattutto, siamo convinti che l’elaborazione del nuovo Statuto non possa prescindere da tutte le riflessioni e le rivendicazioni che nei prossimi mesi saranno elaborate dal basso.

Il nuovo Statuto deve essere in totale controtendenza con il progetto di universitá-azienda: é fondamentale opporsi all’ingresso di rappresentanti di interessi privati nei Consigli di Amministrazione, che andranno ad aggiungere logiche di mercato ed aziendali a quelle nepotistiche e clientelari che sono esplose con l’introduzione dell’autonomia didattica e amministrativa. Il modello universitario che vogliono imporre trasforma il sapere e la cultura in merci, gli studenti in clienti.

A Firenze, giá dalla composizione della Commissione é stato chiaro che la principale preoccupazione dell’Ateneo sia come equilibrare i potentati interni e garantire gli interessi particolari, eliminando ogni forma di rappresentanza e di partecipazione dal basso, in particolare da parte di tecnici, precari, studenti e ricercatori. Con la scomparsa delle Facoltá, inoltre, la gestione della didattica ricadrá totalmente sui dipartimenti, le cui nicchie di potere potranno aprire e chiudere corsi a piacimento, sospinti da finanziamenti privati o comunque legati al territorio, come da anni giá accade per la ricerca. In questa prospettiva di fatto il Senato diventerebbe esclusivamente espressione di accordi tra le baronie locali.

Per questo é necessario lavorare in totale opposizione a questo modello di Universitá, di cui la legge é un passo fondamentale; partendo dall’analisi delle problematiche, vogliamo continuare a proporre una nuova idea di Universitá, che giá da anni é al centro del movimento studentesco.

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Didattica

4.1 Un po’ di storia: vent’anni di disastri

Lo smantellamento dell’Universitá Pubblica e del Diritto allo Studio é stato avviato con la legge sulla autonomia didattica e finanziaria dell’89, con la quale si concedeva al potere baronale di pochi professori la gestione degli Atenei. Dieci anni dopo, arriva la Dichiarazione di Bologna: con la pretesa di standardizzare a livello europeo l’alta formazione si introducono i CFU e si separa forzatamente la carriera universitaria in due percorsi: l’ormai famoso 3+2. Ció ha causato una proliferazione dei corsi di laurea e un netto peggioramento della didattica.

Nell’anno accademico 2008/09 é stato introdotto il "nuovissimo ordinamento", la Riforma 270/04. é l’ennesima riforma dell’Universitá calata dall’alto, perfettamente inserita nel solco tracciato dal processo di Bologna, che non é stata in grado di introdurre dei reali cambiamenti positivi. Ha infatti lasciato invariati gli evidenti problemi della 509, separando ancora di piú la triennale dalla specialistica, inserendo blocchi all’accesso e aprendo le porte dell’Universitá ai privati.

Uno dei punti piú importanti prevedeva che i corsi di laurea dovessero prevedere un massimo di 20 esami alla triennale e 12 alla Magistrale, permettendo cosí un bilanciamento tra carico didattico e CFU. Questo si é tradotto in molti Corsi di Laurea non in un serio lavoro di revisione della didattica, ma in una serie di accorpamenti di esami previsti nei piani di studi secondo la 509, per poter cosí rientrare nei vincoli di legge.

Per evitare casi (fino ad ora molto presenti!) di corsi con centinaia o migliaia di studenti e pochissimi docenti, si imponeva un rapporto adeguato tra docenti e studenti di ciascun Corso di Laurea. In alcune Facoltá peró, per adempiere a tale obbligo, che avrebbe potuto portare ad una netta riduzione dei Corsi di Laurea, senza un adeguato supporto di docenza, e spesso anche senza un reale fondamento culturale, questi sono diventati dei curricula di un unico Corso di Laurea, aggirando la legge.

La maggiore criticitá della 270 é peró costituita dalla prescrizione di inserire un blocco all’accesso alle Lauree Magistrali, interpretabile come un test d’ammissione, un voto minimo di laurea o altri elenchi di requisiti. Riteniamo il blocco all’accesso alla magistrale ancora piú ingiusto del blocco all’accesso della triennale: é insensato chiedere la valutazione di uno studente che ha appena acquisito la laurea.

Per le matricole, infine, é stato introdotto un test di valutazione obbligatorio, ma dal risultato non vincolante per l’iscrizione. In alcune Facoltá lo studente che non supera il test avrá un OFA (Obbligo Formativo Aggiuntivo), un debito da recuperare attraverso corsi di recupero o altre prove che, a discrezione della Facoltá, possono anche impedire di sostenere alcuni esami. Riteniamo assurdo che uno studente regolarmente iscritto non abbia la possibilitá di sostenere svariati esami!

Siamo convinti che una prova di autovalutazione possa essere utile, ma che debba essere opzionale e non a carico degli studenti. Il test infatti, oltre ad avere ben poco fondamento didattico, costa ai nuovi iscritti 30 euro (giá raddoppiati rispetto ai 15 euro di due anni fa) per fantomatici "oneri amministrativi".

Piú recentemente, nel mese di dicembre, nel tentativo di concretizzare i proclami governativi contro l’eccessiva quantitá di Corsi di Laurea, il Ministro ha chiesto l’applicazione per il prossimo A.A. del Decreto Ministeriale 17, che modifica il numero minimo di docenti necessari per aprire un corso di laurea e per i curricola che vengono attivati al suo interno.

Il DM 17, come la 270 del resto, pone alle Facoltá vincoli prettamente numerici sull’esistenza dei Corsi di Laurea, portando perció a una riduzione casuale, che non considera il reale (o meno) valore culturale di un percorso di studi. L’intento dichiarato é quindi quello di non mettere assolutamente in discussione quali corsi aprire, con quali insegnamenti e programmi, con quale offerta culturale e formativa ma semplicemente di obbligare a tagliarne il numero.

Dietro a tutto questo manca un percorso coerente, trattandosi di tentati aggiustamenti che non considerano la radice del problema: la necessitá di rivedere l’autonomia didattica e ritornare a un’organica programmazione nazionale della didattica.

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4.2 Prospettive: tagli all’offerta formativa e blocchi all’accesso

In seguito all’aumento (previsto dal DM 17) del numero minimo di docenti necessario ad attivare ciascun Corso di Laurea e curriculum, giá dal prossimo anno cominceranno a farsi sentire gli effetti della contestatissima legge 133/08, che impone pesanti tagli all’Universitá Pubblica e il blocco delle assunzioni. Le Facoltá infatti, non avendo i numeri sufficienti previsti dalle nuove normative, né potendo sopperirvi con nuove assunzioni, ridurranno il numero di Corsi di Laurea e e dei curricula, danneggiando l’offerta formativa.

Anche se, come diciamo da anni, una riorganizzazione del sistema universitario é indispensabile, questo non puó avvenire su basi prettamente numeriche, senza alcun progetto organico alle spalle.

Costrette ad adeguarsi in tempi ristretti alle nuove normative, peraltro vaghe e poco definite, le Facoltá andranno a tagliare preoccupandosi solamente di far tornare i conti. Con la riduzione dei corsi, aumenterá di conseguenza il numero di studenti, portando le Facoltá a limitare gli accessi.

Nonostante ancora non ci sia un quadro definito della situazione per il prossimo anno, si vedono giá i primi segnali della politica dell’Ateneo in questa direzione e sono giá arrivate le prime proposte in alcuni Corsi di Laurea (biologia, biotecnologie, farmacia) per l’inserimento del numero chiuso.

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4.3 Numeri chiusi e programmati

4.3.1 La situazione nazionale

Come Studenti di Sinistra, da sempre crediamo e lottiamo per un’Universitá pubblica, libera e di massa. Riteniamo che qualsiasi limitazione all’accesso, sia di tipo finanziario (con il tentativo di innalzare il tetto della contribuzione studentesca), o di tipo didattico (con l’introduzione dei numeri chiusi e programmati, dei test di accesso e dei criteri di accesso alla magistrale), o di tipo strutturale (con la presenza di barriere architettoniche che impediscono di fatto agli studenti disabili di poter accedere senza alcuna difficoltá ai servizi universitari) sia una negazione del diritto allo studio.

é fondamentale che ognuno possa scegliere il proprio futuro, senza limitazioni alle proprie inclinazioni culturali.

Il problema dei numeri chiusi ha origini lontane: la Legge 264/99, che recepisce una normativa europea, stabilisce il numero chiuso nazionale per ben cinque Facoltá (Medicina, Veterinaria, Odontoiatria, Architettura e Scienze della Formazione Primaria).

Inoltre, la Legge permette agli Atenei, qualora lo ritengano opportuno, di stabilire un numero programmato su base locale per alcune Facoltá, come ad esempio é accaduto a Firenze per la Facoltá di Psicologia.

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4.3.2 La situazione nel nostro Ateneo

Da sempre il problema dei blocchi all’accesso é al centro delle nostre battaglie, come ad esempio quella che ci ha permesso, lavorando insieme ai Collettivi di Facoltá, di togliere il numero programmato (inserito nel 2009/10) per i CdL in Farmacia e in Biotecnologie e di evitare che questo venisse introdotto nel Corso di Laurea in Biologia. Proprio questa conquista rischia di essere stata recentemente vanificata dall’applicazione del DM17.

L’introduzione dei numeri chiusi sembra essere considerata la naturale soluzione al problema dal nostro Ateneo, che giá negli anni scorsi ha dimostrato una propensione in tal senso. Ma il blocco all’accesso non puó essere considerato una soluzione: si tratta piuttosto di un ulteriore problema, in quanto rappresenta un’ingiustificabile limitazione del diritto allo studio.

Siamo sempre stati contrari al meccanismo e al principio del numero chiuso e crediamo che tutti i numeri chiusi e programmati per l’accesso all’Universitá debbano essere aboliti, perché rappresentano di fatto una negazione del diritto allo studio.

Alcuni numeri chiusi sembrano proteggere dei meccanismi corporativi, nascosti dietro alla questione del fabbisogno lavorativo nazionale; altri si fondano esclusivamente su giustificazioni poco credibili, come la mancanza di strutture e mezzi per consentire un buon livello di insegnamento, che comunque non sono assicurati; inoltre, il sistema del numero chiuso alimenta il mercato degli aiuti e delle raccomandazioni, figlio del nepotismo dilagante all’interno dell’Universitá italiana che piú volte abbiamo denunciato.

Una buona qualitá della didattica non si basa sulla "selezione all’ingresso" degli studenti, bensí sul controllo della proliferazione dei corsi, su adeguati strumenti di supporto alla docenza, su progetti formativi pianificati seriamente, con il coinvolgimento dei docenti e degli studenti.

é ridicolo mascherare il test all’accesso come garanzia di qualitá!

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4.4 Le nostre conquiste sul Manifesto degli Studi

Per quanto riguarda la didattica, durante questi due anni, abbiamo lavorato negli organi centrali, in particolare in Senato Accademico e nella Commissione Didattica d’Ateneo, ottenendo alcuni importanti risultati:

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4.4.1 Accesso alla Laurea Magistrale:

  • Per gli studenti dell’ordinamento 509 siamo riusciti a far garantire dall’Ateneo che l’iscrizione alla propria Magistrale di riferimento (ovvero iscrizione in continuitá) potesse avvenire senza ulteriori verifiche curricolari e personali.
  • Per gli studenti dell’ordinamento 270, abbiamo portato avanti una lunga battaglia sia negli organi centrali, che nelle Facoltá, insieme ai Collettivi, affinché nei requisiti d’accesso alle Lauree Magistrali non fosse inserito il voto minino di laurea triennale: dappertutto, infatti, il criterio utilizzato é quello di un colloquio non vincolante, in alcune Facoltá alternativo al voto minimo di laurea triennale, con la sola eccezione delle Lauree Magistrali della Facoltá di Economia, dove addirittura per il CdL Magistrale in Statistica é richiesto esclusivamente lo spropositato voto minimo di laurea di 105/110 per poter accedere.

    é nostra intenzione continuare a lavorare negli Organi dove saremo presenti, in collaborazione con i Collettivi di Facoltá, perché questi enormi scogli all’accesso alle magistrali vengano eliminati.

Riteniamo che questo sia un risultato importante, anche se siamo convinti che ogni limitazione all’accesso alla formazione, compresi i colloqui di idoneitá, debba essere eliminata. Troviamo assurdo che uno studente debba essere nuovamente valutato, magari dalla stessa Facoltá, corso di Laurea o addirittura la stessa commissione che lo ha giá valutato al momento della laurea triennale.

Un’altra questione é quella dei requisiti curriculari all’accesso. Se uno studente giá laureato ad una laurea triennale non ha sostenuto tutti gli esami stabiliti come indispensabili per l’accesso dal regolamento della Laurea Magistrale, l’Ateneo "consiglia" di recuperarli con i Corsi Singoli.

Si tratta di singoli esami da sostenere a pagamento, in proporzione al numero di CFU (182 euro + 11 euro a CFU): oltre a rappresentare il culmine della mercificazione del sapere, l’iscrizione ai Corsi Singoli non garantisce lo status di studente, portando alla perdita di diritti come l’alloggio, la mensa o la borsa di studio.

Fin dall’introduzione della 270 abbiamo chiesto che fosse elaborato un altro sistema per il raggiungimento dei requisiti curriculari.

La soluzione che abbiamo indicato a tutti é quella di sostenere gli esami necessari per l’iscrizione alla laurea Magistrale inserendoli nel percorso di studi triennale, prima della laurea triennale, come esami fuori piano.

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4.4.2 Tempi di immatricolazione alla Laurea Magistrale

Fino allo scorso anno, chi si laureava dopo dicembre, doveva aspettare fino al settembre successivo per potersi iscrivere alla Magistrale, perdendo cosí lo status di studente, con tutto ció che questo comporta. Dopo due anni di mobilitazione, siamo riusciti ad ottenere l’effettiva reintroduzione della riserva anche per gli studenti che si laureano secondo l’ordinamento 270.

Da quest’anno, tutti gli studenti hanno la possibilitá di iscriversi ad una Laurea Magistrale entro il 14 Marzo (dunque per l’inizio delle lezioni del secondo semestre, data uniformata per tutte le Facoltá) se entro il 15 Ottobre si é dichiarato di volersi iscrivere alla Magistrale, anticipando anche il pagamento della prima rata.

Questa novitá é limitata ai soli studenti che si laureano ad una Laurea triennale a Firenze; per tutti gli altri il limite per il conseguimento della Laurea triennale é fissato al 22 dicembre (c’é poi un mese per completare le procedure di iscrizione alla Magistrale).

Riteniamo che il risultato che abbiamo ottenuto sia molto importante, ma che sia limitante nei confronti di tanti studenti: per questo continueremo a lavorare affinché l’iscrizione alla Magistrale entro il 14 Marzo sia estesa a tutti. Inoltre, é nostra intenzione lavorare affinché anche nel Manifesto degli Studi dei prossimi anni questa possibilitá continui ad essere garantita a tutti gli studenti, indipendentemente dal loro ordinamento di riferimento.

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4.4.3 Calendario Didattico

Lo scorso anno in Commissione Didattica di Ateneo, abbiamo lavorato perché il calendario didattico fosse uniformato per tutte le Facoltá. Siamo riusciti ad ottenere che fossero garantite, per ogni Facoltá, una sessione di laurea a febbraio-marzo ed una ad aprile, oltre a quelle stabilite da ciascuna Facoltá. La sessione di febbraio-marzo é legata alla possibilitá di iscrizione ad una Laurea Magistrale e di seguire i corsi del secondo semestre (avendo stabilito che l’inizio dei corsi cade per tutte le Facoltá nella prima settimana di marzo).

Poi, abbiamo spinto affinché fosse mantenuta la sessione di laurea ad aprile, ultima istanza per non pagare le tasse nell’anno di laurea.

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4.4.4 Studenti lavoratori: regolamento iscrizione part-time

Lo scorso anno siamo riusciti ad ottenere delle importanti modifiche al Regolamento per l’iscrizione in modalitá part-time. Nella sua prima introduzione infatti uno studente iscritto in modalitá part-time doveva concludere il proprio percorso di studi in 6 anni pagando le tasse per 4 anni e mezzo.

Abbiamo fatto presente questa problematica e ottenuto una significativa modifica: uno studente che decide di iscriversi in modalitá part-time ora pagherá in 6 anni le tasse corrispondenti a 3 anni; in questo modo potrá organizzare gli esami di un anno accademico in due anni, pagando gli stessi contributi.

Abbiamo ottenuto che:

  • il tetto minimo dei CFU sia di 1 esame di 6 CFU all’anno (12 in due anni)
  • il tetto massimo dei CFU sia di 60 CFU SU DUE ANNI. Ciascuno studente potrá, in questo modo, articolare autonomamente il proprio piano di studi.

Inoltre, al secondo anno, si puó decidere di non confermare la modalitá part-time e iscriversi in modalitá normale, a patto di non aver sostenuto piú di 30 CFU, senza dover pagare alcuna mora, come invece era previsto dal regolamento precedente.

Tuttavia, lo status di studente part-time non é una risposta completa a quanto noi chiediamo da tempo: questo status non risponde alle esigenze dei lavoratori, poiché non contempla tutta una serie di problematiche proprie dello studente lavoratore. Per questo riproporremo l’abolizione, per gli studenti lavoratori, dell’obbligo di frequenza ai corsi, laddove prevista, e la previsione di un piano di lezioni in orario serale, per permettere anche ai lavoratori di seguire le lezioni che normalmente si tengono in orario lavorativo.

Inoltre, lo status di studente part-time non é stato introdotto con l’intenzione di tutelare gli studenti lavoratori, ma essenzialmente per il peso ha che ogni studente part-time (considerato in corso anche se impiega 2 anni per accumulare 60 CFU) ha nel calcolo del FFO (finanziamento che ogni Ateneo riceve dal Ministero). Infatti un parametro su cui si basa la distribuzione del FFO é proprio il numero di studenti in corso.

Cosí come definita, la figura dello studente part-time non garantisce allo studente lavoratore l’accesso ai servizi fondamentali, ma mette ancora una volta in evidenza come il 3+2 svilisca il ruolo dell’Universitá come luogo di cultura, alta formazione e ricerca.

Finché sará in vigore il sistema dei CFU, l’Universitá continuerá ad essere considerata piú un luogo di produzione e di acquisto di crediti formativi e di mercificazione del sapere.

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4.5 Regolamento Didattico di Ateneo: le nostre proposte

Il Regolamento didattico di Ateneo é il testo fondamentale che disciplina i diritti e i doveri degli studenti e dei docenti, vale per tutte le Facoltá e al suo interno contiene i compiti delle strutture didattiche. é fondamentale conoscere questo testo per impedire violazioni che troppo spesso avvengono.

In seguito all’applicazione della riforma 270/04 come Studenti di Sinistra ci siamo battuti per apportare modifiche, raggiungendo importanti risultati; nello specifico abbiamo ottenuto che:

  • i piani di studio si possono presentare fino a sei mesi dalla laurea (prima era un anno)
  • la commissione d’esame fosse formata da almeno 2 docenti, di cui uno titolare del corso per garantire una maggiore trasparenza
  • il riconoscimento della doppia valenza del titolo di studio in relazioni alle convenzioni stipulate con atenei stranieri

Crediamo che, anche a seguito della completa trasformazione degli ordinamenti 270 e della uniformazione del calendario didattico d’Ateneo, sia necessaria una nuova revisione del regolamento didattico di Ateneo, principalmente per quanto riguarda la questione degli appelli di esame e di laurea e nello specifico:

  • esami di profitto: l’articolo 19 del Regolamento didattico di Ateneo deve essere modificato prevedendo almeno 3 (anziché 2) appelli per sessione (di durata di due mesi) distanziati di almeno 18 giorni (anziché 14) in modo da dare la possibilitá ad ognuno di organizzare il periodo di studi. Inoltre troppo spesso sono stati eliminati gli appelli di recupero o si é fatto passare un appello d’esame in sessione ordinaria per un appello di recupero (es. appello di settembre).

    In quest’ottica chiederemo che siano garantiti almeno due appelli di recupero e che siano programmati insieme agli altri appelli ad inizio dell’anno accademico.

  • esami di Laurea: nello scorso anno, lavorando al problema dell’iscrizione alla Laurea Magistrale, abbiamo ottenuto la sessione straordinaria per i triennali a marzo e l’obbligo della sessione d’aprile.

    Il Regolamento didattico di Ateneo peró prevede l’obbligatorietá di sole 3 sessioni, per cui lavoreremo affinché ne siano previste quattro piú una straordinaria.

  • schede di valutazione: alcuni anni fa l’Ateneo decise di introdurre (a carissimo prezzo) delle schede di valutazione con lo scopo primario di capire quali fossero le lacune didattiche e organizzative del corso e dei docenti.

    Questi questionari non hanno sortito nessun effetto, per due motivi fondamentali: non hanno alcuna ripercussione effettiva sul corso e sul docente e non sono assolutamente pubblici. Assieme ai Collettivi, in molte Facoltá abbiamo ottenuto che i risultati dei questionari siano resi pubblici, anche se troppo spesso risultano ancora di difficile accesso.

    Crediamo inoltre che debbano essere introdotte opportune domande sulla valutazione e il rispetto dei doveri e degli impegni didattici dei docenti e che siano stabilite le relative ripercussioni sui corsi e sui docenti.

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Bilancio di Ateneo

5.1 Il bilancio di Ateneo

La situazione finanziaria dell’Ateneo fiorentino é disastrosa. I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, portati avanti da tutti gli ultimi governi e drammaticamente aggravati da quello attuale attraverso la legge 133 sono sicuramente tra le cause principali.

A ció si aggiunge la gestione economica dell’Ateneo da parte degli ultimi Rettori: speculazioni edilizie per cui sono stati accesi mutui enormi, una politica del personale che ha preferito scatti di carriera senza copertura e previsione. Questa mala gestione é diretta conseguenza delle leggi sull’autonomia didattica e finanziaria degli Atenei, che hanno dato il via ad una gestione dissennata dell’Universitá e alla proliferazione dei Corsi di Laurea.

Nello scorso dicembre, sia in Senato Accademico che in Consiglio di Amministrazione abbiamo espresso il nostro parere contrario al bilancio di previsione per l’anno 2011.
La nuova amministrazione dell’Ateneo non si é rivelata affatto lungimirante: si é continuato a portare avanti politiche economiche volte a privilegiare il mantenimento dell’attuale assetto che giá si é dimostrato debole e problematico sotto molti punti di vista, piuttosto che prendere decisioni politiche nette.

Da qualche anno, i bilanci sono caratterizzati da una marcata incertezza sulle entrate, tanto che per il secondo anno consecutivo alcune voci di spesa sono state vincolate a "potenziali" entrate.

Sono anni ormai che il bilancio che va in pareggio solo per condizioni eccezionali; per quest’anno, ad esempio, l’avanzo derivato dalle dismissioni del 2010, il reintegro dei tagli governativi, il blocco degli scatti stipendiali ed i pensionamenti. A causa della costante riduzione del FFO per gli anni 2012-13, si prevede giá un buco di circa 20 milioni ad anno che ad oggi l’Ateneo non sa come coprire avendo ormai svenduto tutti gli immobili vendibili.

L’Ateneo é paralizzato: per via dei pensionamenti resta in piedi finanziariamente, ma proprio per il blocco del turnover didattica e ricerca saranno fortemente penalizzate. Cosí come lo sono la Cultura e l’Istruzione pubblica in Italia, siamo un Ateneo senza prospettive. Di questo ce ne rendiamo conto soprattutto noi studenti, che viviamo quotidianamente e drammaticamente le conseguenze delle scelte finanziarie ministeriali e degli organi di governo.

Crediamo che in questa situazione, di fronte ai continui attacchi del Governo e della maggioranza, gli Atenei italiani avrebbero dovuto denunciare l’impossibilitá di garantire l’attivitá didattica e di ricerca ed adeguati servizi agli studenti con i fondi messi a disposizione, anziché proseguire un’ordinaria amministrazione che va rapidamente incontro al collasso.

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5.2 Tasse

La Legge sull’autonomia finanziaria agli Atenei permette agli Atenei una gestione indipendente delle risorse finanziarie. L’unico vincolo che tutela noi studenti da speculazioni a nostro carico é il ben noto vincolo del 20%: per legge, infatti, gli studenti non possono contribuire alla vita economica dell’Universitá in misura maggiore del 20% dei fondi ministeriali concessi agli Atenei (FFO).

Nel 2007/2008, insieme a molti studenti e ai Collettivi delle Facoltá, abbiamo dato vita ad un’ampia mobilitazione, contro la proposta di una nuova fasciazione per la contribuzione studentesca che aumentava le tasse alla quasi totalitá degli studenti, portando l’Ateneo ad un evidente e notevole superamento del tetto del 20%.

Dopo diversi mesi di mobilitazione, siamo riusciti ad ottenere la restituzione dei soldi presi in piú agli studenti, ed una nuova fasciazione sicuramente migliore rispetto alla precedente, ma che continua a prevedere tasse troppo elevate per l’iscrizione ad un’Universitá che si dichiara pubblica. Da quella mobilitazione abbiamo anche ottenuto l’introduzione di una "Fascia Zero" (0 - 17.500 euro ISEE), che prevede il pagamento del minimo imposto dalla Legge (200 euro) e l’utilizzo di una soglia superiore a quella di povertá nazionale (15.000 euro), che ritenevamo e riteniamo troppo bassa.

Quest’anno siamo riusciti a sventare un aumento delle tasse che era stato proposto dall’Ateneo. Era stato stabilito un aumento dei contributi studenteschi di 300 euro per la fascia piú alta, senza valutare che chi non ha avuto modo o non era a conoscenza dell’introduzione dell’obbligatorietá della presentazione dell’ISEE era finito automaticamente in fascia massima.

Ma la manovra non riguardava solo chi é in fascia piú alta: le entrate ottenibili dalle tasse universitarie non devono superare il 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario erogato dallo Stato; l’Ateneo aveva proposto di utilizzare l’avanzo oltre il 20% per finanziare le agevolazioni per produttivitá e merito degli studenti. Di fatto l’Ateneo proponeva di rimanere sempre sopra il limite e di utilizzare l’eccesso preso dalle tasse per una voce di bilancio relativa a servizi agli studenti, riempendola e svuotandola a seconda delle necessitá, in modo da tenersi sempre il massimo possibile, restituendo l’eccedente solo ad alcuni.

Siamo convinti che l’Universitá debba essere gratuita, perché sostenuta dalla fiscalitá generale; invece é evidente che gli studenti sono visti piú come una fonte di entrate per il bilancio che come la principale componente dell’Universitá.

é in quest’ottica, infatti, che anche nel nostro Ateneo sono stati introdotti i test d’accesso ai Corsi di Laurea triennali, obbligatori e a pagamento, e che poi il loro costo é raddoppiato da 15 euro a 30 euro: non hanno nessuna reale utilitá se non quella di rimpinguare i bilanci delle Facoltá.

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5.3 Il costo della didattica

Le spese a cui non possiamo sottrarci noi studenti, oltre alle esose tasse universitarie, sono quelle per l’acquisto di materiali didattici necessari ai nostri studi. Il costo, per esempio, dei libri di testo in alcuni casi posso comportare un enorme sacrificio (come ad esempio nelle Facoltá di Giurisprudenza, Medicina e Scienze).

Inoltre, in alcune Facoltá (come per esempio Architettura e Ingegneria) é necessario acquistare ulteriori materiali per poter seguire un corso e sostenere il relativo esame, in particolare gli esami che prevedono lo sviluppo di un progetto. Infine ancora piú assurde sono le tasse aggiuntive per alcune Corsi di Laurea come Cultura e stilismo della moda e Odontoiatria che ammontano a piú di 1000 euro, per la fornitura di materiale didattico.

Il cosiddetto costo della didattica, per molti corsi di laurea arriva ad essere molto elevato per ogni singolo esame. Questo provoca una distinzione economica tra le spese da sostenere a seconda del percorso di studi seguito.

Di conseguenza, si verificano enormi disparitá tra studenti iscritti a diversi corsi di laurea molte Universitá in Europa, in Italia ed in particolare a Firenze gli studenti non sono favoriti in alcun modo.

Uno studente iscritto ad una Facoltá dovrebbe poter usufruire senza spese aggiuntive di tutto il materiale necessario per la didattica frontale e per lo studio individuale.

Inoltre, per quanto riguarda l’elaborazione di progetti che prevedono l’utilizzo di materiali costosi ed ingombranti quali plastici e modelli, sarebbe a nostro avviso doveroso che l’Ateneo se ne interessasse facendosi carico sia delle spese sia degli spazi necessari alla loro realizzazione, ad esempio tenendo sempre aperte le Facoltá.

Potrebbe rappresentare una prima soluzione la messa a disposizione dei materiali didattici per tutti gli studenti, anche on-line, e la diffusione dei programmi open source. I testi e le dispense necessarie per un esame potrebbero cosí essere messe a disposizione degli studenti, ma anche di tutti gli interessati, in maniera totalmente gratuita.

Potenziare i laboratori informatici, inoltre, consentirebbe agli studenti di poter usufruire piú facilmente del materiale on-line, senza essere costretti a procurarselo presso strutture esterne a pagamento.

Gli accessi web disponibili attualmente all’interno dell’Ateneo non sono infatti sufficienti a soddisfare la totalitá della domanda degli iscritti. Il diritto allo studio deve essere garantito anche in questo senso e riguarda anche questi problemi.

Ogni studente infatti, oltre a dover vedere garantita la possibilitá di accesso all’Universitá, al di lá del suo stato sociale, deve anche non essere discriminato durante gli stessi studi, e poter usufruire di tutto il necessario per la didattica e lo studio.

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5.4 Edilizia universitaria

La situazione edilizia del nostro Ateneo é da anni paralizzata a seguito degli enormi investimenti immobiliari dal sapore di speculazioni, per il Polo Scientifico e per quello delle Scienze Sociali, che hanno causato il buco di bilancio di cui soffriamo ancora oggi.

Il patrimonio immobiliare dell’Ateneo si puó dividere in due categorie: le grandi strutture moderne, come il Polo di Novoli ed il Centro Didattico di Morgagni, che dimostrano giá dopo pochi anni di utilizzo una carenza di spazi e problemi strutturali, e le vecchi sedi, come la Facoltá di Lettere e Filosofia, solo per citarne una, dove all’insufficienza dei locali si aggiunge il loro deterioramento; senza parlare del peregrinaggio che alcuni studenti, in particolare di Scienze MMFFNN, sono costretti a fare tra biblioteca, dipartimenti ed aule.

Le situazioni piú critiche ad oggi sono quelle delle Facoltá di Psicologia e del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino.

La prima da anni é situata al plesso de "La Torretta", distante dal centro e da dipartimento, mensa e biblioteca, dislocati all’interno dell’area di San Salvi. Per la permanenza presso i locali de "La Torretta" l’Ateneo versava al proprietario, la Giunti Editore, l’ingente affitto di un milione di euro annui.

Nel prossimo ottobre peró é prevista la recessione dal contratto da parte del locatore, comportando cosí il trasferimento della Facoltá (segreteria e didattica) presso lo stabile di via Gino Capponi, ex sede di Chimica prima del trasferimento a Sesto del 2004.

L’Ateneo ha giudicato questo trasferimento come temporaneo, in via di una definitiva allocazione della Facoltá a San Salvi, ma sappiamo che "temporaneo" per l’Universitá puó significare diversi anni, durante i quali gli studenti saranno distanti dalle altre strutture giá ad ora situate a San Salvi.

A questo va ad aggiungersi il termine dei lavori di ristrutturazione e di bonifica dell’edificio di Via Capponi previsto per contratto nel dicembre 2011 e la volontá di trasferire sempre nello stesso stabile anche il Centro Linguistico di Ateneo, a seguito dello sfratto da "la Rotonda", del prossimo maggio.

L’Ateneo ha giá espresso la propria volontá di anticipare a luglio il termine dei lavori e vigileremo affinché ció avvenga, cosí come sull’effettiva agibilitá dei locali e sulla reale temporaneitá della permanenza degli studenti in vista del trasferimento definitivo a San Salvi.

Per quanto riguarda il Polo di Sesto questo avrebbe dovuto ospitare, entro il 2015, le Facoltá di Agraria, Ingegneria e Scienze MMFFNN, con i relativi dipartimenti. Ma ad oggi vi sono solo alcuni corsi di laurea di Scienze ed alcuni dipartimenti di Scienze ed Agraria.

La situazione é bloccata da anni a causa dei progetti della seconda pista dell’aereoporto di Peretola, che interesserá l’area destinata alle strutture universitarie, ragion per cui sará necessaria una modifica dei progetti dell’Ateneo, giá annunciata dal Rettore allo scorso CdA del 25 febbraio scorso.

Il trasferimento della Facoltá di Agraria non avverrá quindi prima di almeno 5 anni, senza parlare dei tempi necessari per il trasferimento di Scienze o Ingegneria.

La situazione in cui ci troviamo oggi é frutto delle scelte degli anni passati, in cui l’Ateneo ha preferito imbarcarsi nella costruzione di opere titaniche, senza alcuna lungimiranza, ed é frutto anche del perpetuarsi di queste scelte, anche dalla nuova amministrazione dell’Ateneo.

Siamo convinti che prima di qualsiasi trasferimento, debbano essere adeguate le strutture ed i servizi quali quelli fondamentali di trasporti, mense, biblioteche, segreterie, ecc..

Tuttavia, contestiamo da anni la tendenza ad allontanare sempre piú gli studenti dal centro e dalla cittá. Firenze diventa sempre di piú una vetrina per turisti, piuttosto che una cittá per gli abitanti, i giovani e gli studenti.

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5.5 I nostri spazi

Sempre piú spesso ci troviamo a vivere i nostri luoghi di studio tra corsi ed esami, senza avere l’opportunitá di momenti di incontro, confronto, di scambio culturale o di studio ed elaborazione.

Crediamo in un’Universitá in cui gli studenti siano protagonisti attivi della vita politica e culturale, per un’elaborazione critica dei saperi, che sempre piú vengono propinati sotto forma di puro nozionismo. Per raggiungere questi obiettivi peró é necessario che gli studenti dispongano di spazi in cui poter studiare, utilizzare servizi informatici, socializzare.

Nel 2009, a seguito della chiusura di tutte le sedi universitarie il sabato e della limitazione degli orari di apertura di biblioteche e spazi studio negli altri giorni, imposta dall’Ateneo, abbiamo lanciato la campagna "Riapriamo l’Universitá", per la riapertura dei luoghi universitari.

Per questo, insieme ai Collettivi delle Facoltá, abbiamo aperto in orario serale varie sedi: Polo di Sesto, Dipartimento di Matematica, Plesso di Viale Morgagni, Polo di Novoli, Facoltá di Agraria, per riappropriarci di spazi che sono nostri, organizzando iniziative culturali, momenti di incontro e soprattutto di studio, ai quali hanno partecipato moltissimi studenti, al fine di dimostrare agli Organi di Governo dell’Ateneo che é forte per tutti noi studenti la necessitá di avere luoghi di autodeterminazione e organizzazione.

Dopo diversi mesi di mobilitazione, siamo riusciti a portare all’attenzione degli Organi questo tema, che, a febbraio 2010, hanno deciso di aprire le sedi di Santa Verdiana (tutte le sere fino alle 24.00), il Plesso di Via Laura (il sabato dalle 9.00 alle 19.00) e l’edificio D14 di Novoli (il sabato dalle 9.00 alle 19.00 e tutte le sere fino alle 24.00).

Riteniamo che si tratti di un primo risultato importante, anche se parziale, in quanto queste aperture sono ancora sperimentazioni legate a vincoli di bilancio. Continueremo a chiedere che sia superata la fase della sperimentazione e che si aprano al piú presto molti piú spazi per gli studenti, anche nel fine settimana ed in orario serale.

Chiediamo all’Ateneo una nuova politica di gestione degli spazi che permetta agli studenti di realizzare iniziative culturali e di socializzazione all’interno dell’Universitá, senza sottostare alla burocrazia dei poli o al pagamento delle spese richieste per l’affitto degli spazi o per i consumi.

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5.6 Tutto in appalto

Una problematica connessa alle aperture riguarda la gestione delle portinerie, affidate in appalto a ditte esterne.

A causa dell’unico vincolo imposto dall’autonomia finanziaria (non superare il 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario con gli stipendi del personale) l’Ateneo ha fronteggiato i tagli e il buco di bilancio esternalizzando numerosi servizi, come la gestione di biblioteche, segreterie, portinerie, pulizie e tecnici.

Questo fa sí che questa spesa vada nel capitolo di Bilancio beni e servizi, comportando in realtá un maggior onere per le casse dell’Ateneo. In questo modo, inoltre, l’Ateneo non é obbligato a dover assumere il proprio personale, incrementando la presenza di lavoro precario. Il ricorso a contratti a tempo determinato impedisce, fra l’altro, al lavoratore di ricevere l’adeguata formazione senza poter assumere le necessarie competenze e esperienze, inseguito dalla scadenza del contratto.

Siamo contrari a questa gestione del personale, ridotto a infernali contratti precari.

Per questo abbiamo sempre votato contro al Bilancio di Ateneo, opponendoci ad una logica di investimenti che privilegia docenti, pochi dipartimenti e centri d’eccellenza a svantaggio di tutti quei servizi necessari a noi studenti e vitali per tanta parte di personale, svilito da soluzioni mai definitive.

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5.7 Le biblioteche

La situazione economica attuale delle biblioteche di Ateneo non presenta un quadro rassicurante; il contributo che viene dato non é sufficiente per sostenere i bisogni basilari che queste strutture richiedono.

Una biblioteca, infatti, per continuare ad essere un luogo di ricerca ha bisogno di comprare nuovi libri, di poter conservare il patrimonio giá esistente, e rinnovare i propri abbonamenti alle riviste scientifiche, per poter essere un punto di riferimento per gli studenti per lo studio e la ricerca.

Nonostante la crisi economica del nostro Ateneo, siamo convinti che si debba cercare comunque di sopperire alle necessitá dell’ordinaria amministrazione, incrementando gli orari e i giorni di apertura, anche in maniera da conciliare le esigenze degli studenti lavoratori.

C’é anche da considerare la dimensione cittadina del problema: in tutta l’area cittadina é difficile trovare una biblioteca aperta oltre le 18.00 o il sabato pomeriggio e la domenica, o durante le vacanze.

Un caso particolare é quello della biblioteca del Polo delle Scienze Sociali di Novoli, all’ingresso della quale sono presenti dei tornelli che non permettono né l’accesso, né l’uscita dall’edificio agli studenti che non hanno con sé un documento di riconoscimento universitario (libretto o tessera).

Questa selezione é giustificata dall’Ateneo con il divieto all’accesso per i non studenti, che potrebbero entrare nella biblioteca ed usare postazioni di studio riservati agli studenti.

Riteniamo che questo rischio non sia fondato, e che i tornelli rappresentino una difficoltá per gli studenti, che in assenza della tessera o del libretto non possono accedere alla biblioteca.

Un problema trasversale a piú strutture e di fondamentale importanza é la scarsitá del numero di copie di manuali e libri di testo. Questo genera pesanti restrizioni agli orari in cui é consentito il prestito, obbligando gli studenti a dover spesso acquistare i libri di testo, molto onerosi, costituendo secondo noi una limitazione al diritto allo studio.

Questo é un problema molto accentuato alla Biblioteca di Novoli, dove i libri di testo consigliati dai professori a lezione sono presenti in pochissime copie, ed il prestito é quindi limitato alla notte o al fine settimana.

Vogliamo che questi problemi vengano risolti e che il prestito bibliotecario sia piú agevole in tutte le Facoltá, senza disparitá.

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5.8 Dottorato

Nel corso degli ultimi due anni abbiamo fortemente contestato la scelta da parte degli organi di governo dell’Ateneo di non investire nel Dottorato di ricerca.

Le politiche di Ateneo, ma soprattutto del governo hanno infatti portato ad una sostanziale diminuzione del numero di borse di dottorato, e rischiano di portare al blocco dell’attivazione di interi cicli di dottorato nei prossimi anni.
Nel 2008 infatti il ministro Gelmini, come primo provvedimento, aumentó il valore della borsa da 1000 euro lordi a 1000 euro netti, senza peró dare copertura finanziaria e ció, insieme alla successiva legge 133/08 con i tagli al FFO, ha determinato una forte riduzione del numero di borse.

L’Ateneo, complice la gestione finanziaria disastrosa degli ultimi vent’anni, ha scelto di non investire nel Dottorato di ricerca, incapace di darsi prospettive reali di sviluppo avallando di fatto le politiche di disimpegno del governo nella ricerca pubblica.

Ormai dal 2005, una buona parte del fondo per le borse di dottorato viene coperto con finanziamenti provenienti da fondazioni private (ente Cassa di Risparmio, Monte dei Paschi di Siena), lasciando di fatto a queste la scelta degli ambiti di ricerca su cui investire.

Quest’anno l’Ateneo ha scelto di attivare 103 borse di dottorato a fronte delle 175 dell’anno precedente e giá pensa ad un’ulteriore riduzione per il prossimo anno, occupato principalmente a spartirsi le poche borse tra le varie aree di ricerca piuttosto che a programmare una politica generale di rifinanziamento.

é necessaria, a livello nazionale, una politica di investimento sul dottorato di ricerca, che parta dallo stanziamento di fondi per un numero adeguato di borse e dall’aumento del loro valore. Crediamo che sia necessaria un’inversione di rotta nella politica di Ateneo, che rimetta al centro la didattica e la ricerca, che possa dare una prospettiva di crescita andando a ripensare un bilancio che é sempre piú bloccato dagli squilibri interni all’Ateneo.

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5.9 Erasmus

L’esperienza dell’Erasmus per uno studente puó rappresentare un’occasione importante ai fini formativi e culturali del suo percorso di studi, in quanto l’opportunitá di frequentare Universitá straniere gli permette, oltre ad imparare una nuova lingua, di conoscere metodi d’insegnamento e approcci alla didattica diversi.

Nonostante le tante parole spese dall’Ateneo a favore di progetti riguardanti la mobilitá studentesca, gli investimenti in questa non sono mai stati adeguati a darle un sostegno reale.

Inserita nel processo di distruzione dell’Universitá pubblica, avviato negli ultimi anni e continuato col DDL Gelmini, la mannaia dei tagli infatti ha colpito anche le borse Erasmus: il numero di borse mensili destinate ad ogni studente che parte in Erasmus é stato ridotto pesantemente. Lo stesso discorso vale per le borse placement, ovvero i dottorati in Erasmus, che hanno visto lo scorso anno il rimborso di una sola mensilitá.

Dal bando di quest’anno, nonostante l’investimento di 100 mila euro in piú da parte dell’Ateneo, gli studenti non avranno la certezza della totale copertura della borsa Erasmus poiché i fondi vengono sempre assegnati dopo la chiusura del bando, e vista la loro costante riduzione sará difficile per gli studenti trarre un reale sostegno da tali borse.

Anche nell’ambito della mobilitá studentesca quindi continua a presentarsi lo stesso vergognoso scenario che sta portando l’Universitá pubblica al collasso: tagli su tagli con la totale assenza di un progetto organico che garantisca invece un concreto finanziamento nella formazione, nella Didattica, nella Ricerca.

Come Studenti di Sinistra da anni ci battiamo contro le politiche dei governi e dell’Ateneo perché gli studenti non vengano considerati una fonte di guadagno e ci sia, invece, un reale investimento sulla formazione, sulla cultura, e sulla ricerca, ovvero in quelle che sono le basi del progresso di una societá.

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5.10 Centro Linguistico di Ateneo

Il Centro Linguistico d’Ateneo (CLA) é un centro di formazione linguistica che fornisce corsi di lingue insieme ad attivitá specifiche come seminari, incontri tematici ed é provvisto di una fornita mediateca. Esso é anche il centro che gestisce la verifica delle competenze linguistiche in quasi tutte le Facoltá dell’Ateneo.

Tale centro é gestito dal Consiglio Direttivo, un organo in cui sono presenti oltre al Presidente, al Direttore Tecnico e al Segretario Amministrativo, un Rappresentante C.E.L., un Rappresentante del personale tecnico amministrativo, il Delegato del Rettore per l’insegnamento dell’italiano, un docente per ciascuna facoltá e un rappresentante degli studenti.

In questi due anni abbiamo lavorato all’interno del CLA, portando le istanze degli studenti delle varie Facoltá, la necessitá di un abbassamento dei costi della tessera per accedere ai servizi della mediateca e per l’iscrizione al corso che attualmente ammontano rispettivamente a 16 euro e 36 euro con validitá di sei mesi, e una maggiore offerta formativa.

Dati i bilanci sempre in attivo, soprattutto per merito del grande numero di iscrizioni, ci siamo battuti affinché tale surplus venga sempre utilizzato a vantaggio degli studenti, attraverso formule alternative come corsi intensivi di tre mesi ad un costo dimezzato.

Continueremo a ribadire soprattutto la necessitá che il centro linguistico sia in grado di fornire certificazioni riconosciute in Europa, nell’ottica di una continua valorizzazione del settore pubblico a contrasto di logiche speculative dei certificatori privati che in sostanza costituiscono cartelli detenendo il monopolio del settore.

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Diritto allo Studio

Come Studenti di Sinistra pensiamo che sia importante difendere il Diritto allo Studio in tutte le sue forme, in quanto riteniamo che essere uno studente universitario comporti non solo rispettare fredde scadenze didattiche ma anche avere la possibilitá di formare la propria persona da tutti i punti di vista e poter godere di alcuni diritti fondamentali.

Prima di tutto diritto allo studio é il diritto di potersi informare e di conseguenza significa aver accesso gratuito ai saperi, cioé ad esempio libertá di accedere alle biblioteche e ai luoghi di studio, ma anche ai dipartimenti e alle Facoltá, i cui locali spesso sono chiusi la sera o il fine settimana, al contrario di quello che accade in molti paesi europei.

Insieme a questo, rivendichiamo l’accesso ai servizi quali i trasporti, essenziali per garantire una vita universitaria sostenibile (da notare che gli abbonamenti per studenti sono sempre piú onerosi, e che le tratte pendolari dei treni vengono spesso trascurate per quanto riguarda qualitá e frequenza), il diritto alla casa e il diritto alla mensa universitaria.

Spesso gli alloggi nelle case dello studente sono pochi e gli incentivi per gli studenti che ne sono esclusi sono bassi e non bastano per potersi permettere un alloggio. Questo, immerso nella realtá attuale di sottofinanziamento dell’Universitá e del diritto allo studio, prefigura una situazione futura da film horror.

Quanto detto é anche strettamente connesso alle politiche giovanili delle amministrazioni comunali e provinciali, che per adesso non sono riuscite a migliorare quella situazione di emarginazione di noi studenti in una cittá come Firenze, privata di molti centri di cultura.

Secondo noi, infine, é necessario che lo studente sia messo nella condizione di non gravare sulla famiglia dal punto di vista economico.

L’insieme di queste rivendicazioni é l’espressione pratica di un concetto generale: quello della necessitá che venga riconosciuta la condizione particolare dello studente in una cittá che sempre piú sta trascurando certe questioni per noi fondamentali.

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6.1 L’Ardsu

6.1.1 Bilancio dell’Ardsu

A Febbraio il Consiglio di Amministrazione dell’Ardsu ha approvato il Bilancio di Previsione 2011, che conferma le profonde criticitá denunciate da noi studenti riguardo ai tagli diretti al Dsu.

In Toscana si é deciso di rispondere al taglio governativo di 5,5 milioni di euro non con progetti a medio-lungo termine ma con misure provvisorie. Nel bilancio sono contemplati provvedimenti pesanti che riducono sia qualitativamente che quantitativamente i servizi agli studenti. Il dimezzamento del 50% dei contributi straordinari destinati agli studenti e la riduzione dei fondi del servizio cultura sono solo alcune delle manovre fatte dall’Azienda che vanno a colpire duramente gli studenti.

Nel percorso che ha portato all’approvazione del Bilancio sono state prospettate varie ipotesi. Si é pensato di andare a chiudere, totalmente o parzialmente, alcune strutture, peraltro molto frequentate (come l’aula studio in Via Cesalpino, o la chiusura serale di una mensa a Pisa), o addirittura incrementare la quota della tassa regionale, o ancora sono state ipotizzate delle restrizioni per l’accesso alle borse di studio anche a soggetti economicamente idonei.

Non é lontana l’ipotesi che giá dal prossimo anno si potrá avere anche in Toscana la figura dello studente idoneo non vincitore.

L’assenza di un piano finanziario e strutturale reale dell’Ardsu e della pseudo azienda unica regionale non permette di avere dati a lungo termine sulla sopravvivenza di un effettivo diritto allo studio in Toscana (ma questo accomuna, purtroppo, tutte le regioni italiane, colpite dai tagli a mannaia di Tremonti).

Per l’ennesima volta, infatti, l’Azienda continua con le scelte giá perseguite in passato: esternalizzazione dei servizi, project financing avventati e regolamentati in modo a dir poco dubbio, ed in generale una politica di sprechi e di istituzionalizzazione del precariato.

Pur considerando gli ingenti tagli governativi, che negli anni a venire peseranno sempre di piú sulle scelte economiche dell’azienda, una soluzione del problema non deve passare dalla riduzione dei servizi agli studenti o dall’auspicio di una minore utenza.

Le risorse potrebbero essere recuperate dall’eliminazione delle consulenze esterne, da una reale razionalizzazione del personale, che potrebbe ad esempio essere ricollocato presso altri enti regionale. Nell’attuale situazione di totale e generale stravolgimento e destrutturazione di tutto l’ambito della conoscenza, la tematica dell’accesso alla cultura é centrale. Il movimento studentesco che lo scorso autunno, ha gridato "No ai Tagli al diritto allo studio" su ponti, strade, piazze e Facoltá, grida ancor oggi e pretende un rifinanziamento statale del diritto allo studio.

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6.1.2 Aumento del costo della mensa

Il capitolo piú dolente di tutto il Bilancio risulta quello relativo all’aumento della mensa.

Con la nostra netta contrarietá, il Consiglio ha deciso di aumentare il costo del pasto di 50 centesimi: in tutta la Toscana si é passati cosí dagli attuali 2.50 euro a 3.00 euro, aumento giustificato dal direttore Enrico Maria Peruzzi con una presunta e, a nostro avviso del tutto infondata, diminuzione delle affluenze al suddetto servizio.

é inconcepibile che l’azienda stessa proponga un servizio ma allo stesso tempo faccia di tutto per limitarne l’utilizzo al fine di renderlo meno gravoso sui capitoli di spesa.

L’Azienda spera infatti di guadagnare non dall’aumento di 50 centesimi ma dalla riduzione dei pasti erogati che viene stimata, non si sa su quali basi, in una diminuzione del 10% dei pasti erogati. Difatto l’Azienda porta avanti una misura che a suo stesso dire limiterá pesantemente il servizio offerto agli studenti.

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6.1.3 Critica all’Azienda Unica

Nel 2008 a seguito di un provvedimento regionale dell’allora Presidente della Regione Claudio Martini e dell’Assessore regionale con delega al diritto allo studio Gianfranco Simoncini é stata elaborata, una nuova legge regionale in materia di Diritto allo Studio, che ha previsto l’ accorpamento in un’unica azienda regionale delle tre Aziende per il Diritto allo Studio di Firenze, Pisa e Siena.

Tra le motivazioni che hanno portato la Toscana a preferire un modello centralizzato di gestione del Diritto allo Studio, spiccano quelle relative alla razionalizzazione delle risorse e allo snellimento burocratico delle procedure, all’ottimizzazione e uniformazione di tutti i servizi erogati sul territorio, per garantire pari opportunitá per tutti gli studenti.

Tale provvedimento ha dimostrato fin da subito tutti i suoi limiti a tutti i livelli; infatti, per raggiungere l’obiettivo di una razionalizzazione delle spese regionali tramite l’accorpamento delle proprie aziende, la Regione ha deciso di operare senza aver mai realmente predisposto un piano economico che evidenziasse i risparmi reali che ne sarebbero derivati a seguito dello stesso accorpamento.

L’intero iter che dal 2008 ha portato a questa approvazione non ha mai visto il reale coinvolgimento delle parti interessate, prime tra tutti gli studenti. Le uniche consultazioni ufficiali fatte a suo tempo, avevano evidenziato la netta contrarietá al progetto, manifestata sia dalla componente studentesca, sia dagli Organi Dirigenziali delle tre Aziende, sia dai sindacati, in particolare rispetto ai tempi di attuazione che avrebbero dovuto esser sicuramente piú diluiti.

Come Studenti di Sinistra, giá prima che il progetto partisse, denunciammo questa situazione, sia all’allora Consiglio d’Amministrazione, che ai vari dirigenti regionali. Le maggiori problematiche riguardavano soprattutto la mancanza di un piano economico dettagliato che andasse effettivamente a chiarire quali sarebbero stati i risparmi dell’operazione.

Se l’unificazione delle tre precedenti aziende per il diritto allo studio (Firenze, Pisa e Siena) era stata pensata e fortemente voluta dalla Regione Toscana come fattore di riduzione dei costi, ci troviamo davanti al totale fallimento di tale progetto.

Ad ora l’accorpamento si é verificato esclusivamente negli organi dirigenziali, con un unico direttore generale, a cui peró si aggiungono i tre direttori delle articolazioni territoriali. Nel nuovo modello, di fatto, é stata inserita una figura dirigenziale in piú... alla faccia della diminuzione delle spese!

La presenza di un unico Consiglio di Amministrazione per le tre cittá, causa una grande distanza dalle reali problematiche trattate, perché non é piú direttamente collegato alla realtá locali, bensí ingolfato e impantanato in una enorme mole di lavoro.

Anche il bilancio di previsione per il 2011 recentemente approvato, con unico voto contrario quello degli studenti, ha dimostrato che le profonde criticitá denunciate dagli studenti erano, e purtroppo sono, quanto di piú attuale.
Infatti, l’assenza di un piano finanziario e strutturale reale ha fatto sí che sia il bilancio di previsione 2011 che la dotazione organica risultano essere solo la somma aritmetica dei vecchi bilanci e delle tre vecchie dotazioni organiche delle tre precedenti aziende.

Rappresentanza studentesca all’Ardsu

Il progetto dell’Azienda unica presenta grosse problematicitá anche per quanto riguarda la rappresentanza studentesca: sono previsti tre Consigli Territoriali degli studenti, uno per ogni Ateneo toscano. Si tratta di organi meramente consultivi che non hanno la possibilitá di mostrarsi incisivi in quanto non di natura politica.

Al Consiglio di Amministrazione, l’organo che decide la linea politica dell’Azienda, possono partecipare solo tre studenti, uno per ogni Ateneo (Firenze, Pisa, Siena), eletti dai rispettivi Consigli territoriali, invece che, come fino al 2008, da tutti gli studenti. Riteniamo che questa situazione non favorisca né la partecipazione degli studenti alla vita politica e decisionale degli organi, né tanto meno la trasparenza. Cosí facendo, viene ignorato il voto degli studenti e viene dato spazio ad accordi sottobanco tra liste.

Per nostro conto, congiuntamente agli altri rappresentanti degli studenti di Pisa e Siena, abbiamo giá richiesto fortemente una riforma della rappresentanza studentesca nell’ambito dell’Azienda. Abbiamo proposto una mozione d’indirizzo per la Regione Toscana, convinti della necessitá di riportare le elezioni dei rappresentanti in Consiglio di Amministrazione in "primo grado", favorendo cosí una piú ampia partecipazione e trasparenza da parte di tutti gli studenti.

Troppo spesso, negli anni scorsi, infatti, abbiamo assistito a risultati falsati a causa delle elezioni in secondo grado, con scambi di voti tra liste per assicurarsi un posto che con l’elezione diretta non gli sarebbe toccato.

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6.1.4 Borse di studio e prestito fiduciario

I benefici di natura economica e i servizi che la Regione Toscana, tramite l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, mette a disposizione degli studenti Universitari, sono la borsa di studio, un contributo economico suddiviso in due rate semestrali, diversi posti alloggio in residenze universitarie, ed il Prestito fiduciario, un finanziamento monetario erogato dalla Regione che lo studente é tenuto a rimborsare al termine del percorso degli studi.

Quest’ulteriore strumento é erogabile a tutti gli studenti non vincitori di borsa di studio, in possesso di particolari requisiti economici e di merito.

Attualmente, e purtroppo per poco altro tempo ancora, le borse di studio erogate dall’Azienda coprono tutti gli aventi diritto, ossia tutti quegli studenti che nelle graduatorie risultano essere vincitori di borsa; ma non é cosí per quanto riguarda le graduatorie degli alloggiati.

Una grande vittoria, ottenuta con il nostro impegno e lavoro dentro e fuori gli organi, é quella relativa all’innalzamento della soglia di reddito per poter usufruire di questi servizi, che dall’anno scorso é passata da 15000 euro a 17000 euro calcolato secondo l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).

Il progressivo aumento del costo della vita per le famiglie insieme all’attuale crisi economica stanno di fatto costringendo molte famiglie a considerare come un lusso l’istruzione di livello universitario per i propri figli.

In questo senso, la Regione Toscana, dopo le nostre ripetute denunce, si é finalmente impegnata, facendosi carico del problema, per una revisione della soglia per accedere alla borsa di studio, prendendo atto della inadeguatezza rispetto alla realtá economica italiana.
Uno scoglio enorme é rappresentato dall’entrata in vigore della riforma Gelmini, la quale oltre a colpire duramente l’Universitá pubblica, getta le basi in una nuova visione di Diritto allo studio, passando via via allo strumento del Prestito Fiduciario messo a disposizione dalle grandi societá creditizie, che permette allo studente di pagarsi il proprio percorso di studi, concluso il quale dovrá restituire la somma acquisita nel corso degli anni con degli interessi impropri.

Siamo convinti che la tendenza alla distruzione del diritto allo studio debba essere invertita, e che debbano invece essere potenziati gli strumenti atti a ridurre le differenze di reddito per il libero accesso allo studio universitario. Per questo, e non solo, ci batteremo affinché sia sempre fornito un reale supporto allo studio per tutti quegli studenti che, sprovvisti di mezzi necessari per potersi permettere una carriera universitaria, hanno intenzione di studiare.

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6.1.5 Case dello studente

L’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio fornisce a tutti coloro che hanno difficoltá economiche l’alloggio nelle diverse case dello studente. Tuttavia, a differenza di quanto avviene nel caso delle borse di studio, non tutti gli aventi diritto all’alloggio riescono ad ottenerlo, a causa dell’insufficienza dei posti letto.

Tutti coloro che non riescono ad ottenere subito l’alloggio hanno la possibilitá di richiedere un esiguo contributo per sostenere le spese di affitto in cittá. Si tratta di circa 100 euro al mese, naturalmente insufficienti per pagare un affitto a Firenze, considerando che la media é di circa 250 euro per una doppia e sopra i 300 euro per una singola. Inoltre, per beneficiare di tale contributo é necessario presentare regolare contratto di affitto: inutile ricordare che la stragrande maggioranza degli affitti in questa cittá sono a nero.

Il mercato degli affitti a Firenze é oggi piú che mai feroce: la maggior parte degli studenti non ha un contratto o paga una cifra superiore a quella registrata. Per trovare soluzioni realistiche e adeguate, crediamo che si debba innanzitutto partire da un monitoraggio periodico, costante e attendibile del mercato degli affitti. Su 20.000 fuorisede, circa 1200 sono alloggiati presso Case dello Studente, mentre i restanti sono in totale balia del mercato.

In generale, per quanto riguarda le Case dello Studente, l’Ardsu porta avanti politiche assolutamente poco lungimiranti: non solo non si trovano gli spazi necessari, ma le strutture vengono per di piú progettate in modo da costare il meno possibile, cosa che peró si ripercuote sull’efficienza e il risparmio energetico. Le case presentano spesso gravi problemi sin da pochi mesi dopo l’apertura e soprattutto non viene considerato l’aspetto ecologico, che include il basso impatto ambientale delle strutture e la possibilitá che questi edifici siano all’avanguardia nell’uso razionale delle risorse naturali.
Un esempio molto negativo in questo senso é rappresentato dalla residenza "Caponnetto", a Novoli. A pochi anni dalla costruzione, l’edificio presenta giá vari danni strutturali. Fin dai tempi dell’inaugurazione, noi Studenti di Sinistra avevamo lanciato l’allarme sui gravi problemi della nuovissima residenza: pareti crepate, facciate danneggiate dalla pioggia, incuria nella manutenzione, infiltrazioni.

La nostra non era stata l’unica voce nel deserto delle amministrazioni: l’ingegnere responsabile di una perizia sulla nuova Casa dello Studente riportava all’Ardsu gravi mancanze strutturali e nella relazione ne sconsigliava l’apertura al pubblico per via di una lunga sequela di problematiche, che si possonocancor oggi constatare (ad esempio il calcestruzzo facilmente aggredibile nel tempo, o l’assenza delle corrette pendenze che causano il ristagno di acqua). Sono giá quattro anni che la fornitura d’acqua non é continuativa nell’arco della settimana mancando anche per intere giornate, i muri cadono a pezzi ed il pavimento dei ballatoi presenta vistose crepe.

Non ultime, segnaliamo gravi negligenze per quanto riguarda l’accesso ai disabili: ascensori spesso fuori uso e porte prive di sistemi di apertura idonei. é nostra intenzione continuare ad impegnarci affinché nelle sedi opportune venga prestato ascolto alle rivendicazioni degli studenti alloggiati e vengano date adeguate risposte.

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6.1.6 Internet nelle case dello studente

Da tempo ormai abbiamo denunciato il problema della connessione a internet all’interno delle case dello studente, sia per il suo malfunzionamento, che per il suo costo. Gli studenti, infatti, per avere la connessione, pagano circa 10 euro al mese, cifra minima ma assurda se si pensa che in alcuni casi le residenze sono situati nei pressi delle strutture universitarie e che quindi potrebbero godere della rete wireless dell’Ateneo.

Dopo due anni di richieste in sede di Consiglio di Amministrazione dell’Azienda e di dialogo di questa con il centro Csiaf (Centro Servizi Informatici dell’Ateneo Fiorentino), siamo riusciti nel nostro scopo. A febbraio scorso l’Ardsu finalmente si é fatta carico della risoluzione di questo problema, deliberando un accordo che prevede l’allacciamento alla rete d’Ateneo e riconoscendo il servizio internet come fondamentale nella formazione universitaria.

Come Studenti di Sinistra da oltre un anno lavoriamo costantemente su questa problematica, che prima dell’impantanamento dei lavori del CdA, dovuto alle dimissioni dell’ex Presidente, era giunta quasi a conclusione. Siamo piú che convinti che l’Ateneo e l’Ardsu debbano lavorare insieme per risolvere altre annose questioni riguardanti gli studenti.

Il servizio é giá stato attivato gratuitamente per tutti gli alloggiati della residenza "Caponnetto", all’interno del Polo delle Scienze Sociali.

La convenzione deliberata considera il problema con interventi mirati in tutte le residenze; adesso vigileremo perché l’Azienda adempia totalmente agli impegni presi e attui questo progetto in tempi brevi anche nelle altre residenze.

Sarebbe inoltre auspicabile un investimento nelle prestazioni fornite dallo Csiaf anche all’interno delle strutture universitarie, dove la rete wireless sempre piú spesso é assente o malfunzionante. Vogliamo che anche questo servizio, prezioso, se non fondamentale nel percorso universitario di uno studente sia assicurato a tutti al miglior livello di efficienza possibile.

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6.1.7 Mense

L’Ardsu si occupa anche delle mense universitarie che offrono pasti a basso costo agli studenti, tramite la presentazione della tessera dell’Azienda a cui ogni studente delle tre cittá universitarie toscane ha diritto. Purtroppo, anche la situazione delle mense universitarie lascia molto a desiderare.

Le mense piú grandi sono la "Caponnetto", presso il Polo delle Scienze Sociali, la "Calamandrei" in viale Morgagni e quella di "Sant’Apollonia", in via San Gallo. Queste strutture, nonostante la loro ampiezza, non risultano sufficienti per l’enorme numero di studenti che le frequenta ogni giorno, al punto che é ormai un’abitudine fare diversi minuti di fila prima di entrare.

Siamo convinti che l’Ardsu dovrebbe considerare queste situazioni, aumentando i posti a disposizioni oppure dilatando l’orario di apertura.

Siamo inoltre convinti che l’Ardsu dovrebbe totalmente rivedere la propria politica in materia di esternalizzazioni del servizio mensa e procedere ad una internalizzazione di tutte le mense. In questo modo ci sarebbero risparmi di gestione, maggiore qualitá (perché maggiori controlli) e sicuramente un livello maggiore di attenzione ai diritti dei lavoratori, cosa che non accade, invece, per i dipendenti delle ditte appaltatrici.

La situazione della Facoltá di Agraria

La Facoltá che soffre di piú l’insufficienza del servizio mensa é quella di Agraria, che da oltre un anno é sprovvista di una mensa. L’Ardsu ha predisposto per gli studenti di Agraria una convenzione con un ristorante, che peró non é attrezzato per ospitare nemmeno un terzo degli studenti che lo frequentano ogni giorno; senza contare che, in termini quantitativi, il pasto é al di sotto dello standard dell’Ardsu.

Questa situazione é dovuta al fatto che da anni é rimasto in sospeso il progetto del trasferimento della Facoltá di Agraria presso il Polo di Sesto fiorentino. A suo dire, quindi, l’Ardsu attende indicazioni dall’Ateneo, per valutare le decisioni in merito alla mensa per Agraria.

Nel CdA dell’Ateneo del 25 febbraio scorso, il Rettore ha annunciato che il trasferimento della Facoltá non avverrá prima di almeno 5 anni, per via delle modifiche ai progetti, che devono necessariamente essere messe a punto dopo la decisione della giunta regionale in merito al raddoppio della pista dell’aeroporto di Peretola.

Anche alla luce di queste novitá, nei prossimi mesi continueremo a lavorare affinché i due soggetti interessati, Ateneo ed Ardsu, trovino rapidamente una soluzione per gli studenti.

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6.2 Lo studente e la cittá

6.2.1 Vivere la cittá

Lo studente universitario per condurre i propri studi o semplicemente la propria vita spesso é costretto a lavorare, oppure é costretto a gravare sulle tasche delle proprie famiglie. Per queste ragioni, da sempre, richiediamo che la condizione dello studente venga formalmente riconosciuta con un accesso a basso costo, o ancor meglio gratuito, a tutti quei servizi e a quei diritti di cui gli studenti usufruiscono, come la casa, le biblioteche, i trasporti e la cultura.

Questa condizione é resa ancor piú grave dalla vera e propria emarginazione degli studenti dalla cittá di Firenze, invasa dai turisti e privata di ogni centro di cultura, alla quale si aggiungono i recenti tagli governativi ad ogni istituzioni artistica o culturale, dall’Universitá ai teatri.

Firenze é sempre meno una cittá per studenti o per i fiorentini stessi, ma solo per chi vi trascorre qualche giorno di vacanza. Alla figura dello studente non viene riservato alcuno spazio all’interno del contesto cittadino, completamento esautorato dalle attivitá commerciali.

Lo sviluppo e il progresso della cultura sono purtroppo bloccati ripetutamente da cieche politiche amministrative. La chiusura di molti cinema negli ultimi anni é testimone del processo di commercializzazione della cittá, che passa attraverso la costruzione di grandi poli di attrazione gestiti da grandi aziende (ad esempio il Warner Village e il nuovo multiplex in costruzione a Novoli, che continua la sua costruzione nonostante i ripetuti stop avuti dalla Regione).

Un altro tasto dolente nella cittá culla della cultura é l’accessibilitá alle poche iniziative allestite a Firenze; mostre, musei, cinema, concerti hanno tutti un prezzo spesso troppo elevato per una categoria senza reddito come quella studentesca. In piú, i recenti tagli alla cultura imposti dal governo penalizzano ancora di piú le istituzioni culturali cittadine. I tagli al fondo unico dello spettacolo hanno messo in difficoltá molte realtá cittadine importanti e dalla lunga tradizione culturale (Teatro Comunale e Teatro della Pergola) e con esse molti posti di lavoro, a fronte di un pesante investimento, nella Finanziaria, per le spese militari previste per il 2011.

Il Maggio fiorentino, e con esso il Teatro Comunale, sono tra i principali simboli della cultura di Firenze e del nostro Paese, colpiti dalle politiche del Governo di attacco brutale alla Cultura in tutte le sue forme. Per questo, giá nei mesi passati, abbiamo sostenuto i lavoratori del Maggio fiorentino nelle loro lotte.

Con questo spirito ci siamo sempre concretamente attivati per liberare il piú possibile le espressioni artistiche e per fornire agli studenti accessi facilitati alla cultura. Ecce Pizze, Ecce Theatre, il Sinistrock, il Forum Nazionale contro la Mafia sono solo alcune delle iniziative culturali che si propongono di svincolare dalle logiche del mercato aspetti formativi indispensabili per tutti gli studenti. Certamente non sono che soluzioni parziali ma puntano ad essere l’alternativa possibile che affianchi e rinforzi la nostra critica.

L’Universitá e gli studenti devono essere considerati dalle amministrazioni cittadine e regionali non un peso, ma una risorsa su cui investire in strutture e servizi. In cittá é palese l’assenza di spazi di confronto, di socialitá, di aggregazione e di incontro, di opportunitá culturali o di luoghi di studio. é necessario, dal nostro punto di vista, che la politica realizzi o metta realmente a disposizione nuovi spazi che rispondano alle esigenze espresse degli studenti.

Per far sí che i luoghi di studio all’interno della cittá siamo sempre di piú, con i rappresentanti degli studenti delle altre cittá toscane (Pisa e Siena) all’interno del CdA dell’Ardsu, stiamo lavorando per aprire le aule studio all’interno delle Case dello Studente 24 ore su 24.

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6.2.2 Il mercato della Casa

Da tempo, a Firenze, cosí come purtroppo in molte altre cittá, esiste una condizione di disagio abitativo, che incide molto sulla qualitá della vita di gran parte della popolazione residente, riconducibile spesso a condizioni di precarietá assoluta, o di persone che comunque non sono in grado di sostenere l’attuale mercato della casa. Firenze ha ospitato negli anni numerose lotte e rivendicazioni di molti gruppi di difesa del Diritto alla casa, e tutt’oggi sono numerosi gli stabili occupati.

Di fronte ad un problema cosí vasto e complesso sono necessarie, a nostro avviso, una pluralitá di interventi ed azioni di edilizia sociale da attuare sia a livello centrale che a livello locale.

Per esempio, si potrebbero recuperare tutti gli edifici pubblici ormai abbandonati a se stessi, da poter riutilizzare e rendere abitativi. C’é da dire peró che gli enti locali, anche sotto richieste esplicite, non hanno mai dimostrato un interesse tale da affrontare la questione con serietá.

Noi pensiamo che sia necessario, con il fine di un controllo maggiore che vada a contrastare la speculazione edilizia, una forte regolamentazione del mercato.

Le strade possono essere molte: per quanto riguarda gli studenti, la cosa migliore é quella di toglierli completamente dal mercato della casa realizzando un meccanismo che trovi un numero di alloggi per studenti pari alla domanda, da destinare gratuitamente ai borsisti e in affitto calmierato per gli altri.

Gli studenti universitari fanno parte di quelle categorie particolarmente svantaggiate nel reperimento di un alloggio in affitto e, loro malgrado, contribuiscono al mantenimento di questa situazione.

Infatti, mediamente accade che, nei pressi delle Facoltá, i prezzi delle case arrivano a essere circa il doppio della media affitti. Tutto ció (oltre ad alzare la media) incentiva i proprietari delle case a speculare sull’"utenza" studentesca.

Una strada da percorrere per cercare soluzioni a questo grave problema é sicuramente quella di smontare il meccanismo del mercato "libero", che libero non é, ma nelle mani dei proprietari e dei costruttori. Si tratterebbe quindi, da parte dello Stato (nel senso lato del termine), di intervenire direttamente regolamentando questo mercato in maniera tale da poter aiutare coloro che si trovano svantaggiati.

Dunque, una prima soluzione per tamponare il problema, secondo noi, é quella di istituire una Agenzia della Casa, un ente pubblico (ad esempio comunale) che si sostituisca alle agenzie immobiliari private, al fine di fare anche da tramite tra i locatori privati e gli studenti, oltre che da calmiere.

Sia il Comune che l’Ardsu hanno da poco inaugurato dei progetti di agenzie per la casa, ma che risultano del tutto non soddisfacenti, perché di fatto in entrambi i casi i due soggetti non fanno altro che da tramite tra locatari e affittuari.

La nostra proposta, invece, prevede che le case affittate dal comune agli studenti siano assegnate a prezzi calmierati e che gli stessi prezzi siano pagati dall’agenzia ai privati locatori, senza che l’istituzione paghi il disavanzo al privato (un modello del genere manterrebbe, infatti, lo stato speculativo).

Per intendersi, se oggi la media é di 14 euro a mq al mese, un prezzo calmierato potrebbe essere di 7 euro a mq al mese. C’é da dire, infatti, che esistono degli accordi territoriali che dovrebbero servire proprio a calmierare il prezzo del mattone, e quindi a non far salire sopra un determinata cifra il prezzo delle case. Per un appartamento di 50 mq significherebbe un totale di 350 euro al mese che, se divisi in 4 persone, sarebbero 90 euro a posto letto!

L’incentivo per il privato a ricorrere a questa agenzia e non al mercato libero, dovrebbe stare in particolari condizioni offerte dal Comune, senza dimenticare il fatto che l’Agenzia della Casa prenderebbe gli appartamenti in affitto per lunghi periodi di tempo (dell’ordine di 5, 10 o 15 anni) durante i quali il padrone di casa non deve preoccuparsi di stare dietro al proprio immobile.

é innegabile, quindi, che uno strumento del genere servirebbe per combattere anche tutte quelle situazioni di affitto in nero che molti studenti sono costretti a tacere.

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6.2.3 Trasporti

A seguito dell’allocazione delle sedi universitarie in zone periferiche é aumentato del bisogno di mobilitá degli studenti. Dopo anni di utilizzo del Polo delle Scienze Sociali di Novoli e del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, le linee realizzate per facilitare gli studenti nel raggiungere le Facoltá sono solo 3: la linea 18 che passa da Agraria, Novoli, la casa dello studente Mario Luzzi e Viale Morgagni, la linea 57, che prosegue oltre Novoli verso Sesto e la linea 59.

Ben piú gravi sono i problemi per raggiungere le sedi decentrate, come Calenzano.

Durante gli ultimi anni abbiamo inoltre assistito ad un progressivo aumento del costo dell’abbonamento studenti mensile Ataf, che oggi ha raggiunto i 23 euro. Senza contare i 9 euro di tessera necessaria per dimostrare il proprio status di studente. Tale abbonamento é utilizzabile fino ai 26 anni, escludendo cosí da questa agevolazione, gli studenti regolarmente iscritti all’Universitá che hanno superato questo limite di etá.

Altro elemento deficitario del servizio di trasporto pubblico é la scarsitá dei bus diretti verso i Poli universitari. La frequenza media delle corse é di 20 minuti per tutte le linee.

In piú, recentemente, la situazione é peggiorata ulteriormente: le riduzioni alle linee messe in atto da Ataf, a seguito dei tagli governativi al servizio di trasporto pubblico locale, hanno colpito anche la linea 59, che é stata del tutto eliminata. Questa linea é fondamentale per i trasporti tra Firenze ed il Polo Scientifico, fornendo il servizio di trasporto sia per studenti che per docenti e lavoratori, che non dispongono di un mezzo privato o che non vogliono utilizzarlo.

Come sempre, cercheremo di fare in modo che anche le sedi distaccate siano raggiungibili con i mezzi pubblici.

Riteniamo fondamentale che siano garantiti agli studenti i diritti fondamentali come un’importante agevolazione a studiare a Firenze, tramite anche forti riduzioni delle tariffe degli abbonamenti dei trasporti pubblici.

Oltre al deficitario trasporto urbano, un altro problema che tocca un consistente numero di studenti universitari é come raggiungere la cittá. Molti infatti sono gli studenti "pendolari" che si spostano tutti i giorni dalle loro case ai luoghi di studio. Al di lá del costo, sempre in aumento, dipendente dalla fascia chilometrica di residenza, per chi sceglie di usare il trasporto pubblico per raggiungere Firenze e poi il proprio luogo di studio, si presentano molti problemi da affrontare.

Chi, infatti, ha provato almeno una volta a raggiungere Firenze in treno al mattino, si sará reso conto della mancata puntualitá, delle precarie condizioni di viaggio, spesso (per non dire sempre) in piedi con piú persone di quante ce ne potrebbero entrare, in carrozze che spesso sono sprovviste di impianto di condizionamento funzionante, in cui le condizioni igieniche non sono delle migliori e con bagni spesso non funzionanti.

Un altro fatto che va a scalfire le esigenze degli studenti sono gli orari dei treni. Molti studenti che rimangono a Firenze per studiare o per seguire lezioni sono costretti ad anticipare il ritorno a casa, in quanto per alcune fasce orarie non sono previsti treni.

Il servizio di trasporti notturno é insufficiente e dalle 24 in poi, addirittura inesistente, fatto che costringe, chi volesse permanere a Firenze anche la sera, a non farlo o, per chi ne ha la possibilitá, a utilizzare l’auto.
Crediamo che il servizio di trasporto pubblico debba essere garantito alla totalitá di studenti per raggiungere il luogo di studio e non solo. A maggior ragione in un periodo come quello che stiamo attraversando negli ultimi tempi, caratterizzato da un’elevata recessione economica, a fronte della quale il settore del pubblico dovrebbe essere rafforzato anziché penalizzato.

L’uso dei mezzi pubblici, oltre ad essere piú economico, permettere anche di contribuire alla riduzione dei mezzi in circolazione e quindi dell’inquinamento dell’aria.

Lavoreremo perció affinché venga aumentata anche la frequenza delle linee ferroviarie e autobus, per facilitare la mobilitá studentesca.

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6.2.4 Assistenza sanitaria

Gli studenti fuorisede che decidono di studiare presso uno degli Atenei toscani non godono dello stesso servizio sanitario del quale disporrebbero nella loro cittá di origine.

Se sei uno studente fuori sede delle Universitá toscane ed hai bisogno di una semplice visita medica, di una prescrizione sanitaria o di una visita medica a domicilio, che il tuo medico curante ti fornirebbe gratuitamente nella tua cittá d’origine, in Toscana, come in molte altre regioni italiane, devi ricorrere a prestazioni a pagamento.

Il diritto alla salute costituisce uno dei presupposti fondamentali tutelati della nostra Costituzione, che tuttora risulta negato agli studenti fuorisede.

Per questo abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Regione Toscana di farsi carico di questo problema.
Lo scorso anno avevamo ottenuto la stesura di un protocollo tra Regione, i tre Atenei toscani e l’Ardsu (ancora in attesa di approvazione) che avrebbe risolto in parte il problema: il protocollo garantiva agli studenti fuorisede, che hanno la residenza fuori dalla Toscana, una copertura sanitaria adeguata.

In questi mesi abbiamo continuato a farci carico del problema, che non riguarda solo gli studenti fuorisede ma anche gli studenti stranieri che devono perseguire un iter differente rispetto agli altri per usufruire del servizio sanitario. Pensiamo inoltre che potrebbe essere utile che all’interno delle residenze universitarie ci possa essere un presidio medico per gli studenti alloggiati.

In una societá sempre piú mobile, nella quale gli studenti possono scegliere autonomamente la sede dei propri studi, é necessario che il diritto alla sanitá sia alla portata di tutti.

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6.2.5 La Carta dello studente

Da anni con le nostre iniziative e campagne, portiamo all’attenzione degli organi e di tutte le istituzioni pubbliche, le diverse problematiche e criticitá che lo studente universitario incontra nel proprio percorso di studi.

Peculiare in quest’ottica risulta essere lo status dello studente (oggi piú che mai brutalmente minato dalle scelte governative), inserito in un ambito piú ampio che si contestualizza con e dal territorio. Una forte frattura é presentata dal fatto che lo studente stesso, non ha, se non in rarissimi casi, la possibilitá di poter fruire della cultura a costo zero.

Una delle nostre campagne degli ultimi anni é quella della Carta dello studente, un progetto che dovrebbe riconoscere la condizione di studente e dare libero accesso a tutti i luoghi di cultura e di formazione a prezzi contenuti per tutti gli studenti. Nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, l’Ardsu ha individuato solo pochi ed economicamente poco vantaggiosi progetti che non escono dalla logica della provvisorietá.

La nuova gestione aziendale, rimasta latitante per ben oltre sei mesi, ha proposto una pseudo carta dello studente, che non presenta nessuna significativa novitá, in quanto la fantomatica carta proposta, altro non é che una prepagata (che andrebbe a sostituire anche l’attuale tessera mensa) tramite la quale si ha la possibilitá di ricaricare denaro utilizzabile per pagare il pasto a mensa, oltre che ad essere utilizzata come libretto universitario magnetico.

L’obbiettivo ultimo di questo progetto é quello di passare col tempo ad una gestione elettronica e computerizzata delle casse presenti nelle varie mense universitarie.
Si tratta quindi di un progetto ben lontano dalla nostra proposta di Carta dello Studente, in direzione della quale intendiamo continuare a lavorare.

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6.2.6 Studenti stranieri

Considerando le difficoltá burocratiche nella richiesta e nel rinnovo del permesso di soggiorno, i ritardi e le inefficienze della Pubblica Amministrazione in questo campo e un Ateneo che sembra disinteressarsi alle problematiche specifiche, la situazione degli studenti stranieri risulta assolutamente precaria.

Un esempio delle enormi problematiche ancora aperte riguarda l’accesso ai bandi Erasmus, per il quale é necessario essere residenti nel Paese di partenza: impossibile quindi per uno studente non italiano, che deve aspettare sette anni per ottenere la residenza (contro un percorso di studio che dovrebbe durare in genere cinque anni).

Con il costante contributo delle associazioni e dei gruppi degli studenti stranieri, cerchiamo di porre all’Ateneo, nei luoghi idonei, le varie problematiche che gli studenti stranieri si trovano ad affrontare.

Lo scorso anno abbiamo fatto presente all’Ateneo un grosso problema: il permesso di soggiorno scade dopo pochi mesi dalla laurea; si verificava cosí un enorme problema per gli studenti che si laureavano alla triennale dopo i tempi previsti per l’iscrizione alla Magistrale (ad esempio a giugno), e che dovevano attendere fino al settembre successivo per potersi iscrivere alla LM.

Ció avrebbe comportato la necessaria partenza di molti studenti, a causa della vergognosa "legge Bossi-Fini" sull’immigrazione, per cui la clandestinitá é considerata un reato.

Abbiamo sollecitato l’Ateneo perché si facesse carico della questione, impegnandosi a fare da "garante" presso la Questura per gli studenti stranieri che dichiaravano di volersi iscrivere successivamente alla Laurea Magistrale.

Un altro problema che abbiamo giá posto riguarda i corsi di italiano organizzati dal CLA: paradossalmente, gli studenti stranieri non possono frequentare questi corsi come studenti, ma come esterni all’Universitá, pagando cifre molto elevate. Questo perché i corsi di italiano sono istituiti dal CLA solo per gli studenti che vengono a fare l’Erasmus nel nostro Ateneo, e il CLA non ha personale sufficiente per garantire l’estensione di questi corsi anche a tutti gli studenti stranieri che volessero frequentarli.

Continueremo a lavorare negli organi d’Ateneo, affinché siano realmente garantite condizioni di pari opportunitá.

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Le nostre Iniziative

Da ormai quasi vent’anni proponiamo iniziative culturali e numerosi momenti di aggregazione, perché siamo convinti che l’Universitá non possa essere solo lezioni ed esami e la creativitá e che le iniziative degli studenti devono essere sempre incoraggiate.

Riteniamo da sempre che le iniziative finanziate rappresentino un momento importante per l’Universitá e per gli studenti, al contempo sia creatori che fruitori di cultura.

Due anni fa, per iniziativa di Sinistra Universitaria-Udu, il regolamento per le iniziative era stato modificato, con l’eliminazione del limite di due iniziative presentabili da ogni rappresentante degli studenti nei Consigli di Facoltá (oltre a quelle richieste da gruppi o associazioni di almeno 50 studenti). Questa modifica produsse molteplici effetti negativi: vi fu una proliferazione del numero di domande, di cui la maggior parte proprio dalla lista Sinistra Universitaria-Udu; inoltre, a causa del numero delle iniziative presentate, molte ricevettero un esiguo finanziamento, che in alcuni casi ne rese difficile se non impossibile la realizzazione.

A questo quadro va aggiunto che alcune delle iniziative furono ulteriormente gravate da costi aggiuntivi per il loro svolgimento tra cui l’affitto dei locali e le utenze. Fin da subito come Studenti di Sinistra ci siamo mobilitati affinché queste spese non venissero sostenute in alcun modo dagli studenti: é inaccettabile che il Polo si riprenda, con questo espediente, fondi destinati ai progetti studenteschi, peraltro giá insufficienti per il loro svolgimento.

Dopo una lunga campagna sugli spazi, che comprendeva anche l’aspetto delle iniziative, lo scorso anno abbiamo richiesto e ottenuto una nuova modifica del regolamento per le iniziative. Abbiamo ottenuto un notevole miglioramento, perché é stato reintrodotto il limite di una richiesta presentabile da ogni responsabile, e sono state escluse le utenze (e l’affitto dei locali!) dai costi da sostenere da parte degli studenti organizzatori.

Da questo punto di vista, non ci riteniamo affatto soddisfatti, perché dovrá comunque essere messo a carico degli studenti organizzatori il costo per sicurezza, vigilanza e la pulizia. Stiamo continuando a lavorare affinché si possano organizzare iniziative di ogni genere, senza ulteriori costi: l’Universitá é prima di tutto degli studenti!

L’Ateneo dovrebbe realmente investire sul valore culturale e sociale che questi progetti hanno, smettendo di considerarla solo un peso, aumentando il fondo destinato alle iniziative, e non frapponendo ostacoli economici e burocratici alla realizzazione delle iniziative studentesche.

Le nostre iniziative

  • Ecce Pizze: il cinema gratuito per studenti universitari. Da settembre a dicembre, ogni lunedí presso il Teatro Puccini (Piazza Puccini), la rassegna di cinema di qualitá: ultime uscite, film premiati a concorsi internazionali, pellicole poco note.
    Per informazioni: http://eccepizze.studentidisinistra.org
  • Sinistrock: é una rassegna di gruppi musicali ad ingresso gratuito che si svolge presso l’Auditorium Flog; nelle diverse serate dell’iniziativa si avvicendano sul palco quattro gruppi universitari piú un gruppo di richiamo. Per informazioni: http://sinistrock.studentidisinistra.org
  • Forum nazionale contro la mafia: un’iniziativa per sensibilizzare gli studenti sul tema della mafia, un momento di riflessione, discussione e apprendimento su questa tematica, che cerchiamo di affrontare ogni anno da molteplici punti di vista: economico, sociale, politico, giuridico, con il contributo di chi ha in proposito un’esperienza diretta, personale o lavorativa.
    Per maggiori informazioni: http://www.forumcontrolamafia.info
  • Autoprodotto: hai un’idea per un cortometraggio, un video di inchiesta, una vignetta, uno sketch satirico ma ti mancano gli strumenti per realizzarlo? Mettiamo a disposizione una videocamera digitale e opportunitá per montare, realizzare e diffondere la tua idea! Inoltre, é attivo il nostro portale di scambio audio/video, raggiungibile all’indirizzo: http://www.studentidisinistra.tv
  • Poliopposti: é un progetto nato nell’ottobre 2004 con lo scopo di informare e dare voce agli studenti riguardo la politica e le iniziative universitarie e a temi che riguardano la cittá, la politica e l’economia nazionale, la cultura, l’ambiente ecc... La redazione, costituita unicamente da studenti e aperta ad ogni contributo volontario, cura un giornale mensile distribuito gratuitamente in tutte le Facoltá, e un sito su cui si possono trovare appofondimenti, interviste e altro: http://www.poliopposti.info
  • FolKontest: kontest di gruppi universitari di musica folk, all’interno delle sedi universitarie, accompagnati da noti gruppi del settore.
    Per maggiori informazioni: http://folkontest.studentidisinistra.org
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I candidati

8.1 In Ateneo

8.1.1 Senato Accademico

  1. Vincenzo Andrea CIMBALO (Scienze MM.FF.NN.)
  2. Giacomo BARLUCCHI (Lettere e Filosofia)
  3. Eva CAPANNI (Farmacia)
  4. Tommaso FRANGIONI (Economia)
  5. Antonio RADDI (Medicina)

8.1.2 Consiglio di Amministrazione di Ateneo

  1. Tiziano CARDUCCI (Ingegneria)
  2. Pietro ROSSATO (Scienze MM.FF.NN.)
  3. Silvia CARUSO (Scienze Politiche)
  4. Tommaso MACCARI MALQUORI (Scienze della Formazione)

8.1.3 Consiglio territoriale degli studenti dell’Ardsu

  1. Carlo DEL REGNO (Lettere e Filosofia)
  2. Leonardo LANDI (Scienze MM.FF.NN.)
  3. Angelo PAOLA (Ingegneria)
  4. Azzurra FELICIANI (Agraria)
  5. Luca POTENZA (Scienze Politiche)
  6. Arianna DE LUCA (Psicologia)
  7. Giulia FANELLI (Giurisprudenza)
  8. Marta PARIGI (Medicina)
  9. Norma Liz ZUNIGA ANCASI (Economia)

8.1.4 Comitato Universitario Sportivo

  1. Filippo GRILLI LEONULLI (Ingegneria)
  2. Alessandro VESSICHELLI (Scienze MM.FF.NN.)

Architettura

Collettivo di Architettura <<Ark - Kostruendo a Sinistra>>

  1. Silvia PUCCINI
  2. Margherita VICARIO
  3. Marco FABRI
  4. Francesco MUGNAI
  5. Enrico TOMASINI
  6. Guido MITIDIERI
  7. Nicolaes PAGE
  8. Diego DETASSIS
  9. Federico TOMASELLI
  10. Cristina SETTI

Economia

Collettivo RossoMalPolo - Studenti di Sinistra

  1. Tommaso FRANGIONI
  2. Ivan CERBASI
  3. Giovanni GRASSI
  4. Giovanni BIGAZZI
  5. Michele Andrea QUADERNUCCI
  6. Lorenza DEMATA

Farmacia

FarmacoResistenza - Collettivo di Farmacia - Studenti di Sinistra

  1. Linda PESCATORE
  2. Eva CAPANNI
  3. Ilenia Angela NOCERINO
  4. Francesco BIONDI
  5. Chiara TOCCAFONDI

Ingegneria

Collettivo <<Filo da Torcere>> - Ingegneria

  1. Tiziano CARDUCCI
  2. Federico ZINI
  3. Francesco BIGAZZI
  4. Linda MANIEZZI
  5. Lorenzo PALANDRI
  6. Tomaso TRINCI
  7. Francesco BAFFA
  8. Jacopo TATTINI
  9. Arianna NARDI
  10. Filippo GRILLI LEONULLI

Medicina

Collettivo di Medicina - Codice Rosso

  1. Pietro GARLATTI
  2. Antonio SILVERII
  3. Marta LAZZERI
  4. Silvio GARGANI detto LILLO
  5. Maria Vittoria SILVERII detta MAVI
  6. Antonio RADDI
  7. Giovanni SMORLESI
  8. Marta PARIGI
  9. Giulia Satu FAINI
  10. Francesco PICARELLI
  11. Bianca MECACCI

Giurisprudenza

Collettivo RossoMalPolo - Studenti di Sinistra

  1. Giada FELICIANI
  2. Giulia FANELLI
  3. Giuseppe ZUZZé

Scienze della Formazione

Collettivo NOSMET

  1. Tommaso MACCARI MALQUORI
  2. Erica IANNILLI
  3. Mattia FALLERI
  4. Verdiana D’ARRIGO
  5. Lorenzo NANNIZZI
  6. Chiara AVENIA
  7. Lorenzo DONATI
  8. Giovanna GAETANO
  9. Matteo DEI

Scienze MM.FF.NN.

Collettivo di Scienze - Studenti di Sinistra

  1. Caterina FOTI
  2. Leonardo LANDI
  3. Adele BORDONI
  4. Vincenzo Andrea CIMBALO
  5. Giacomo CECOT
  6. Lorenzo BARONTI
  7. Matteo DE FILIPPIS
  8. Laura REDAPI detta LALLA

Scienze Politiche

Collettivo RossoMalPolo - Studenti di Sinistra

  1. Federico FANTECHI
  2. Anna CIATTINI
  3. Marina CASCELLA
  4. Clarissa BIAGIONI
  5. Mario VENTURELLA
  6. Silvia CARUSO
  7. Alessio BERTI
  8. Carlotta NUCCI
  9. Aurora BETTI

Psicologia

Laboratorio 15 - PsiPerVendetta

  1. Luciano CELLA
  2. Camillo DONATI
  3. Alice BINDI
  4. Giulia GALEONE
  5. Stefano ROTI
 

Studenti di Sinistra

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Elezioni Universitarie 6 e 7 Aprile Marzo 2011
Studenti di Sinistra