| Un 'altra Università è possibile |
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È partendo da queste basi, dalla critica radicale ad un modello di università che da anni ci viene imposta, dalle lotte e dalle analisi che il movimento studentesco negli ultimi vent'anni ha portato avanti che sono nati nuovi modelli di università. L'unico punto di partenza per una nuova Università non può che essere il considerarla come luogo dove si fa cultura e dove si forma coscienza collettiva; il sapere e la conoscenza sono beni comuni e non merci: non devono essere vendibili ma frutto del lavoro comune e rivolto al progresso dell'intera società. Solo svincolando l'Università dalle logiche di mercato e di profitto che il processo di Bologna ha imposto, sarà possibile aprire la strada ad un'Università diversa. E a questo si può arrivare solo cancellando l'autonomia didattica, il 3+2, la quantificazione in CFU del sapere, che hanno permesso, complice una classe accademica facilmente corruttibile, la dequalificazione della didattica.
Da qualche settimana è iniziato in tutti gli Atenei italiani il lavoro della commissione di riforma dello statuto a seguito dell'approvazione della legge Gelmini. Riteniamo che in questo momento sia fondamentale continuare l'opposizione e la lotta che come movimento studentesco abbiamo portato avanti: il nuovo Statuto deve essere in totale controtendenza con il progetto di università-azienda. Il modello universitario che vogliono imporre trasforma il sapere e la cultura in merci, gli studenti in clienti. Per questo è necessario lavorare in totale opposizione a questo modello di università, di cui la legge è un passo fondamentale; partendo dall'analisi delle problematiche dell'Università, vogliamo continuare a proporre una nuova idea di Università, che già da anni è al centro del movimento studentesco. Crediamo che il sapere, così, come l'acqua o la sanità, sia un bene comune, non sottoponibile a logiche di mercato. Lavoreremo affinché sia rifiutato il processo di mercificazione del sapere e affinché siano rispettati quei principi che sono alla base di una didattica e di una ricerca libere, lontane dalle logiche del profitto, impedendo l'accesso ai luoghi decisionali a chi può essere portavoce unicamente di interessi privati, inconciliabili con l'idea di un'Università pubblica, libera e di massa! -> Ulteriori approfondimenti per un'altra università è possibile
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Siamo convinti che sia necessario un totale ripensamento dell'attuale struttura e modello di università, di una rivoluzione a tutti gli effetti, che NON passi dalla svendita ai privati, dalla selezione all'accesso, dalla precarizzazione della ricerca e dalla retorica del merito, MA che invece punti verso una pianificazione nazionale delle linee di ricerca e dei piani didattici, la garanzia di una didattica di qualità aperta a tutti, un piano di serio rifinanziamento dell'Università e della Ricerca, il concreto riconoscimento del Diritto allo Studio tramite, ad esempio, la copertura totale nazionale delle borse e verso un'università totalmente gratuita per tutti perché sostenuta dalla fiscalità generale.
